'Sono un uomo morto'. Il pentito di 'ndrangheta racconta la malavita a Torino
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- Pubblicato Venerdì, 15 Febbraio 2013 13:18
- Scritto da Redazione Però
TORINO 15 feb (Però Torino) – "Sono un uomo morto". Questo è il titolo del libro che racconta la vita del pentito di 'ndrangheta Rocco Varacalli, scritto a quattro mani con il vicedirettore del Mattino di Napoli Federico Monga.
Il libro, la cui uscita è prevista oggi per la casa editrice Chiarelettere, racconta la storia criminale di Varacalli che nel 2006, dopo l'ennesimo arresto, ha deciso di collaborare con la giustizia. È infatti attualmente il teste principale del processo Minotauro che si svolge a Torino e che ha fatto luce sull'infiltrazione della criminalità organizzata in Piemonte.
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Varacalli, nato a Natile di Careri (Reggio Calabria) nel 1970, ha vissuto per oltre vent'anni a Torino e proprio qui si è affiliato all'Onorata Società, come viene spesso chiamata la 'ndrangheta. Per suo conto ha svolto varie attività criminose, ma soprattutto gestiva il traffico internazionale di droga, in particolare cocaina, della zona.
Nel libro racconta anche delle vicende di cui è venuto a conoscenza per via della sua militanza nell'associazione mafiosa, raccontategli da altri affiliati: come gli affari della 'ndrangheta nei cantieri delle Olimpiadi invernali del 2006, i lucrosi interessi nella costruzione della ferrovia ad alta velocità o della nuova autostrada Torino-Milano.
Per tutte le sue testimonianze, per i suoi racconti sulla criminalità organizzata e soprattutto per il suo pentimento del 2006, Rocco Varacalli è considerato dai suoi ex padrini come "un uomo morto".
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