TORINO 17 feb (Però Torino) – Aveva inviato un sms alla madre prima di lanciarsi nel vuoto abbracciata alla figlia di pochi anni. “Non ce la faccio più, vado via”, aveva scritto prima di buttarsi dal secondo piano della comunità dove da oltre un anno era ospitata.
Il messaggio, a quanto pare, era stato inviato dalla 34enne che ieri si è suicidata insieme alla figlia a Torino.
Un gesto ancora per molti versi incomprensibile. Chi la conosceva parla di una donna di certo provata da una situazione familiare difficile, legata a problemi nati con altri due figli adolescenti avuti da un rapporto precedente, ma comunque determinata a risolvere la situazione e poter tornare a casa.
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Il compagno però negli ultimi tempi l'aveva vista sempre più abbattuta e aveva parlato con il loro avvocato dicendosi preoccupato. Ieri mattina qualcuno della comunità Opera Pia Viretti, sulla collina torinese, aveva incrociato la 34enne poco prima della tragedia, sempre con la sua bambina in braccio, non immaginando cosa stava per accadere. Poi lei si era chiusa nella sua camera all'ultimo piano e si era gettata.
Intanto l'avvocato Maurizio Vecchio, che assiste la famiglia e aveva seguito la triste vicenda della donna, sta lavorando all'esposto che presenterà all'inizio della prossima settimana. Tre i punti che vuole chiarire: se la comunità fosse adeguata e dotata dei sistemi di sicurezza previsti per quel tipo di strutture, se ci sia stata qualche omissione da parte dei servizi sociali e del personale psichiatrico che seguiva la donna.













