Ricordate quando l'acqua del rubinetto era imbevibile, puzzava di cloro lontano un miglio e serviva soltanto più per farsi la doccia o lavarsi le mani? Be', grazie al cielo quei tempi sembrano finiti. Così calano le bottiglie di "minerale" sulle tavole dei torinesi, che tornano a bere l’acqua del rubinetto. Lo evidenzia uno dei punti dell’indagine sulla soddisfazione per i servizi pubblici locali presentata oggi in Municipio.
La quota di chi consuma solo o prevalentemente acqua minerale è scesa al 43% (contro il 68% di dieci anni fa, quando fu condotto il primo sondaggio di questo tipo), mentre beve solo acqua erogata dalla Smat (Società Metropolitana Acque Torino)il 33% (era il 16% nel 2001); il 25% beve sia l’acqua minerale sia quella erogata dall’acquedotto. Le ragioni dell’inversione di tendenza non vanno cercate solo nella necessità di tagliare le spese, ma anche nel giudizio sul sapore dell’acqua, buono per oltre l’86% degli intervistati. Basta renderla bevibile e la gente se la beve. Anche perché il trasporto dell'acqua minerale è forse più gravoso dell'acquisto stesso.