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Fiat blocca Mercedes e Renault a Torino

car2go Toronto nightlineTORINO 16 set (Però Torino) - Fiat si oppone all'offerta di Renault e Mercedes, che vogliono installare a Torino un servizio di auto elettriche a noleggio chiavi in mano, senza nessuna spesa per il Comune. E l'amministrazione che fa? Blocca tutto. Per carità, l'assessore all'Ambiente Enzo Lavolta, sulle colonne di "Repubblica", si lamenta del fatto che "Fiat, invece che essere fonte di opportunità, si sta trasformando in un tappo". Però, si continuano ad ascoltare i desideri e i capricci del Lingotto, quasi quegli uffici avessero un potere politico-amministrativo sulla città.

Quindi, mentre Marchionne dichiara ufficialmente che il progetto "Fabbrica Italia" è morto e sepolto, mentre tutte le produzioni vengono spostate all'estero e l'Ad dell'azienda a ogni intervista spiega che non ci deve essere alcun tipo di attaccamento emozionale al territorio dove la Fabbrica italiana automobili Torino è nata, ma bisogna andare a cercare ovunque il massimo profitto, Fiat continua a bloccare i concorrenti a Torino.

E' assolutamente lodevole (anche se in una città normale sarebbe scontato) che l'assessore si lamenti pubblicamente e che un quotidiano importante come Repubblica, sinora piuttosto allineato con il grande potere del Lingotto, pubblichi un articolo del genere. Ma a nessuno, nè a Lavolta, nè ai giornalisti, viene in mente che simili resistenze - da un punto di vista strettamente giuridico - dovrebbero risolversi con un'alzata di spalle da parte dell'amministrazione civica e delle fonti di informazione.

Fiat non vuole che Mercedes o Renault facciano qualcosa di utile per la città? Be', pazienza. Non è la Corte costituzionale, nè quella di Cassazione. Non è il governo nazionale. E' un'azienda privata che lavora per i propri interessi (legittimamente) ma che non è titolata a infuriarsi e osteggiare altrettanto legittimi interessi pubblici e collettivi. Invece, come scrive il giornale di Debenedetti, "Il Comune, di fronte alle obiezioni del Lingotto, va con i piedi di piombo. E lascia in standby le opportunità presentate dalle altre marche."

E così un delusissimo assessore Enzo Lavolta, come se non avesse il potere di infischiarsene, dichiara: "Le città che ospitano le sedi delle principali case automobilistiche trovano in queste un partner per lo studio e la realizzazione di sistemi di mobilità intelligente. Per tutti la mobilità sostenibile è un impegno e un fiore all'occhiello, che fa crescere anche il sistema dell'indotto. A Torino tra l'altro si concentrano grandi capacità competitive. Le auto che vengono utilizzate a Parigi sono prodotte dalla Cecomp di La Loggia. Volkswagen per cercare innovazione non è andata in America, India e Cina, ma è venuta ad incontrare 30 aziende piemontesi. La Fiat su questo particolare filone però non investe".

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Si tratterebbe di un'ottima occazione per realizzare un primo servizio di noleggio auto a emissioni zero e quindi perfetto da un punto di vista ambientale, integrandolo con quello che già esiste. Tutto con grandi vantaggi economici, tra l'altro. Mercedes, ad esempio, ha già in diverse città del mondo il sistema "Car2go" (clicca qui per vedere) che in Italia sarebbe una assoluta primizia. (Nella foto, il Car2go di Toronto, in Canada).

Ricordiamo che Fiat bloccò l'arrivo di produttori giapponesi, osteggiò Volkswagen che voleva investire nel Salone dell'Auto da far risorgere (tanto che non risorse affatto) e sistematicamente continua a utilizzare una sorta di diritto di veto su Torino. Non si capisce a quale titolo, non risultando Sergio Marchionne eletto con voto popolare dai cittadini torinesi. O, forse, si capisce troppo bene.

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