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Borse di studio dal 25 in su, è polemica a Torino

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TORINO 24 mag (Però Torino) - Polemica a Torino, per la decisione della Regione Piemonte, di assegnare le borse di studio agli studenti universitari soltanto se abbiano almeno la media di 25 trentesimi. La nuova regola, voluta dall'assessore Elena Maccanti, è stata subito oggetto di pesanti critiche, visto che al momento le borse di studio vengono date con un sistema di calcolo che tiene conto del merito e del reddito, ma senza limiti di media voto.

Chiaro, si tratta di una decisione che ridurrà il numero di borse di studio e quindi gli esborsi in generale per la Regione. I soldi, si sa, sono finiti o quasi. 

Pentenero (Pd), Artesio (FdS) e Cerutti (Sel) affermano che i nuovi criteri non sono stati presi al fine di valorizzare la meritocrazia, ma solo perchè dettati dalla necessità di ridurre il numero di borse di studio assegnate.

Gli atenei torinesi definiscono la decisione "inadeguata, ingiusta e non rispondenta ai criteri meritocratici". Per far fronte alla situazione e cercare di ripristinare la vecchia modalità, i rappresentanti degli studenti nel Comitato Regionale di Coordinamento, il Politecnico e l'Università degli Studi si sono riuniti per scrivere all'assessore un comunicato in relazione alla proposta.

Anche gli Studenti Indipendenti si sono dichiarati contrari alla media del 25, un provvedimento secondo loro "illegittimo, grave e immotivato". Spiegano che tutto ciò non porterà in alcun modo ad un risparmio concreto per le casse della Regione, e che così facendo, il taglio di 9 milioni di euro porterà 8000 degli studenti con i requisiti di accesso alla borsa a non riceverla. Ma per gli Studenti Indipendenti c'è dell'altro. Se il nuovo criterio è stato aggiunto a detta dell'assessore Maccanti, per una ragione esclusivamente di meritocrazia, per gli Studenti sembra essere piuttosto un "provvedimento discriminatorio". Se la borsa di studio serve soprattutto agli studenti che non hanno una famiglia benestante alle spalle -dicono - così facendo si rischia di escludere dai beneficiari proprio loro che più ne hanno bisogno. Singolare la richiesta che viene fatta: "Dimissioni dell'assessore e che si consideri questa proposta del tutto inaccettabile". Una base un po' debole per aprire il confronto, verrebbe da dire. (foto di repertorio)


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