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TORINO 7 mar (Però Torino) – La possibilità di infiltrazioni mafiose nella costruzione del Tav ci sono, ma non si possono bloccare a priori i lavori perché c’è questo rischio.
Si può riassumere così la risposta del procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli alle dichiarazioni dello scrittore Roberto Saviano, che ieri aveva denunciato la possibilità per le mafie di infilarsi negli appalti per la costruzione del Tav.
“Rinunciando alle opere per timore delle infiltrazioni mafiose si realizzerebbe una sorta di dismissione di ogni responsabilità politica ed economica. Vi sarebbe di fatto un'abdicazione rispetto a funzioni fondamentali dello Stato”, precisa Caselli.
“Anch'io convengo - prosegue - che è necessario un potenziamento delle strutture di contrasto all'infiltrazione mafiosa invece che smantellare i pool di specializzazione per ultra decennalità. Credo che vadano migliorati anche i meccanismi di assegnazione degli appalti e i controlli. Compito che però non spetta alla magistratura, ma alla politica e all'amministrazione”.
Anche il pm Raffaele Cantone è dello stesso avviso. “Le opere pubbliche bisogna farle, lo Stato non può dichiarare la resa”, ha detto.
Intanto i contrari alla realizzazione dell’Alta Velocità continuano le loro manifestazioni. Questa sera è prevista una maratona di lettura di 24 ore in cui si elencano le 150 ragioni del No alla Torino-Lione.
Il ritrovo è alle 18 in piazza del mercato a Bussoleno con partenza verso Chiomonte, lato centrale elettrica:. Da lì i NoTav a turno leggeranno ininterrottamente per 24 ore. “Tutti potranno partecipare – dicono gli organizzatori - con momenti per intrattenersi al riparo durante la notte”.













