C'è anche un altro aspetto curioso. Le donne immigrate fanno meno figli rispetto alle connazionali rimaste in patria: il loro tasso di fecondità è passato da 2,7 - figli per donna - del 2004 a 2,1 del 2008. Le italiane sono ancora più restie a metter su famiglia: si arriva così a un dato medio di 1,4 ben lontano dal 2,8 che permetterebbe almeno una crescita zero.
E se diminuiscono i giovani tra i 25 e i 29 anni (-19,4%) e quelli tra i 30 e i 34 (-16,1%), aumenta la popolazione con i capelli bianchi: gli over 79 sono cresciuti del 24%, arrivando a toccare quota 60.571 contro i 48.789 del 2003. Ad avere più di 65 anni sono in 217.377. "Di fronte a questi dati - sottolinea l'assessore all'Anagrafe Giovanni Ferraris - è importante che il Comune attui delle politiche per sostenere da una parte la creazione di nuove famiglie, contribuendo così alla crescita demografica, dall'altra l'assistenza agli anziani, una fascia da sempre considerata più fragile. Per un quadro più indicativo avvieremo comunque per settembre uno studio tra più assessorati: i dati a disposizione dell'anagrafe saranno incrociati con altri settori. Così potremo indirizzare al meglio le politiche urbanistiche, i trasporti e il welfare".
Quasi la metà delle donne si trova oggi a crescere i figli da sola. Le famiglie composte solo dalla madre sono infatti il 41,5% del totale. L'anagrafe ha censito 14.404 casi: il 17,4% ha dietro una donna straniera. Si tratta per lo più di immigrate da Romania, Marocco, Perù e Nigeria. (e. d. b.)