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Da Torino al Libano in missione: la storia del tenente Domanico [FOTO]

domanico

Reportage di Alberto Alpozzi

TORINO 21 nov (Però Torino) –  Francesco Domanico, 28 anni di Torino, è tenente dell'esercito. E nonostante la giovane età è arruolato da ben dieci anni, da quando cioè è entrato in accademia appena diciottenne.

 

 

Attualmente si trova in missione in una zona calda della terra: il Libano. Calda non meteorologicamente, ma perché il Medio Oriente è da sempre una zona dove i conflitti – di vario genere – non mancano mai.

 

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"Ho deciso anni fa di entrare nell'Esercito Italiano – dice Domanico – con la consapevolezza che gli obiettivi della Forza Armata, in questo particolare frangente storico, sono perlopiù votati alla partecipazione a missioni internazionali per la stabilizzazione politica e sociale di Paesi che, soffrendo e avendo sofferto della crudeltà della guerra, necessitano di un intervento della comunità internazionale per intraprendere e mantenere un percorso che porti alla pace. Il sud del Libano rappresenta, sotto questo punto di vista, una delle aree più sensibili del mondo e sono stato chiamato a far parte della missione Unifil per dare il mio contributo alla promozione e alla salvaguardia della pace quale diritto fondamentale di tutti i popoli".

 

domanico bandiere

 

Il tenente non si è mai pentito della scelta fatta anni fa e anche se è solo alla prima esperienza in quanto a missioni estere, già afferma che "molto probabilmente non sarà l'ultima".

 

"Quale Ufficiale ingegnere, sono impegnato nella gestione delle infrastrutture che costituiscono le basi del contingente italiano in Libano", dice Domanico spiegando quale sia il suo lavoro quotidiano. "In particolare, mi occupo della progettazione e della direzione lavori degli interventi di nuova realizzazione e manutenzione straordinaria, nonché della gestione dei contratti di manutenzione degli impianti tecnologici".

 

libano 1

 

Le basi militari all'estero, spiega l'ufficiale, sono come delle piccole città sotto il profilo infrastrutturale. "Rappresentano dei micro-sistemi completamente autonomi: dalla produzione e distribuzione dell'energia elettrica alla potabilizzazione dell'acqua e il completamento del ciclo fognario, le basi sono del tutto indipendenti dai sistemi urbani esterni".

 

Domanico è partito a giugno ed ha potuto passare un periodo in Italia per la prima volta solo circa un mese fa. E i parenti torinesi, non sentono la mancanza del proprio caro? "Anche se non me lo hanno mai fatto sentire, penso proprio di si. Almeno quanto io soffro la loro".

 

Fortunatamente c'è Internet, "strumento utilissimo" che permette di stare in contatto quotidiano con tutti. Ma non solo: "Abbiamo comunque anche la televisione con tutte le reti italiane".

 

La durata della missione è limitata, quindi un ritorno in Piemonte non è in fondo così lontano. Tuttavia ci sono delle situazioni nella giornata in cui la nostalgia si fa più acuta. E non sono quelle che molti penserebbero. Paradossalmente, spiega il tenente "i momenti più duri sono quelli in cui non si lavora e si vorrebbe essere vicino ai propri cari e nella propria città. Per 'fortuna' sono pochi!".

 

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