Torino ha 170 chilometri di piste ciclabili. Volendo, si può pedalare, più o meno, la stessa distanza che occorre per arrivare a Loano (o Lugano, se vi piace la Svizzera) senza mai uscire dai confini della città. Inevitabile allora che, sempre Torino, fosse la prima città d'Italia a pensare, e sperimentare, il bike sharing. Un progetto nato subito dopo la fine delle olimpiadi invernali del 2006 negli uffici del settore Tutela ambiente ed esecutivo dal mese di giugno di questanno. 116 stazioni saranno attive entro la fine dell'anno, sistemate in punti strategici per la riuscita di questo progetto. Che non è un "noleggio bici" sottolinea Gabriella Biancardi, dirigente del settore incaricato di allestire il bando per individuare con un bando l'associazione (Bicincittà) che segue il progetto. La bicicletta va condivisa - afferma Bianciardi - si trovano rastrelliere davanti alle stazioni ferroviarie, a quelle della Metro, nei punti turistici più conosciuti, le università. La bici si prende e la si usa il meno possibile, arrivando nel luogo desiderato e lasciandola a disposizione di altri.
Le 116 stazione saranno tutte informatizzate, consentendo così un report costante per garantire lanalisi precisa della gestione. Il Bike sharing si può utilizzare attraverso abbonamenti annuale (costa 20 euro), settimanale (5 euro) e giornaliero (2 euro). Limitati i costi: la prima mezzora il servizio è gratuito, la seconda varia dagli 80 centesimi dellabbonamento annuale alleuro per il settimanale poi, proprio per disincentivarne luso prolungato, i costi salgono fino ad arrivare a 2/3 euro la mezzora dalla quarta ora dutilizzo in poi.