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Forte di Exilles al buio, ci pensa un privato

exillesTORINO 11 nov (Però Torino) - Malgrado la Regione spenda 400mila euro l'anno per il Forte di Exilles, in provincia di Torino, il Museo della Montagna che lo gestisce non avrebbe i soldi per riparare l'impianto d'illuminazione che dovrebbe rendere visibile la fortezza anche di notte. Così, al momento, ci pensa un privato, il proprietario del ristorante hotel "Gli Archibugi" (nella foto sotto), che si trova in prossimità del Forte: è lui che a spese proprie, da alcuni mesi a questa parte offre l'illuminazione all'opera medievale, peraltro non troppo conosciuta in Italia e all'estero, malgrado il suo grande valore architettonico e i tanti soldi pubblici spesi per renderla un'attrazione turistica.

Insomma, se non ci fosse l'ingegner Ivan Miccoli, che da circa tre anni ha aperto l'attività di ricezione turistica credendo in quella zona, ora il Forte non avrebbe alcuna illuminazione. Va detto che la Regione Piemonte impegna 400mila euro l'anno proprio per la fortezza e li versa (bisogna verificare con quanta puntualità) al Museo della Montagna, che gestisce il forte stesso. Da fonti dell'assessorato alla Cultura, si apprende che la giustificazione del Museo, per il forte al buio, sarebbe la mancanza di soldi per aggiustare l'impianto. Spesa prevista 4-5mila euro, dicono in paese. archibugi

Dei 400mila euro in dotazione, va ricordato, 36mila vanno per pagare il secondo stipendio Aldo Audisio il direttore del Museo della Montagna, naturalmente già retribuito per il suo incarico "principale". L'impegno del suo ente nella gestione di Exilles, quindi, gli frutta un ulteriore salario. Il direttore gode anche di un rimborso per le trasferte da Torino a Exilles, non enorme quantitativamente. Ci sono altre spese di gestione e del personale, va da sè, così come quelle di pulizia e gestione ordinaia. In ogni caso i soldi negli anni sono stati spesi nei modi più svariati. Come per esempio l'acquisto di una collezione di sci e di attrezzi da sci antichi, comprati con appositi viaggi in giro per il mondo, che potrebbero costituire una importante collezione da esporre al pubblico. Per il momento risulta tuttavia tutto chiuso in uno dei vari locali del Forte, malgrado siano stati comprati con denaro di provenienza erariale e quindi dovrebbero avere una utilità pubblica. E, a questo punto, bisogna capire se appartengano al museo o al forte, cercando di risalire - pezzo per pezzo - con quali fondi siano stati pagati.

Insomma, malgrado teoricamente non manchino i soldi, l'illuminazione "pubblica" di Exilles non sembra più essere fattibile. Ci pensa quindi Miccoli a spese proprie, anche se inevitabilmente non può garantire un livello di luce paragonabile a quello ottenuto con i fari propri del Forte. Senza contare che, al momento, il proprietario de "Gli Archibugi", ha posto i fari puntati sulla fortezza sulla sua proprietà, ma certo non può illuminare la struttura sui quattro lati, non essendo proprietario di tutti i terreni circostanti il forte.

aldo-audisioRaggiunto al telefono, Aldo Audiso (foto a sinistra) dice che "non è certo colpa nostra se l'illuminazione non c'è più. Sinora la Regione, oltre a versare 400mila euro a noi per la gestione del forte, si era occupata di pagare tutte le utenze a parte. Del resto questa è una cogestione, non era tutto in capo a noi, di sicuro non l'illuminazione". Dagli uffici dell'assessorato regionale, si ribatte informalmente che "sì, è vero. Sinora le bollette della luce le abbiamo pagate a parte, ma visti i momenti che tutte le amministrazioni stanno attraversando, si poteva riuscire a far tutto con i 400mila euro".

Le cose però non sono mai troppo lineari, anche perché "pure i fondi che la Regione ci deve, arrivano con grande ritardo, per esempio, l'ultimo bonifico ricevuto è relativo al primo semestre 2012", sottolinea Audisio. In Regione, dove le parole del direttore vengono confermate, si dice tuttavia che "i ritardi ci sono per tutti, visto che pure noi prendiamo i soldi da Roma molto tardi ormai, ma se tutti ragionassero così, il Teatro Regio si sarebbe già fermato da tempo, solo per fare un esempio".

Va ricordato - in ogni caso - che la gestione del Museo della montagna ha contribuito a un calo costante dei visitatori, dal 2000, anno in cui erano circa 50 mila, non moltissimi ma già qualcosa. Nel 2012, però, si sono ridotti alla miseria di 17mila. Cifre che, nel luglio scorso, portarono alla condanna della gestione, sia da destra, sia da sinistra in Regione.

L'assessore alla Cultura della Regione, Michele Coppola (foto in basso), spiega: "La Regione Piemonte non ha mai fatto mancare il suo impegno e il suo sostegno economico per il Forte di Exilles. Ora è giusto che si apra una nuova fase, che veda una maggiore presenza e partecipazione dei Comuni della zona". Secondo l'assessore, che ha già mandato la disdetta al Museo della Montagna, che opererà sino ad aprile del 2014, "L'impegno dei comuni della Valle di Susa nella gestione del Forte di Exilles significa infatti riavvicinare questo bene al suo territorio naturale e rimediare ad un errore del passato che aveva introdotto un modello di gestione poco attento all'esigenze dei Comuni e di conseguenza poco capace di esaltarne identità e potenzialità, anche internazionali". Michele Coppola

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