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TORINO 9 gen (Però Torino) - La sede di Fiat Chrysler, con tutta probabilità, non sarà Torino, anche se è stata l'azienda torinese ad acquistare quella americana, salvandola dal tracollo finanziario. Questo ciò che emerge da un'intervista rilasciata dall'Ad Sergio Marchionne al Wall Street Journal. Un timore che, sotto la Mole, albergava da tempo, ma che si concretizza nero su bianco e in centinaia di migliaia di copie, tutto rigorosamente virgolettato e attribuito all'uomo che ormai sembra avere potere assoluto sui destini della Fiat, nel silenzio generale di ciò che resta (e sono in tanti, forse troppi per decidere qualcosa) della famiglia Agnelli.
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Dove avrà sede la nuova azienda che nasce dalla fusione delle due case automobilistiche, gli chiedono quelli del Wsj: "Sia Torino, sia Auburn Hills possono ospitarla", risponde impassibile Marchionne, che ipotizza anche una terza possibilità, quella brasiliana. E che aggiunge: "L'attaccamento emozionale al proprio paese deve essere ripensato. Non significa che stai tradendo qualcuno, significa solo che stai crescendo. E' come quando i figli vanno via da casa. Non significa che non ti vogliano piu bene. Vuol dire solo che faranno delle cose e vivranno da soli. Credo che per il business valga la stessa cosa". Se non è un addio al Lingotto, poco ci manca. Canticchiando la vecchia melodia, niente più "sere al Valentino", insomma. "Ciao Turin, mi vado via, vad luntan a travaié".









