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Aperta un'inchiesta sulla "movida" torinese Stampa
Scritto da Repubblica   
Giovedì 13 Ottobre 2011 07:48

La "movida" torinese finisce sotto inchiesta. Dopo mesi di segnalazioni, denunce dei residenti, soprattutto di piazza Vittorio e San Salvario ma anche di altri quartieri della città, la Procura di Torino ha deciso di mettere insieme tutti i fascicoli e di affidare le indagini al sostituto procuratore Sabrina Noce, del gruppo di magistrati che si occupano di sicurezza urbana.

Non si tratta di una indagine semplice perché, in fatto di locali notturni e di pub, la giurisprudenza è piuttosto discordante, soprattutto oggi che il disturbo è provocato non tanto dalla musica ad alto volume quanto dall'abitudine degli avventori dei locali di assieparsi in strada fino a tarda notte. Poi è la prima volta che il fenomeno viene studiato nel suo complesso, non tenendo conto del disturbo di un singolo locale notturno. E soprattutto i magistrati non possono tenere conto delle infrazioni che comportano sanzioni di tipo amministrativo, quindi non possono sostituirsi per esempio al lavoro dei vigili urbani, ma devono valutare solo dove e se si commettono reati penali.

Sabrina Noce e il suo gruppo che si occupa di sicurezza urbana, coordinato da Paolo Borgna, lavoreranno insieme ai magistrati che seguono i fascicoli sui reati ambientali, il gruppo coordinato da Andrea Beconi. "Non intendiamo sostituirci alla pubblica amministrazione e privilegeremo quando possibile sanzioni di tipo amministrativo per i gestori dei locali notturni - dice Paolo Borgna - ma nel caso ci fosse bisogno di maggiore incisività

chiederemo il sequestro dei locali e avvieremo procedimenti penali". Dalla parte dei cittadini, a seguire l'associazione di residenti di piazza Vittorio, c'è un avvocato molto battagliero su questi temi, Roberto Piacentino, che ha lunga esperienza di processi contro gestori di locali fracassoni e che ha già ottenuto, come parte civile, numerose condanne. "La giurisprudenza torinese ha dato segnali di severità in proposito - dice - molti gestori sono stati condannati in passato. Su queste nuove indagini abbiamo avviato un discorso con l'associazione di piazza Vittorio: in caso la procura reputi si possa procedere con le indagini, i residenti potranno costituirsi parte civile".

Non è vero, dunque, che non si può fare nulla se non si dorme la notte per il rumore. Un articolo, il 659 del codice penale, traccia le caratteristiche del reato di "disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone" e lo punisce con l'arresto fino a tre mesi o con un'ammenda. Ma soprattutto prevede il sequestro del locale notturno che disturba. "Ora la Cassazione ha stabilito che il gestore del locale è anche responsabile dei comportamenti dei suoi clienti fuori dal bar o dalla discoteca - dice Roberto Piacentino - e non è solo l'alto volume della musica che può danneggiare la quiete dei residenti ma il vociare a tarda notte, gli schiamazzi, il traffico congestionato per ore e ore, i suoni di clacson e le urla delle persone in strada. Si può anche ipotizzare, all'estremo, che nei mesi più caldi della movida questi fattori tutti insieme diventino causa di problemi di ordine pubblico". I magistrati che si occupano di sicurezza urbana registrano anche l'aumento di spaccio nelle zone più affollate di locali notturni.

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