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TORINO 23 gen (Però Torino) – Ha accolto un riscorso per una multa. Peccato che il ricorso era stato presentato da lui stesso. Così, R. D., un vice prefetto aggiunto di Torino è stato indagato per abuso d'ufficio dal pubblico ministero Andrea Padalino.
La singolare vicenda ha inizio nel maggio scorso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il 27 di maggio, durante un normale controllo, la Polizia stradale fa due contravvenzioni al vice prefetto, trovato alla guida dell'auto del padre senza tagliando dell'assicurazione e sprovvisto del libretto di circolazione: 78 euro il totale da pagare. Lui però il 14 giugno presenta ricorso eccependo “ragioni di sicurezza e emergenza, come previsto dall'art. 4 della legge 689 del 1981”. Ragioni alle quali a sua volta si oppone la Polstrada sostenendo che l'occasione non rientrava nell'applicazione di quella legge.
Il 28 settembre però la sorpresa: il ricorso, accolto e archiviato, porta in calce proprio la firma del vice prefetto intestatario delle multe. Poco dopo scatta la denuncia della Polizia stradale. A quanto si apprende l'uomo si sarebbe giustificato dicendo di aver trattato il suo ricorso “con gli stessi criteri usati per gli altri cittadini”.









