Marchionne: 'Non ce l'ho con Firenze'. Solo con chi lo critica
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- Categoria: Economia
- Pubblicato Giovedì, 01 Novembre 2012 12:55
- Scritto da Redazione Però

TORINO 1 nov (Però Torino) - "Non ho mai espresso alcun giudizio su Firenze o sulle sue condizioni economiche" e "non ho mai definito il sindaco di Firenze come la brutta copia di qualcuno". Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, cerca di ricucire dopo la gaffe nei confronti del capoluogo toscano provocato dal tentativo di sminuire Matteo Renzi, che è solo sindaco di Firenze e non presidente Usa. Lo fa pubblicando una lettera aperta ai fiorentini sul quotidiano La Nazione.
Marchionne sostiene che la registrazione dell'incontro in cui avrebbe parlato di una "piccola, povera città" è stata ora "adeguatamente esaminata". "Non io, ma qualcuno dei presenti - scrive Marchionne - cercando di spiegare l'argomento della conversazione agli stranieri, ha usato l'espressione 'pretty old town'". Insomma, lui su Firenze dice di non aver espresso alcun giudizio negativo.
"Spero in tutta sincerità - conclude - che la questione possa considerarsi definitivamente chiusa e che il rispetto che la Fiat e io personalmente abbiamo per Firenze, la sua storia e la sua importanza sia riconfermato al di là di ogni ragionevole dubbio".
Il suo intento, va detto per onor di cronaca, non era affatto quello di parlar male di Firenze, malgrado Marchionne abbia dimostrato quanto poco gli interessi la città dei Medici, essendo tra l'altro cittadino svizzero. Dopo una polemica con Matteo Renzi, che gli chiedeva conto delle politiche industriali in Italia, Marchionne aveva sostenuto che il sindaco di una città che (inevitabilmente) è più piccola degli Stati Uniti, non può capirne nulla di politiche industriali, per l'appunto. Quindi, che andasse a criticare qualcun altro, visto che invece a Obama le sue strategie industriali vanno benissimo. Insomma, il sillogismo sarebbe il seguente: o si è più importanti di Obama, oppure si eviti gentilmente di criticare Marchionne.
"La città di Firenze e la sua economia - aveva detto infatti l'ad Fiat la sera del 10 ottobre, dopo le polemiche legate alle sue presunte affermazioni - erano prese da me come riferimento per paragonarle alla complessità, al peso e alla dimensione di un Paese come gli Stati Uniti. Ho usato queste considerazioni per confrontare le responsabilità e le capacità del Presidente Obama con quelle di Matteo Renzi. La differenza mi sembra evidente".
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