A voler esser pragmatici, presentare un festival musicale partendo dai costi organizzativi è oggi quasi un dovere. Ma rimane un rischio, un certo tedio potrebbe far capolino nei melomani affamati di informazioni sul programma. Ma in tempi di gran dibattiti sulle restrizioni alle dotazioni di bilancio dell'amministrazione comunale, e più in generale sulla cultura, si fanno notare le conferme per gli stanziamenti dell'edizione 2011 di MiTo.
La rassegna, divisa da cinque anni tra Torino e Milano, si presenta con un budget invariato rispetto all'anno scorso. Cinque milioni li hanno stanziati gli enti locali e i partner privati per gli spettacoli torinesi (duemilioninovecentomila euro arrivano dalla Città di Torino). La stessa cifra si ripete a Milano, sono cinque i milioni di fondi ottenuti per i numerosi concerti in cartellone. Una buona notizia per i tanti fedeli frequentatori del festival (lo scorso anno sono stati ben centomila) che si ritrovano davanti a un calendario sontuoso, anche se questa non è una novità. MiTo si conferma una delle manifestazioni culturali italiane più interessanti in assoluto.
Dal 3 al 22 settembre si terranno tra Torino e Milano duecento concerti e appuntamenti collaterali divisi tra classica (che resta il genere di riferimento), contemporanea, pop, rock, jazz, elettronica. Ottantasei sono a ingresso gratuito, 116 a pagamento. Ma tra questi ultimi non mancano ingressi a basso costo, da cinque euro. Come il concerto di martedì 13 con l'orchestra e il coro del Maggio fiorentino diretti da Roberto Abbado, al palasport Olimpico. 
Il Paese straniero al quale MiTo offre quest'anno omaggio è Haiti. Dell'isola devastata a inizio 2010 dal terremoto andranno in scena le voci, le ancestrali percussioni africane, l'arte di Beken, l'ensamble Erol Josuè, l'ardore di Moonlight Benjamin.
Il cartellone torinese, 104 appuntamenti di cui 38 gratuiti
Il filo conduttore del festival sarà il Risorgimento, in omaggio alle feste per il centocinquantenario dell'unità italiana. Per festeggiare l'Italia si mobiliteranno anche le fanfare, le bande e i cori. A tredici importanti musicisti contemporanei (Arvo Part, soltanto per fare un nome) sono stati commissionati pezzi per celebrare l'anniversario dell'Unità.
Non manca l'omaggio che la musica russa ha offerto al Belpaese. Il maestro Temirkanov dirigerà l'orchestra filarmonica di San Pietroburgo per quattro grandi concerti e le musiche di Cajkovskij (per Romeo e Giulietta), Rachmaninov (il ricordo su Paganini), Stravinsky (alle prese con Pulcinella) e Prokof'ev.
Ma in prima battuta gli organizzatori celebrano il bicentenario dalla nascita di Frantz Listz e il centenario della morte di Gustav Mahler. Al compositore austriaco l'onore della serata inaugurale torinese: sabato 3 al Lingotto la Sinfonia dei Mille per l'organico sterminato che richiede, sarà interpretata dalle orchestre della Rai e del Regio, dal coro del Maggio fiorentino, dalle voci bianche del Conservatorio torinese e da otto solisti. La complessa direzione sarà a cura del maestro Gianandrea Noseda.
Grande attesa per Pierre Boulez. Chiude la rassegna, a Milano e a Torino, con un omaggio al lirismo di Mallarmè: Pli selon Pli è un'imponente riflessione sul pensiero del poeta francese. Tra i concerti di musica sinfonica a prezzo popolare arrivano a Torino anche i Carmina Burana di Carl Orff e La Sacre du printemps di Igor Stravinsky. 
Nella sezione jazz, omaggio a Miles Davis per il ventennale della scomparsa con i concerti di Enrico Rava, Stefano Bollani, John Scotfield e Dave Douglas.
Per la musica popolare ci piace segnalare l'arrivo di due cantautori di razza, Cristiano De Andrè e Franco Battiato. Per leggere il programma completo della manifestazione potete cliccare qui in basso e andare sul sito della manifestazione.
Nelle foto, dall'alto verso il basso: Il logo di MiTo 2011, con la coccarda tricolore; La cantante haitiana Moonlight Benjamin; Il compositore austriaco Gustav Mahler; Miles Davis, uno dei grandi interpreti della musica afro americana
Roberto Tartara