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I blog di Però
Lunedì, 09 Aprile 2012 11:18

Toro, ora si deve cambiare

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Toro, ora si deve cambiare

Il 90% dell'attuale formazione del Toro può stupire in serie A. Ventura dixit. Ovviamente l'allenatore ha il dovere di motivare la truppa. Deve far sognare tutti i ragazzi. Tutti devono poter sperare che il sogno delle serie A si possa concretizzare anche a livello individuale. Poi, però, occorre tornare con i piedi per terra e pensare a quanti, davvero, potrebbero stupire in serie A, e non in senso negativo. Ed allora diventa difficile credere a questo 90%. Manco l'80%. Peggiorini? Non se ne parla. E Parisi? Davvero può stupire con effetti speciali nella massima serie? Non si possono confondere buoni elementi di categoria con campioni o campioncini da serie A. Ed i due giovani milanisti? Dopo un buon inizio scoppiettante sono rientrati nei ranghi. Scommettere su di loro per la massima serie? Difficile, se non si punta sui due neppure per la serie B. Così come è difficile che il centrocampo per affrontare Milan e Inter, Lazio e Roma, Napoli e Udinese, possa essere composto dagli attuali protagonisti. Comprimari, anzi, non protagonisti. E servono punte che segnino, con costanza. 50% di uomini da confermare in serie A? Sarebbe già tanto

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Venerdì, 06 Aprile 2012 11:47

La matematica non è un'opinione

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La matematica non è un'opinione

Il 5 aprile 2012 Umberto Bossi si dimette da segretario federale del partito dopo l'inchiesta delle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria che ha fatto emergere che parte dei soldi della Lega Nord sarebbero stati utilizzati dalla famiglia Bossi e soprattutto dal figlio Renzo, detto "il Trota". Nel corso del medesimo Consiglio Federale durante il quale rassegna le proprie dimissioni, viene nominato Presidente della Lega Nord, succedendo a Angelo Alessandri. Nel ruolo di Segretario Federale, gli succede un triumvirato composto da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago.

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Giovedì, 05 Aprile 2012 14:46

Boia faus, l'ai capì

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Boia faus, l'ai capì

Per tutto c'è una soluzione, giuda faus!

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Giovedì, 05 Aprile 2012 14:35

Orologio biologico. Ce l'hanno pure gli uomini

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orologio biologicoQualcuno racconta che intorno ai 35 anni le donne scoprano di avere una data di scadenza biologica e che questo le faccia impazzire.
Diciamo anche che però molte ignorerebbero volentieri questa grande verità, se qualcuno glielo permettesse. Il primo ostacolo è costituito dalle visite ginecologiche periodiche: puntualmente il ginecologo trascorre il tempo della visita a dipingere gli scenari apocalittici derivanti dall’imminente trapasso delle ovaie. La sensazione di disagio è acuita poi da certi strani atteggiamenti di amici e parenti. La zia che prima esaltava l’indipendenza, di colpo si mette a regalare biancheria intima osé, con il commento: “Magari ti trovi finalmente un uomo” - neanche una andasse in giro con gli slip in bella mostra.  Alle riunioni di famiglia c’è sempre qualcuno che ti piazza qualche infante tra le braccia, per sollecitare il desiderio di procreazione. Quando poi anche alle cene tra amici vengono invitati sconosciuti dall’aspetto di candidati alla coppia, l’accerchiamento è completato. Non è poi così strano che alcune delle povere malcapitate fuggano verso il primo polline disponibile, in preda a furiosi attacchi di ansia.

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Giovedì, 05 Aprile 2012 14:20

Mauro Repetto (883) attore a Parigi. Eccolo in video!

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TORINO 5 apr - Vi ricordate di Mauro Repetto? Dai, quel biondino che ballava nei video dei primi 883 mentre Max Pezzali cantava...

Ecco: che fine avrà fatto? fa l'attore e regista teatrale già da qualche anno. E a quanto pare anche con un discreto successo.

Questo è un video della sua ultima piece che sarà in palinsesto al teatro Essalion di Parigi.

 

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Giovedì, 05 Aprile 2012 11:36

A Monti bastava il Cepu

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A Monti bastava il Cepu

Mario Monti

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Mercoledì, 04 Aprile 2012 15:48

Tasse, la sfortuna d'esser torinesi

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Nperoto058 copertinaon è un grosso affare, economicamente parlando, essere torinesi. Intanto perché siamo italiani e, come il resto dei nostri connazionali, siamo stati travolti dalla bufera di tasse e di rincari, imposta tecnicamente dal governo di Mario Monti. Forse non ce ne siamo ancora accorti, salvo che per la benzina e altre “piccolezze”, tipo i 50 o 100 euro che già in busta paga sono venuti a mancare per il rialzo dell’Irpef.
Ce ne renderemo conto meglio ancora quando ci toccherà pagare dai 700 ai 2mila euro per l’Imu, che va a sostituire la vecchia Ici (da qualche anno abolita per la prima casa), cioè l’imposta sugli immobili. E qui entra in gioco la nostra torinesità: perché alle iatture nazionali, si sommano pure quelle locali. Pesantissime, come non mai. Sotto la Mole, infatti, ad ogni minimo taglio statale nei trasferimenti ai Comuni, parte il piagnisteo di sindaci, assessori e associazioni prenditrici di sovvenzioni varie.
Una lagna mortale, che da Chiamparino a Fassino, non ha cambiato affatto melodia: “Se ci tagliano i fondi, noi siamo costretti ad aumentare le tariffe e le imposte locali, altrimenti non riusciamo a chiudere i conti”. Già, perché tagliare le spese è sempre un’opzione vagamente lasciata nel dimenticatoio. C’è anche la Regione Piemonte che infierisce, con lo stesso criterio da pianto greco, magari meno strombazzato, ma foriero dei medesimi risultati, cioè ancora più tasse per i piemontesi, tra i quali com’è noto ci sono pure i torinesi. Così la giunta Cota ci aumenta le aliquote Irpef di competenza regionale, a dimostrazione che centrodestra (Piemonte) e centrosinistra (Torino) quando si tratta di succhiare denaro faticosamente guadagnato dai cittadini, vanno a braccetto e si trovano in perfetta sintonia d’intenti.
Quanto al Comune, non basta l’Imu, naturalmente: tutte le tariffe hanno subìto rincari a doppia cifra percentuale, a cominciare dal parcheggio nelle strisce blu (che nella Ztl costa più che a Montecarlo) e dal biglietto del Bus, esploso con un più 50 per cento in una volta sola. Del resto Torino, con i suoi oltre 5 miliardi di debiti tra Palazzo civico e municipalizzate, è anche il Comune più indebitato d’Italia, per cui centinaia di milioni l’anno sono inevitabilmente già impiegati per pagare le rate dei mutui accesi con gli istituti bancari, in primo luogo Intesa Sanpaolo.
Poi ci sono le spese fisse dell’enorme apparato comunale, che corrono immancabilmente, qualcosa per la cultura, senza la quale sembra che cada il mondo; si tagliuzza qua e là sulle scuole, sui lavori pubblici e su tutte le spese non “fisse”, anche se talvolta più necessarie per la cittadinanza, che preferirebbe una pulizia più attenta delle strade, rispetto all’assunzione di nuove schiere di dirigenti comunali, peraltro bloccata dal Tar perché a quanto pare la composizione della commissione era tutt’altro che legittima. Al cittadino non resta che pagare e, per la stampa dominante, non è nemmeno concessa la facoltà di mugugnare troppo. Al sistema le critiche non vanno giù, si direbbe.

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Mercoledì, 04 Aprile 2012 09:43

Stai zitto, pirla!

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Stai zitto, pirla!
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Martedì, 03 Aprile 2012 08:41

Centanni del Paron: a maggio festeggiamo Rocco

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Centanni del Paron: a maggio festeggiamo Rocco

Il mese prossimo, il 20 maggio, saranno trascorsi 100 anni dalla nascita di Nereo Rocco, il Paron (nella foto con il presidente Orfeo Pianelli). Lo ricordava la scorsa settimana Josè Altafini, gustandosi le mozzarelle del Duca 102. Ma se, indubbiamente, è stato con il Milan che il Paron ha ottenuto i più grandi successi (primo allenatore di una squadra italiana a vincere la Coppa dei Campioni, poi bissata e seguita dall'Intercontinentale), la sua presenza al Toro non può certo essere dimenticata, con uno splendido terzo posto ottenuto nel campionato 64-65. Il Toro di Rocco era, inevitabilmente, a trazione Nordestina. Triestini, Istriani, Veneti, con qualche aggiunta di Emiliani. Dall'immenso Giorgio Ferrini a Giorgio Puja, da Buzzacchera a Reginato, da Cereser a Facchin, dal fiumano Sattolo agli emiliani Poletti, Cella, Simoni. Una tradizione che sarebbe poi proseguita con lo zaratino Vatta. Un Toro grintoso, combattivo, simpatico. Come il suo Paron. Che dovrebbe essere ricordato, il 20 maggio, non solo a Milano o a Padova, ma anche a Torino.

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Lunedì, 02 Aprile 2012 09:38

Peggiorini, lascia stare

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Va beh, non è successo nulla di irreparabile. Ma i "va beh" cominciano ad essere troppi. E dopo la nuova figuraccia di Empoli sorge spontanea una domanda: ma perché dobbiam farci del male con Peggiorini? Un investimento sbagliato. Succede, quando si lesina sulla spesa e ci si lancia in azzardi low cost. Nulla di irreparabile anche in questo caso. Ma davvero non c'è ragione di continuare ad offrire una vetrina a chi ha dimostrato di non essere all'altezza. Per carità, il ragazzotto si impegna. Ci mancherebbe anche che non si impegnasse. Però non basta. E non ha senso acquistare un giocatore sbagliato, con la speranza di rivenderlo facendo cassa, e poi ostinarsi a metterlo in vetrina nella convinzione che qualche squadra si faccia avanti per pagarlo di più. La vetrina serve se hai un gioiello, ma se è solo bigiotteria si rischia che l'esposizione diventi controproducente. Non segna mai, non è mai pericoloso. Peggiorini si deprezza ad ogni partita. E tenere in panca Bianchi a vantaggio di un acquisto sbagliato non pare davvero la scelta più felice.

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