Rear
Rear

Però Torino

ekomsmoke

Torino: licenziati per colpa del Piano Regolatore

scubatica
Chiusa per variante al Piano regolatore
. Questa la triste fine di un'azienda torinese, specializzata nella produzione di torce per subacquei. Si chiama Scubatica, tra poco sarà solo un ricordo.

 

Oggi il titolare, Roberto Padoan, lancia il suo grido di dolore sui vari social network e il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Vittorio Bertola lo porta agli onori delle cronache, pure politiche, mentre nessun altro se ne occupa. A questo punto non sembra ci sia molto da fare, per quest'azienda: deve sloggiare da lì, ma non si sa bene quando e come. La società Regio Parco, che si occupa della grandissima speculazione edilizia denominata "Variante 200", ha offerto persino un milione di euro per acquistare il terreno della ditta di Padoan, tuttavia "non ci assicurano quando ci daranno i soldi, né che in effetti arriveranno davvero, perché condizionano la vendita alla effettiva approvazione del piano articolareggiato. Nel frattempo, peraltro, il Comune ci dice che dobbiamo andare via sennò confiscano", ricorda Padoan.

 

Però è anche su Facebook, entra qui e clicca su "mi piace"

 

Nel frattempo Scubatica ha bloccato il piano industriale perché era inutile fare lavori e spese in uno stabilimento da chiudere. "Ho conosciuto Roberto Padoan, il patron di Scubatica, alcuni mesi fa: lui si è rivolto a tutte le forze politiche e autorità cittadine, io sono stato l'unico a rispondere. Mi ha raccontato la sua storia: quella di un imprenditore con un progetto innovativo che si indebita per centinaia di migliaia di euro per portarlo avanti, comprando una vecchia fabbrichetta meccanica e investendo sui prodotti", dice Bertola.

 

Tutto va bene fin che non arriva il Comune a dirgli di punto in bianco che, per favorire l'accesso al nuovo quartiere della Variante 200 che devono costruire oltre il suo stabilimento, hanno deciso di allargare la futura via Regaldi rispetto a quanto previsto dal piano regolatore sin dal primo Novecento, nonché di costruire l'immancabile rotonda all'angolo con via Pacini, e dunque gli portano via un bel pezzo di fabbrica.

 

Nel 2007 Padoan aveva previsto un piano di conversione delle attività svolte nella fabbrica che aveva comprato e la realizzazione di un impianto produttivo più tecnologico e più al passo con i tempi attuali e nuovi prodotti e nuovi clienti. A questo scopo era stata presentata domanda a Finpiemonte con il progetto in questione. "Progetto che mirava a costruire impianti di illuminazione a led anche per uso civile vista l'esperienza fatta nel corso degli anni. Purtroppo, alla luce degli sviluppi urbanistici del sito di produzione, fui costretto a bloccare il piano di sviluppo industriale", chiarisce.

 

Questo articolo è apparso sull'ultimo numero di Però Torino. Sfoglia la rivista online: clicca qui!

 

Stoppato il progetto in questione, Padoan cercò di andare avanti utilizzando solo le sue risorse a dispetto della crisi. Tutto nell'ottica di velocizzare le operazioni e ripartire con il piano industriale anche perché i tempi prospettati dall'assessorato per spostare l'attività erano strettissimi. "In un anno spostiamo tutto".

 

Ne sono passati tre, nel frattempo. Le offerte per acquistare l'area, tuttavia, si rivelano insufficienti. Il leasing di Scubatica ha un residuo per estinzione anticipata di 600mila euro e le proposte iniziali coprono appena quella cifra. Dove trovare i soldi per i costi di trasferimento? Impossibile. Poi bisognerebbe creare le scorte necessarie a gestire il passaggio da un capannone a un altro e liquidare la parte che non riguarda il capannone, senza tener conto della parte di palazzina annessa che non è di sua competenza ma è di proprietà dei due intestatari dell'azienda rilevata. Ciò avrebbe richiesto altri 600mila euro, tutti a carico di Scubatica e quindi di Padoan.

 

La vicenda burocratica si trascina per due, tre anni; ogni volta il Comune minaccia l'arrivo imminente delle ruspe - questione di settimane - ma poi c'è sempre un motivo per cui tutto resta fermo. A forza di perdite, Scubatica non può che fallire; e dunque perché darsi la briga di comprare ora, quando si può comprare a metà prezzo tra pochi mesi dal curatore fallimentare?

 

"Naturalmente il Comune m'impone di aderire alla variante del piano regolatore, pena la minaccia di esproprio – sottolinea Padoan -. Morale della favola, da una parte abbiamo investito tempo, denaro, lavoro mio e dei ragazzi che con me si danno da fare in un progetto destinato a fallire e a lasciare a casa tutti me compreso. Dietro questo invece la spinta dei gruppi immobiliari che impongono accelerazione al tutto ovviamente perché l'acquisto di 239.514 mq. è comunque un investimento che non può restare fermo a lungo. Nelle mie condizioni ora ci sono quattro aziende che condividono lo stesso destino".

 

Ora, se arrivasse in fretta il milione proposto, "potrei chiudere senza fallire. Invece, visti i tempi che mi vengono imposti e le incertezze su tutta l'operazione, temo che ci sarà addirittura la bancarotta. Ormai mi hanno messo nelle condizioni di essere contento se riuscirò a tirar giù le serrande senza debiti, mentre avremmo avuto la possibilità di lavorare, creare occupazione sul territorio e contribuire alla crescita generale della nostra città".

 

Questo articolo è apparso sull'ultimo numero di Però Torino. Sfoglia la rivista online: clicca qui!

Commenti...

Clandestine Fantasie
Tropicana
Autoingros
eMotiKO 300 x 250 Nuovi
Wolmer Group
Bimbotta 300x250
salamandra luglio 2012
Banner eMotiKO 980x50