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Il 'Vov' diventa torinese

vov-liquoriTORINO 11 nov (Però Torino) - Il Vov, la tradizionale bevanda di generazioni di sciatori, diventa torinese. Il liquore all'uovo, creato a Padova da Gian Battista Pezziol nel 1845, verrà infatti prodotto a Moncalieri, dalla Torino Distillati. Lo riporta il nuovo quotidiano torinese "Il Nordovest". Il marchio Vov è infatti stato acquisito dalla Molinari, altra storica azienda nota soprattutto per la sambuca. Ma la Molinari, sorta a Civitavecchia nel 1945, ha deciso che la produzione del Vov sia realizzata nello stabilimento piemontese che garantisce tutti i più elevati standard qualitativi, dalla sicurezza alla conformità alle norme del settore.

Una scelta mirata, quella di Molinari, anche perché gli obiettivi del re della sambuca sono decisamente ambiziosi. «Il marchio Vov – spiegano in azienda – ha una notorietà elevatissima tra i consumatori di tutte le età. Nel target adulto dominano i tratti storico-istituzionali. Vov porta alla mente l'infanzia, rappresenta l'interpretazione in chiave moderna dello zabaglione fatto in casa». Ma anche tra i giovani il liquore all'uovo piace, poiché evoca consumi legati allo sport della neve, al divertimento, alla vacanza.

 

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E da qui Molinari intende ripartire, puntando soprattutto sui giovani e rafforzando la connessione tra location e brand. Per questo sono previsti eventi nelle più note località di villeggiatura e sport invernali. Questo nell'immediato. Ma nel breve termine Vov varcherà le Alpi, raggiungendo l'altro versante della catena di montagne. Le esportazioni saranno indirizzate verso Svizzera, Francia, Germania. Un mondo dello sci e delle montagne unito dal liquore all'uovo, con marsala e zucchero. Oltre alla versione originale, "Vov zabajone", sarà presto sul mercato la variante ready to drink "Bombardino".

E la produzione a Moncalieri, in territorio sabaudo, andrà a chiudere il cerchio per un liquore che poteva vantare il brevetto con l'Aquila a due teste degli Arciduchi presso la Corte di Vienna. Senza dimenticare che, durante l'ultimo conflitto mondiale, il Vov era distribuito alle truppe italiane con il nome di VAV2, acronimo di Vino Alimento Vigoroso, mentre il marchio originale deriva dalla parola "vovi" che in lingua veneta significa "uova".

Ma Vov è solo l'ultimo tassello della crescita di Molinari che ha appena rilevato Ceschia, la più antica distilleria del Friuli. Il liquore all'uovo e la grappa friulana andranno così ad arricchire una gamma di prodotti che spaziano dalle sambuche al Limoncello di Capri, oltre alla distribuzione di Gin MG, Vodka Tovaritch e Xenta Absenta. Per un fatturato che lo scorso anno ha superato i 70 milioni di euro, con la produzione di 10 milioni di bottiglie: un terzo delle bottiglie è destinato all'esportazione in 80 Paesi.

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