| Quando l'assoluzione fa discutere: la Corte d'Appello salva il presunto ladro d'auto |
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| Scritto da Luca Cattalano | |||||
| Venerdì 17 Settembre 2010 16:26 | |||||
Spesso capita di lamentarsi con le Forze dell'Ordine perché non fanno il loro lavoro e non mettono in galera i delinquenti. Spesso capita che le Forze dell'Ordine si lamentino dicendo che anche se loro arrestano i delinquenti, i giudici non li condannano. Chi ha ragione ? E cosa si deve pensare se sono i giudici stessi a rimpallarsi la responsabilità ?
Sentite cosa è stato deciso nel giugno scorso dalla Corte di Appello di Torino.
Con sentenza del 18 gennaio 2010 il Tribunale di Torino condannava il signor C. M., che già aveva avuto precedenti per resistenza a pubblico ufficiale ed era quindi noto ai patri tribunali, per il reato di tentato furto aggravato su due autovetture in sosta: la pena era di mesi dieci di reclusione ed euro 140,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
Durante il processo era emerso che l'imputato, poi condannato, in due diverse occasioni era stato notato - da privati cittadini e poi dalle Forze dell'Ordine - mentre, dopo avere scrutato all'interno di autovetture in sosta, si apprestava a colpirne il finestrino dei veicoli con il gomito. Inoltre un teste aveva riconosciuto nell'imputato lo stesso individuo che, due settimane prima, con la stessa tecnica aveva infranto il vetro di una Toyota in sosta. Ovviamente il condannato, come suo diritto, appellava e la Corte di Appello gli ha dato ragione. La Corte di Appello ha, infatti, assolto l'imputato perché non era assolutamente stato provato che lui volesse proprio rubare nelle auto, o come detto con linguaggio più paludato "gli atti compiuti dal predetto non presentavano i necessari requisiti della idoneità e, soprattutto, della in equivocità". Il giudici della Corte di Appello hanno considerato che pur essendo verisimile anche per loro che l'imputato, scrutando all'interno di autovetture in sosta mentre fingeva di parlare al telefono cellulare per non destare sospetti, era mosso dall'intento di commettere un furto, ma che tale intenzione non aveva avuto attuazione: per fortuna dei propritari della auto e per l'intervento delle Forze di polizia, verrebbe da commentare al cittadino comune! Ma la Corte di Appello ha fatto di più, ha voluto ribadire nero su bianco che il braccio sinistro piegato verso il veicolo - che, secondo gli operatori della polizia era "caricato" per sferrare un colpo al finestrino col gomito - poteva essere semplicemente un modo per vedere meglio all'interno, come avviene quando si vuole in tal modo eliminare il riflesso sul vetro: certo, tutto potrebbe essere, ma perché mai si deve guardare così attentamente dentro una macchina se non è la tua ?.
E poi, ecco il colpo finale di genio, che spinge definitivamnete verso l'assoluzione: è dubbio che un semplice colpo assestato col gomito sia in grado di infrangere il finestrino di un'autovettura, caratterizzato da una notevole resistenza.
Piccolo particolare, da non tralasiare: l'imputato era stato subito sottoposto a perquisizione e veniva trovato in possesso di un oggetto metallico che, secondo l'esperienza della polizia, viene utilizzato per la rottura dei cristalli delle autovetture. Ed allora perché non confermare la condanna, vi state chiedendo ?
Ecco la risposta dei giudici: l'imputato portava tale oggetto appeso al collo a mo' di ciondolo, e dunque non lo brandiva nel momento in cui veniva bloccato dalla polizia.
Risultato: assolto per non aver commesso il fatto.
Se foste una giuria, come negli Stati Uniti, che avreste fatto?
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Spesso capita di lamentarsi con le Forze dell'Ordine perché non fanno il loro lavoro e non mettono in galera i delinquenti. Spesso capita che le Forze dell'Ordine si lamentino dicendo che anche se loro arrestano i delinquenti, i giudici non li condannano. Chi ha ragione ? E cosa si deve pensare se sono i giudici stessi a rimpallarsi la responsabilità ?
