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TORINO 16 mar (Però Torino) - Sono proprietari di ville in Sardegna ed in altre località della penisola, ma chiedevano la riduzione delle tasse scolastiche al Comune e agli altri enti, pretendevano agevolazioni per il pagamento della mensa dei figli e anche gli assegni di maternità: per il fisco risultavano nullatenenti, o quasi.
La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Torino, durante un'operazione effettuata nei territori del Canavese, Ciriacese e delle Valli di Lanzo, contro coloro che, dichiarando il falso nelle autocertificazioni, attestano di possedere redditi familiari e condizioni patrimoniali vicini allo zero o comunque molto piu' bassi di quelli reali riuscendo cosi' ad ottenere illegalmente ticket per la mensa scolastica o assegni di maternità, ha scovato e denunciato 64 persone.
Sono stati individuati incrociando i dati contenuti nelle false autocertificazioni con le numerose banche dati a disposizione della Guardia di Finanza nonche' con altre informazioni scoperte nel corso dei servizi di controllo del territorio.
Alcuni nominativi sono stati segnalati direttamente dalle amministrazioni comunali e dall'Inps.
A smentire il luogo comune secondo il quale i lavoratori dipendenti non possono evadere le tasse, tra i truffatori figurano anche pubblici dipendenti, come un'impiegata comunale del ciriacese che non ha dichiarato un patrimonio costituito da conti correnti, assicurazioni e investimenti per circa 200 mila euro. In generale, l'indagine ha consentito di accertare omissioni ai fini delle prestazioni sociali agevolate per circa un milione di euro tra redditi e patrimoni mobiliari ed immobiliari non dichiarati. Nei confronti delle persone denunciate alla autorità giudiziaria per "falsità ideologica" finalizzata alla "truffa" ed all'"indebita percezione di contributi pubblici", gli enti pubblici interessati avvieranno un'azione di restituzione delle somme indebitamente percepite. I falsi poveri avevano "dimenticato" di indicare nelle autocertificazioni redditi di lavoro dipendente o il possesso di immobili, quali villette, alloggi, garage e terreni, per svariate decine di migliaia di euro. Come il caso di una donna di San Maurizio che aveva "scordato" di dichiarare di essere proprietaria, unitamente al marito, di quattro immobili in Sardegna, o di una di Cafasse che aveva tralasciato di denunciare il possesso di terreni, sia in Piemonte sia in Calabria.











