Torino: 'Illegittime le tariffe delle mense scolastiche'
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- Pubblicato Giovedì, 10 Ottobre 2013 10:24
- Scritto da Redazione Però

TORINO 10 ott (Però Torino) - Mense scolastiche con tariffe altissime? Anche a Torino i genitori tartassati si stanno mobilitando. Così ieri, alla scuola media Matteotti di Torino, c’è stata una riunione, nella quale i papà e le mamme degli alunni hanno posto le basi per un ricorso al Tar contro i costi sempre meno sostenibili della ‘pappa’ fornita dal Comune."Quelle tariffe sono illegittime", spiegano.
La base giuridica ora c’è,
perché in Toscana, dopo un grande tam tam sui social network, i genitori di una scuola di Pistoia sono andati in 150 al Tribunale amministrativo, che ha dato loro ragione.
In ballo c’erano i pagamenti stabiliti dalla locale amministrazione comunale. Pagamenti che per le fasce più alte di reddito, nonostante le forti proteste dell’autunno scorso — con tanto di sciopero del panino in molte scuole — erano superiori al costo sostenuto dal Comune per ogni singolo pasto. I ricorsi contestavano il fatto che, così facendo, il Comune chiedeva ai cittadini una tassa piuttosto che una tariffa per un servizio a domanda individuale.
E il Tar ha confermato: non è una tassa, che si applica a seconda del reddito, ma una tariffa. Sarebbe un po’ come se un barista facesse pagare due euro il caffè ai clienti che si presentano con gli abiti firmati e un euro a quelli malvestiti, per fare un esempio paradossale. Ma il caffè, come il pasto degli studenti, non è una tassa. Così come non lo è la tariffa raccolta rifiuti, per fare un esempio più pertinente, che infatti non è commisurata al reddito, ma a una previsione dei rifiuti conferiti, in base ai metri quadri degli immobili e all'uso dei medesimi. Per il resto c'è già l'Irpef e tante altre tasse basate sulla progressività.
Così, un papà della scuola Matteotti, scrive a ‘Però’, spiegando: “Vorrei tanto che questa battaglia si diffondesse a tutti i genitori delle altre scuole di Torino affinché il peso della protesta possa diventare considerevole ed evitare lungaggini giudiziarie”. Anche perché più si è, meno costa l’avvocato, ma quel che conta per i proponenti ovviamente è far sentire una voce comune e ampiamente condivisa.
Secondo i genitori, oggi il Comune fa pagare a quasi tutti (sappiamo da poco che un’abitazione con una rendita di 750 euro è considerata di ‘lusso’ da molti politici, tanto per dire) “circa 3 euro a pasto in più di quanto dovuto. Una differenza non giustificata, moltiplicata per ogni giorno e per ogni bambino... avete capito che affare che fa il comune dal 2002 ad oggi?”. Si tratta di circa 15 euro la settimana, che moltiplicato per circa 45 settimane di scuola, pesano sulle tasche di ciascuna famiglia oltre 670 euro l’anno, di fatto non dovuti.






