| Il cardinal Poletto: "I sacrifici? Devono farli i privilegiati" |
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| Scritto da www.comune.torino.it | |||||
| Venerdì 25 Giugno 2010 15:45 | |||||
"I sacrifici devono farli quelli che stanno bene, i privilegiati". L'arcivescovo Severino Poletto sceglie la Festa di San Giovanni, l'ultima dopo 11 anni di guida della diocesi di Torino, per sottolinerare che il peso della crisi economica, che ha prodotto "un impressionante aumento della povertà", non può ricadere in uguale misura su tutti. "Si dice che si vive al di sopra delle reali possibilità. Ma chi vive così? Forse i poveri? Forse chi è in difficoltà? Certamente no", ha sottolineato durante l'omelia Poletto. Il cardinale indica la strada che si dovrebbe perseguire: "Si abbia il coraggio di fare interventi chiedendo sacrifici non a chi è da sempre in croce, ma a certe altre categorie privilegiate". Compito che spetterebbe alla politica e a chi governa il Paese a qualsiasi livello. E l'arcivescovo si rivolge proprio alla politica: "Fintanto che non sa o non vuole fare i conti in tasca a tutti chiedendo sacrifici a chi veramente li può fare senza andare in difficoltà non riuscirà a realizzare la sua missione che è principalmente quella di costruire il vero bene comune". Poletto, applaudito dai fedeli dopo i ringraziamenti per gli undici anni di lavoro arrivati dalla portavoce della Famija Turineisa, ha spiegato il senso delle sue parole, riferendosi alla manovra varata dal governo. "È la grande discussione di queste settimane - sottolinea il porporato - qualcuno dice che la manovra finirà con il pesare sulle classi più povere. Io invece dico che i sacrifici devono farli più di tutti quelli che stanno bene. È lì che bisogna tagliare ed intervenire". Il cardinale nella chiusura della sua omelia rivendica di aver orientato il suo ministero ad avere uno "sguardo realistico, di vicinanza a tutti i problemi della città". In questi anni Poletto è intervenuto nei momenti di crisi, Fiat in testa. Moniti a viso aperto, oltre a operazioni condotte "dietro le quinte per raccomandare che si trovi sempre una quadra con la collaborazione di tutti". Anche su Pomigliano l'arcivescovo di Torino ha fatto sentire la sua voce: "Se ci fosse una crisi a Pomigliano le conseguenze si allargherebbero a macchia d'olio. Chiedo di fare tutto il possibile a tutti per trovare un punto d'incontro". Con chi si è confrontato? "Queste cose non si dicono". Poletto ha lanciato un appello anche alla società perché ponga più attenzione ai giovani. "Basta con il consumismo e con il divertimento a tutti i costi, i giovani devono essere spinti in direzione diverse - dice il porporato - non bisogna lasciarli abbandonati a se stessi affinché cerchino di distrarsi in cose effimere e vuote, sottraendoli alla fatica del curare la loro formazione spirituale, morale, culturale". E poi gli immigrati. "Noi siamo stati immigrati clandestini - sottolinea il cardinale - ma ogni volta che parlo di accoglienza ricevo lettere dove mi si dice che difendo chi porta via il lavoro. Non parlo di chi delinque, che rappresenta la minoranza, ma di chi arriva per migliorare la sua condizione di vita. Basta con i pregiudizi". Alla fine, dopo aver lanciato dalla sacrestia del Duomo il nuovo sito internet della diocesi, scherza con chi gli chiede quale sarà il suo testamento spirituale per Torino: "Domani ci sono ancora - dice - non vado via. E saluterò i torinesi alle messa di congedo quando sarà indicato il mio successore". Ed è probabile che ciò accada dopo l'estate: a settembre. |









