Crisi nelle banche: in Piemonte previsti almeno 700 tagli
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- Categoria: Economia
- Pubblicato Lunedì, 15 Ottobre 2012 14:14
- Scritto da Adriano Lovera
TORINO 15 Ott (Però Torino) - La crisi colpisce duro anche sul settore bancario. In attesa del vertice di domani a Roma tra sindacati confederali e Abi, le cifre che rimbalzano sono preoccupanti. E Torino e il Piemonte sono in prima linea sul fronte dei sacrifici richiesti ai lavoratori.
In Italia il sistema bancario (dati Corriere Economia) prevede oggi 2.720 sportelli da chiudere su un totale di 33.700 e circa 19.000 lavoratori in esubero su 325.000 totali. Guardando ai due principali gruppi del nostro territorio, IntesaSanpaolo conteggia un migliaio di sportelli di troppo in tutta Italia e 5.000 dipendenti in esubero, mentre Unicredit nessuna chiusura di sportelli ma 3.500 lavoratori in eccedenza (su 57.000). Rispetto ai dati nazionali, il Piemonte conta per circa il 10% sul totale di IntesaSanpaolo e il 7% su Unicredit (la ex Cassa di risparmio di Torino). Quindi nella nostra regione si potrebbero stimare circa 750 persone in uscita e soltanto tra i due maggiori gruppi. Ma ci sono molte altre imprese, a partire da Monte dei Paschi, coinvolte in trattative complicate.
“E' ancora difficile dare numeri precisi, ma la preoccupazione nel torinese è molto forte” commenta Giacomo Sturniolo, Segretario Generale della Fisac Cgil piemontese. “Noi siamo consapevoli delle difficoltà del settore e che sia necessario migliorarne l'efficienza e la produttività. Quel che non va è che i tagli prospettati dagli istituti non sono giustificati da piani industriali, ma quasi sempre solo dalla necessità di ridurre i costi”. E non basta, perché anche il ricambio generazionale appare in pericolo. A livello nazionale l'Abi dice di voler far uscire dal mercato 20.000 persone circa per far entrare 16.500 giovani. A Torino, però, al momento non è così. “Nel solo gruppo IntesaSanpaolo, da qui a fine anno almeno 50 giovani con contratto a termine non verranno confermati. E altri 100 dovrebbero subire la stessa sorte nel 2013” aggiunge il segertario Fisac. Non a caso, a livello nazionale è ancora stallo fra sindacati e azienda sulla sorte dei circa 600 precari che i vertici intendono non rinnovare. Un nuovo incontro è previsto per il 17 ottobre.
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