Truffe per 20 milioni di euro: la Finanza arresta i Madoff torinesi
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- Categoria: Economia
- Pubblicato Martedì, 11 Dicembre 2012 16:16
- Scritto da Redazione Però
TORINO 11 dic (Però Torino) – Sono scattate questa mattina all'alba le manette ai polsi dei tre principali artefici di una truffa finanziaria scoperta dai militari della polizia Tributaria di Torino. Si tratta del primo importante sviluppo delle indagini sulla "lista Falciani".
Sei in totale i denunciati che, attraverso società finanziarie non autorizzate ad effettuare la raccolta del risparmio, hanno rastrellato oltre 20 milioni di euro, poi trasferiti all'estero: in Svizzera, negli Emirati Arabi ed ad Hong Kong.
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Seicento i risparmiatori truffati, allettati dagli alti tassi d'interesse promessi. A capo dell'organizzazione un assicuratore torinese, ora in carcere, che operava con modalità per tutto simili a quelle dell'ex broker statunitense Bernard Madoff.
I truffatori si accaparravano i soldi di chi aveva lavorato tutta una vita ed affidato i propri risparmi ai finti broker. Ma c'erano anche alcuni potenziali evasori fiscali fra i loro clienti, convinti ad investire il "nero" occultato negli anni. Tutti erano attratti dai golosi rendimenti promessi, il 6 - 7 per cento annuo.
Seguendo il famoso "Schema Ponzi", i truffatori in un primo momento versavano con regolarità gli interessi e nella misura concordata. Ma in realtà, il denaro "fresco" proveniva dai nuovi risparmiatori caduti nella rete.
Infatti i soldi rastrellati avevano già preso la via della Svizzera, degli Emirati Arabi o di Hong Kong, nella diretta disponibilità degli affiliati, e non sarebbero più tornati nelle tasche degli investitori truffati.
L'assicuratore Antonio Castelli, residente in Svizzera, ma di fatto domiciliato a Torino, oggi arrestato dalle Fiamme Gialle, e Mattia De Sassi, anch'egli stabilmente nel Paese elvetico ed attualmente indagato, avvalendosi di una rete di procacciatori di clienti, hanno fatto scomparire circa 20 milioni di euro.
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Entrambi sono specializzati in queste operazioni e già noti alle cronache giudiziarie per il coinvolgimento nell'inchiesta milanese per riciclaggio, scaturita dall'anomalo deposito di un bond da un miliardo di dollari, per il tramite di uno sceicco del Qatar.
L'incipit giudiziario è scaturito dalla cosiddetta "lista Falciani", da tempo sotto la lente dei finanzieri torinesi, che ha permesso di individuare Castelli ed i suoi affiliati, nonché le società a lui riconducibili.
Sono scattate così le indagini, coordinate dai procuratori Alberto Perduca e Vito Sandro Destito, durate circa un anno, che hanno permesso di individuare lo "schema Ponzi" utilizzato per truffare i risparmiatori.
I reati contestati vanno dall'associazione a delinquere, all'abusivismo finanziario ed alla truffa aggravata.
I clienti venivano adescati principalmente in Piemonte, Lombardia e Toscana. Oltre alle manette, sono stati anche sequestrati i conti correnti nella disponibilità degli indagati e delle società coinvolte. Le somme recuperate serviranno a risarcire, almeno in parte, i risparmiatori raggirati.
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