TORINO 14 mag (Però Torino) - Per il comandante dei vigili di Torino non ci sono problemi, è tutto a posto. Un vigile urbano, a suo avviso, ha tutto il diritto di tagliare la strada a un cittadino senza dargli la precedenza. Non infrange alcuna norma deontologica se, indispettito per un colpo di clacson causato dalla sua spericolata manovra, lo interpreta come lesa maestà e ferma l’auto del malcapitato, quindi gli chiede (dandogli subito del tu) i documenti, nel tentativo di affibbiare una qualsiasi contravvenzione al suddito che si è permesso di suonare contro la sua divisa.
Ed ha sempre ragione il vigile, anche se afferma un inesistente diritto di non dare la precedenza, pretendendo che la sirena sopra la sua vettura gli dia una licenza di non rispettare il codice della strada, benché sia spenta. Il comando non può fare nulla contro un comportamento del genere, nemmeno un piccolo richiamo.
È questo il sunto della lettera inviata da Mauro Famigli, comandante della polizia municipale di Torino, in risposta a Stefano Di Marco, l’automobilista che nelle scorse settimane ci ha inviato il video girato con il telefonino (clicca qui per vedere il video) mentre un “civich” lo ferma, gli dà del tu, gli chiede i documenti e lo rimprovera per avergli suonato e persino per aver gesticolato, senza peraltro negare di non aver dato precedenza: “E allora che vuoi? Mica abbiamo fatto un incidente, cos’hai da suonare?”, gli risponde a un certo punto come potrebbe fare qualsiasi bulletto di periferia.
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Va ricordato che se un automobilista, in presenza proprio dei vigili, non dà la precedenza creando pericolo di incidente e taglia la strada a un’altra vettura, viene severamente sanzionato, con multa e detrazione di punti dalla patente. A quanto pare, secondo il vigile in questione e soprattutto secondo Mauro Famigli, suo comandante, questa norma non vale per chi indossa la divisa. “Il comportamento - dice il comandante - è, seppur a tratti informale, deontologicamente non censurabile”. I vigili possono fare quel che vogliono, quindi: non dare precedenza, passare col rosso, parcheggiare in sosta vietata. Ecco perché, infatti, lo fanno.
Anzi, la risposta di Famigli alla sollecitazione di Di Marco dice ancora di più: non è nemmeno concesso ai cittadini dare un colpo di clacson per segnalare il pericolo, altrimenti si rischia un controllo alla vettura e magari una bella contravvenzione per qualche documento fuori posto. Il vigile, senza che il suo comportamento sia “deontologicamente censurabile”, può dare del tu a chi gli capita a tiro, trattarlo con aria minacciosa e dirgli: “Ma pure se tu avessi ragione, non lo vedi che io ho una sirena lì sopra?”










