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TORINO 8 feb (Però Torino) - Era in mutua, aveva detto di essere malato. Lo hanno filmato, in piena salute, partecipare alle contestazioni e all'aggressione del segretario Cisl Raffaele Bonanni. Era stato perciò licenziato - giusta causa - ma il giudice del Lavoro oggi, non solo lo ha reintegrato: ha persino sanzionato l'azienda, che ora dovrà risarcire Damiano Piccione.
Alla fine, daranno ragione a Mario Monti che vuole abolire l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, mettendo nei guai tutti, anche quelli che non si mettono in malattia (pagata) benché stiano benissimo. Già, perché i giudici quasi mai ratificano un licenziamento. La giusta causa è lettera morta. In Regione Piemonte si parla ancora del caso di un dipendente che aveva addirittura trafugato un computer, oltre varie altre cose e che - licenziato - era stato reintegrato dal giudice.
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Oggi tocca a Piccione, l'autonomo che era presente durante l'aggressione torinese a Bonanni (8 settembre 2010) ed era stato licenziato dal suo datore di lavoro, Itinera , visto che pur essendo in mutua per infortunio, era stato ripreso dalle telecamere durante gli scontri.
Piccione, che aveva presentato ricorso contro il licenziamento, ha vinto il ricorso in tribunale e il giudice ha disposto il suo reintegro a lavoro più un risarcimento pecuniario.
Forse un'applicazione molto restrittiva dell'articolo 18 che in questo caso gli ha fatto da scudo, benché la lettera della norma preveda la possibilità di licenziamento per giusta causa, solo che ovviamente su questa giusta causa le opinioni sono le pià varie. Nel 2009 Piccione era stato arrestato ed è ancora sotto processo per gli scontri avvenuti durante il G8 Università.










