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Sabato partono i saldi in città Stampa
Scritto da Repubblica   
Lunedì 28 Giugno 2010 10:31

Dopo una stagione nera per l'abbigliamento, il prossimo sabato partono ufficialmente i saldi. Non sarà più necessario per i negozi comunicare a Palazzo civico l'avvio delle svendite: una sburocratizzazione che farà risparmiare a tutti, commercianti e amministrazione, 12mila pratiche.

In compenso -  spiega l'assessore al Commercio Alessandro Altamura  -  i negozi aderenti dovranno esporre un decalogo in vetrina a tutela dei consumatori. Non mancheremo comunque di verificare il rispetto degli accordi tra i commercianti".
Resta sullo sfondo qualche polemica: contro le vendite promozionali, che altro non sono se non saldi travestiti, e contro una data quella del 3 luglio che forse cade troppo in anticipo. In ogni caso i commercianti confidano nei saldi per rifarsi da una stagione nera. "Alla crisi  -  sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente dell'Ascom  -  si è aggiunto il maltempo. A farne le spese sono stati in particolare i settori dell'abbigliamento e delle calzature: sotto la pioggia i torinesi non si sono certo spinti a far acquisti". Ed ora che l'estate è partita i commercianti avranno poco più di una settimana per vendere i capi della stagione a prezzo pieno.

"I negozianti  -  sottolinea Coppa  -  ripongono grandi speranze in questi saldi, che si preannunciano ghiotti anche per chi andrà a fare shopping. Per la prima volta quest'anno abbiamo anche l'annuncio delle svendite nei tanti pacchetti turistici che riguardano il capoluogo piemontese. In provincia non mancano le notti bianche dei saldi, che vengono ormai vissuti come un'occasione di festa. Chi viene a Torino deve invece sapere che tra un museo e l'altro può anche approfittare del pe-
riodo dei saldi".

A confermare la stagione pessima è anche Confesercenti. "Come non ci fosse stata  -  sentenzia il presidente Antonio Carta  - . Le vendite sono state vicine allo zero e già l'anno scorso abbiamo registrato un calo nelle vendite per colpa della crisi. I saldi si preannunciano quindi come un'ancora di salvezza. Il problema è che la data è troppo vicina: gli scaffali so no ancora pieni. Per trattarsi di vere svendite dovrebbero almeno partire a fine luglio: un handicap che si presenta anche in inverno, con un inizio degli sconti troppo a ridosso delle feste. Così la gente non compra quasi nulla, aspettando di trovare lo stesso prodotto a prezzo ridotto pochi giorni dopo. Senza contare che per evitare di regalare clientela alle regioni vicine, che partono ancora prima del 3 luglio, bisognerebbe stabilire una data unica per tutta Italia".

Ma la concorrenza arriva anche dalle grandi catene, che si alternano tra una promozione e l'altra, offrendo prezzi ultracompetitivi. Le stesse che di fronte alla moria dei piccoli negozi riescono a far fronte agli affitti sempre più cari del centro. "Da diversi anni  -  conclude Carta  -  dobbiamo fare i conti con le vendite promozionali: non potrebbero essere fatte 30 giorni prima dei saldi, ma sono in pochi a rispettare il divieto. E a farne le spese, tra il cattivo tempo e la recessione economica, sono i piccoli commercianti che non riescono a stare al passo". 

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