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Economia
Fiat: Marchionne dopo voto a Pomigliano parte per gli Usa Stampa
Scritto da Redazione Però   
Mercoledì 23 Giugno 2010 16:46
Dopo avere valutato con i suoi collaboratori l'esito del voto di Pomigliano (piu' numerosi del previsto) e avere deciso di andare avanti per cercare una soluzione con i sindacati con cui ha condiviso l'accordo, Sergio Marchionne e' partito oggi per gli Stati Uniti. In America l'amministratore delegato della Fiat dovrebbe rimanere alcuni giorni per occuparsi delle questioni Chrysler.
 
La Fiat al lavoro con le parti sindacali Stampa
Scritto da Redazione Però   
Mercoledì 23 Giugno 2010 14:01
Fiat "lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilita' dell'accordo" su Pomigliano. Il Lingotto spiega in una nota che l'obiettivo è quello "di individuare ed attuare insieme le condizioni di governabilita' necessarie per la realizzazione di progetti futuri".
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Feira nuovo presidente del Finpiemonte Stampa
Scritto da Redazione Però   
Lunedì 21 Giugno 2010 16:58

E’ Massimo Feira il nuovo presidente di Finpiemonte Spa, la finanziaria della Regione Piemonte, che prende il posto di Mario Calderini. Feira è commercialista, revisore dei conti del Comune di Torino ed ex segretario cittadino dell'Udc. Del cda, oltre a Feira, fanno parte Bartolo Casalis, Giuseppe Bava, Giorgio Burdese e Claudio Dutto.
Presidente del collegio sindacale è Roberto Santagostino.

 

 

 
Compagnia San Paolo  Fumata bianca per Suor Giuliana Stampa
Scritto da Redazione Però   
Lunedì 21 Giugno 2010 12:27

Suor Giuliana è stata eletta vicepresidente della Compagnia di San Paolo con 14 voti. Lo riferisce un consigliere presente alla riunione. Ma la nomina non è arrivata subito e ci sono volute ben due votazioni per nominare il nuovo vicepresidente della Compagnia di San Paolo.

Nella prima votazione, in mattinata, il candidato Suor Giuliana ha ottenuto 9 voti su 20 dal consiglio generale. Il consiglio è composto da 21 membri,  ma Bruno Manghi ha dato le dimissioni. Per la nomina occorre la maggioranza del consiglio.

Lo statuto della fondazione prevede infatti ci sia la maggioranza assoluta per la nomina del presidente, dei vicepresidenti e di altri componenti del Comitato di Gestione.

 
Le dichiarazioni di Marchionne non sono un attacco per Angeletti Stampa
Scritto da Redazione Però   
Domenica 20 Giugno 2010 14:12
''Quello di Marchionne non e' un attacco al sindacato”. Così ha commentato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, le parole dell'ad della Fiat. Il contesto è quello della discussione sull'accordo allo stabilimento di Pomigliano. ''Marchionne ha semplicemente detto - osserva Angeletti - che solo a certe condizioni l'industria, in particolare quella dell'auto, ha la possibilità di svilupparsi in Italia''. Per Giorgio Cremaschi, della Fiom, nei ragionamenti di Marchionne è presente, invece, ''un aspetto di profonda ottusità''.
 
IMPRENDITORE SALVA 'STREGLIO' E TUTTI I POSTI DI LAVORO Stampa
Scritto da Leggo   
Venerdì 18 Giugno 2010 13:28

La storica azienda del cioccolato Streglio di None, alle porte di Torino, fallita a maggio, è salva. L'imprenditore piemontese Antonio Livio Costamagna è il nuovo proprietario. Ha investito circa due milioni di euro per l'acquisizione e ha presentato un piano industriale per i prossimi cinque anni che prevede l'aumento dell'occupazione rispetto agli attuali 50 dipendenti. I precedenti proprietari della Streglio , sono stati Pernigotti, Parmalat e Borsci.

 
Il Quatar cerca fornitori in Piemonte Stampa
Scritto da Redazione Però   
Giovedì 17 Giugno 2010 11:12

Cercare partner e fornitori per la realizzazione di infrastrutture in Qatar: con questo obiettivo Tadmur Contracting W.L.L., uno dei più prestigiosi General Contractor in tutto il Qatar, sarà in Piemonte dal 21 al 25 giugno. Incontrerà 26 imprese che ha selezionato tra le 105 di Piemonte InContract, il progetto di sostegno allo sviluppo del settore sui mercati esteri, sostenuto da Unioncamere nazionale, il sistema camerale piemontese e gestito dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione.

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Crisi economica: le possibili vie di uscita per la nostra città Stampa
Scritto da CittAgorà   
Mercoledì 16 Giugno 2010 09:25

Spina 3 Torino in crisi? Sì, ma ce la può fare. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dall’associazione Eau Vive e dal comitato Giorgio Rota che hanno presentato recentemente l’undicesimo rapporto annuale su Torino, relativo al 2009, anno in cui la crisi economica ha manifestato tutti i suoi effetti, anche sotto la Mole.
Una crisi che ha investito il sistema economico-finanziario, le imprese, il mondo del lavoro, il tessuto sociale e i progetti strategici per la città.
Il sistema produttivo torinese, soprattutto specializzato nel settore metalmeccanico, ha registrato le maggiori difficoltà: tra 2008 e 2009 calati gli ordini nazionali ed esteri del 20-25%, la produzione e il fatturato si è contratta di oltre un quarto. Gli impianti di produzione nel primo trimestre del 2009 sono stati utilizzati al 63%, riducendosi a fine anno al 55%: non succedeva dal 1982. Gli effetti della crisi, presenti per la prima volta anche nel settore del lusso, ha risparmiato parzialmente solo il settore alimentare, che ha comunque visto il calo dei prodotti più costosi come la carne Per la metalmeccanica, mezzi di trasporto e tessile i livelli di produzione sono nettamente lontani dall’inizio del 2007, anche se un’inversione di tendenza si è verificata per prodotti elettrici ed elettronici, prodotti in metallo e per la chimica.
corso Vittorio Emanuele II Un’azienda su due ha ordini assicurati per meno di un mese, situazione mai registrata dal 1973 ad oggi. In difficoltà anche l’edilizia, con concessioni ridotte di un terzo rispetto al 2003.
La prima conseguenza della crisi produttiva ha avuto effetti sull’occupazione: in un anno, tra 2008 e 2009, gli occupati sono calati in Piemonte di 38000 unità, con oltre 13 mila iscritti alle liste di mobilità nella Provincia di Torino. Sono state 117 milioni le ore di cassa integrazione, in tutta la Regione, il 60% delle quali a Torino.
La crisi può produrre difficoltà anche per l’integrazione degli stranieri: 25 italiani su 100 sono convinti che questi tolgano loro posti di lavoro quando invece, come ha evidenziato la Banca d’Italia, l’occupazione straniera è complementare. Le donne hanno visto peggiorare meno il loro tasso occupazionale perché prevalentemente impiegate nel settore dei servizi, coinvolto in misura minore dalla crisi.
Come hanno reagito i torinesi? A parte il settore alimentare, hanno ridotto i consumi del 6% rispetto al 2008. Ridotte del 20% le spese per vacanze, del 18% quelle per la salute. Ridotti i pasti al ristorante e gli acquisti di vestiti ma si sono mantenute stabili le spese per la cultura. Nel 2003 le spese per la casa incidevano per il 28%, nel 2009 per il 33%. La vendita di immobili, tra 2007 e 2009 è calata quasi del 20% (il calo più forte fra le città italiane). Si è registrata un’esplosione delle treno ad alta velocità morosità nei canoni d’affitto: 2.489 sfratti nel 2008, tre mila 106 lo scorso anno. A Torino, il 19% dei contribuenti risulta sotto la soglia di povertà relativa, il valore più alto in Italia.
Aiuti alle famiglie sono arrivati dal settore pubblico: dalla Regione 1 milione di euro per famiglie numerose, poi sussidi, riduzione di tasse sui servizi locali. Molti comuni dell’area metropolitana hanno anticipato la cassa integrazione hanno fornito aiuti alle famiglie sfrattate o in difficoltà nei pagamenti del mutuo.
Come uscire dalla crisi? Sviluppando alcuni punti di forza, a partire dalle comunicazioni (solo il 5% dei voli nel 2009 è stato low cost), migliorando l’accessibilità ferroviaria con la Torino – Lione e il corridoio 24 “dei due mari” che collegherà Genova a Rotterdam, rafforzando nello stesso tempo i collegamenti locali, in particolare con l’avvio, nel 2012, del sistema ferroviario metropolitano. Ma il “Rapporto” analizza anche la funzione formativa dei cittadini, da parte degli enti locali, in presenza di un crescente fenomeno di abbandono scolastico e di un calo di laureati. Per contro, l’analisi si sofferma sugli atenei torinesi, ai primi posti nelle classifiche nazionali, capaci di attrarre studenti anche da altre regioni.
linea Grande Punto Segnali di ottimismo vengono dai settori della ricerca e dei brevetti nell’ambito aerospaziale, delle bio e nanotecnologie, del polo ICT (Information and Communication Technologies). Il settore turistico, nonostante gli investimenti olimpici, resta a livelli bassi rispetto ad altre città italiane, ma sono in aumento, negli ultimi anni, i turisti culturali.
Ma risposte alla crisi possono giungere dalle trasformazioni urbane, che sul breve periodo possono garantire ossigeno all’occupazione e che, sul lungo periodo possono garantire un miglioramento della qualità della vita, dell’immagine della città, della capacità di attrarre residenti e investitori. Per Torino all’orizzonte la sfida della variante 200, che cambierà il volto dell’area nord est della città, con la ridefinizione del territorio, nuovi insediamenti abitativi intorno alla linea 2 della metropolitana.

Nelle foto: In alto: Due vedute di Torino, i nuovi insediamenti di Spina 3 e gli edifici intorno a corso Vittorio Emanuele II. In basso: Il rilancio della città passa dal miglioramento dei trasporti locali e internazionali. Il settore automobilistico tra i più danneggiati dalla crisi sconomica (foto Ufficio stampa Fiat).

F.D'A.
 
Fiat, cassa integrazione agli Enti centrali di Mirafiori Stampa
Scritto da Ansa   
Martedì 15 Giugno 2010 16:41
(ANSA) - TORINO, 14 GIU - La Fiat ha annunciato il ricorso a una settimana di cassa integrazione agli Enti Centrali di Mirafiori. Lo si apprende da fonti sindacali. Il provvedimento, programmato dal 12 al 18 luglio, interessera' circa 2.100 addetti, la maggior parte impiegati. Intanto sono iniziate oggi alle Carrozzerie di Mirafiori le assemblee dei lavoratori Fiat organizzate dai sindacati sul piano industriale del gruppo destinato agli stabilimenti italiani. (ANSA).

 

 
Lavazza: più lo mandi giù, più tiri su il fatturato Stampa
Scritto da Redazione Però   
Lunedì 07 Giugno 2010 10:14

Ottimi risultati per la principale azienda di caffè italiana, che ha il suo quartier generale a Torino e che proprio nella nostra città sta per edificare una piccola cittadella del chicco tostato: nei primi quattro mesi del 2010 il fatturato della Lavazza ha avuto un incremento del 5%.

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