Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Ad
I grandi litigi sulla nuova CaRiTo Stampa
Scritto da Enrico Toselli   
Lunedì 22 Marzo 2010 17:48

Carito non è ancora nata ma Enrico Salza, per il momento ancora ai vertici di Intesa Sanpaolo, ha subito messo in dubbio le capacità manageriali della futura banca in arrivo sotto la Mole. E prima di Salza gli stessi dubbi erano stati avanzati da Camillo Venesio, della Banca del Piemonte. Potrebbe trattarsi di banale timore della concorrenza, ma è evidente – quando in ballo ci sono Salza e Venesio – che le ragioni sono molto diverse. D’altronde entrambi i banchieri, da ex liberali, si affrettano a precisare che la concorrenza è sacrosanta, fa bene, è utile.
Sì, ma. Ma quello che lascia perplessi i due, e non solo loro, è il progetto alle spalle di Carito. Perché la nuova banca, che riprende di fatto il vecchio nome della Crt cioé della Cassa di risparmio di Torino, è figlia di un matrimonio ben strano e politicamente pure inquietante. Da un lato, infatti, Carito è figlia di Carige, ossia la Cassa di risparmio di Genova che fa capo all’industriale Flavio Repetto. Imprenditore e finanziere ligure, certo, ma con notevoli interessi in Piemonte visto che è il proprietario della Novi e della Elah-Dufour. Industriale vero, dunque, e anche decisamente capace. Forse già questo potrebbe inquietare i troppi imprenditori subalpini in costante crisi di astinenza dalla capacità.
Ma partner di Carige, nell’avventura Carito, sarà la Fondazione Crt, cioé uno dei principali azionisti del colosso Unicredit. E qui le perplessità aumentano: perché la Fondazione dovrebbe investire le proprie abbondanti liquidità non per iniziative a favore del territorio ma per creare un nuovo istituto di credito?
Un’ipotesi meramente imprenditoriale porterebbe a credere che Carito andrebbe ad intercettare tutta quell’attività bancaria legata alle famiglie e alle piccole imprese dimenticate dal colosso Unicredit, troppo impegnato sul fronte della finanza internazionale per occuparsi delle vicende locali. Non a caso, grazie alle strategie di Unicredit e di Intesa, in Piemonte si sono rafforzate le varie Banche di Credito Cooperativo, a partire da quelle di Alba e di Cherasco, mentre hanno potuto tirare il fiato anche le Popolari.
Qualche maligno potrebbe perfino pensare ad una sorta di exit strategy della Fondazione Crt timorosa di ritrovarsi a fronteggiare un eventuale disastro di Unicredit legato proprio alle non brillanti operazioni all’estero. Lo stesso Salza, d’altronde, pur senza mai fare il nome del colosso bancario concorrente, ha più volte parlato di grandi istituti con gravi problemi non ancora risolti. E vista la mancanza di altri colossi italiani del settore, l’associazione di idee porta inevitabilmente verso il gruppo guidato da Profumo.
Al di là delle interpretazioni meramente finanziarie ed imprenditoriali, la nascita di Carito potrebbe però rispondere ad altre logiche. Innanzi tutto all’immensa fame di potere di Palenzona, uomo di grande peso all’interno di Unicredit, uomo di grande potere nell’Alessandrino dove opera Repetto, uomo di grandi alleanze dagli aeroporti di Roma sino alle autostrade di Gavio. Amato dal centrosinistra, Palenzona è anche blandito dal centrodestra, benché sia stato presidente della provincia di Alessandria proprio per la sinistra (ma la capacità del centro destra di muoversi nel settore bancario è proverbiale..). E qualora avesse a disposizione un ulteriore istituto bancario maggiormente presente sul territorio, nel senso della capacità di intervenire più a fondo e più capillarmente, Palenzona acquisirebbe un peso ancora maggiore.
Non va inoltre sottovalutato il ruolo di Angelo Miglietta, ottimo segretario della Fondazione Crt ma in rotta di collisione con il potere interno. Resterà nell’attuale posizione? Verrà parcheggiato in Carito? Verrà accompagnato alla porta? E se dovesse andar via, da chi potrebbe essere sostituito? Sicuramente da qualcuno disposto a finanziare con i denari della Fondazione le politiche culturali e non solo del Comune di Torino. Un ruolo fondamentale in vista delle elezioni del prossimo anno.
Ma non va dimenticato neppure che la presenza maggioritaria di Carige in Carito potrebbe riportare sotto la Mole quel Rodolfo Bosio che, dopo una non serena presenza nella Compagnia di Sanpaolo, sta ottenendo ottimi risultati come segretario della Fondazione Carige. Ligure di origine, professionalmente cresciuto a Torino, Bosio è amico di Repetto. Ma è anche amico di Venesio e, nonostante i ripetuti contrasti, è rimasto amico di Salza.
E allora tutto si complica. Soprattutto se Salza dovesse perdere la guerra contro l’asse Chiamparino-Benessia per la sua poltrona da presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo. Salza vuole la riconferma, Chiamparino e Benessia metterebbero chiunque pur di mandare a casa Salza che, pure, era stato tra gli artefici dell’elezione di Chiamparino al primo mandato.
Uno scontro senza esclusione di colpi, tutto interno al centrosinistra piemontese mentre Pdl e Lega restano fuori, a cercare di capire nella speranza che qualche strapuntino possa saltar fuori quando gli altri avranno finito di duellare. ì

Comments for I grandi litigi sulla nuova CaRiTo

 
Banner
Ad