Torino: in centro il caffè a 1.10 euro Stampa
Scritto da dalla rete   
Martedì 05 Luglio 2011 07:00

Il caffè oltre la soglia dell'euro in centro più caro di 10 centesimi

In molti bar del centro il caffè ha abbattuto il muro dell'euro. Al bancone costa dieci centesimi in più. Il rincaro ha interessato soprattutto i locali che si affacciano su piazza San Carlo, via Roma, piazza Castello e via Lagrange. Non più 70, 85 o 90 centesimi, cui eravamo abituati. E nemmeno l'euro tondo dei nar più cari da tirar fuori alla cassa: dal primo luglio bisogna mettere in conto almeno un'altra monetina.

I gestori che hanno deciso per l'aumento puntano il dito contro i rincari con cui devono fare a loro volta i conti: dal costo del personale alle tasse fino al prezzo delle materie prime. "E'vero - ammette Paolo Gerardo Troccoli, presidente dei titolari dei bar  -  che alcuni locali hanno ritoccato di qualche centesimo il prezzo del caffè, ma è stato un fatto quasi dovuto: dallo scorso novembre le aziende di torrefazione hanno aumentato il costo al chilo per ben tre volte, con rincari dai 3 ai 3 euro e 50. Senza contare le altre spese che i baristi, soprattutto quelli in centro, devono affrontare: dal costo del personale alla Tarsu, fino alla tassa per i dehors".

I locali dove è scattato l'aumento non sono pochi. Nell'elenco compaiono il Gatsby's in via Lagrange, il Mokita in piazza San Carlo e il Roma vicino a piazza Carlo Felice. "Anche noi, dal primo luglio, abbiamo portato il caffè a un euro e dieci  -  dice Vito Strazzella del Caval'd Brons  - . Ma sono passati dieci anni dall'ultimo rincaro: ci siamo impegnati nel tempo a mantenere inalterato il prezzo, adesso però non ce la facciamo più a coprire tutte le spese. Senza contare che in tutte le capitali europee il costo del caffè oscilla dai 2 euro ai 4.50". Qualcuno che non si adegua c'è. "Da noi costa sempre un euro  -  sottolinea Roberto Saba, uno dei soci della cremeria Cavour -. Un conto sono le bibite e i panini, un altro il caffè: a maggior ragione con la crisi ancora in corso. Fintanto che c'è un margine di guadagno nessun aumento".

Le aziende di torrefazione non negano che un ritocco dei prezzi ci sia stato, ma già alla base. "Negli ultimi sei mesi - precisa Marco Murgiano, titolare della Beverly Group  -  il prezzo del caffè è già cambiato tre volte: la prima a novembre, la seconda ad aprile e, infine, un'ultima a maggio. E se per i baristi il rincaro è di circa il 20%, per le ditte della torrefazione è stato quasi del 70. Nel nostro caso parliamo del costo al chilo del caffè crudo, quello comprato in borsa. Un'impennata a cui si devono ancora aggiungere i rincari della distribuzione, dovuti per lo più al boom del prezzo della benzina. Ed è naturale che a cascata l'aumento, seppur in maniera limitata, vada a ricadere sul consumatore".

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