L’agricoltura italiana fa tappa a Torino Stampa
Scritto da CittAgorà   
Venerdì 09 Settembre 2011 18:00

Stand festa agricoltura
A partire da venerdì 8 e fino a domenica 11 settembre, Torino ospita, in sede straordinaria per il 150° anniversario dell’unità italiana, la biennale Festa nazionale dell’agricoltura, promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori (CIA). Dopo l’Isola d’Elba, Taormina, Padova, Genova e Matera, la festa è arrivata al capoluogo piemontese, ed è stata accolta dal sindaco Piero Fassino con parole di entusiasmo: “Torino è circondata da territori di produzione alimentare di assoluta eccellenza, e la presenza di manifestazioni internazionali come Slow Food e Terra Madre ha stimolato, nella cittadinanza, un atteggiamento meno consumistico, attento alla qualità e alla provenienza dei prodotti; cresce un mercato ‘parallelo’ alla grande distribuzione che riduce la filiera alimentare nel reciproco interesse di produttori e consumatori. I nostri cittadini sapranno quindi apprezzare l’opportunità della Festa e cogliervi lo stimolo per proseguire lungo la strada virtuosa del consumo consapevole".

Prodotti enogastronomici da ogni angolo del Paese, vini, oli, formaggi, carni, verdure e frutta, sono al centro della Festa, immersa nel verde dei Giardini Reali, ma non sono i soli protagonisti; laboratori, workshop, convegni e dibattiti accompagnano la festa, con l’intento, come spiega Roberto Ercole, Presidente della CIA Piemonte, di far emergere il ruolo avuto dall’agricoltura nel costruire uno spirito unitario e nazionale, e per richiamare l’attenzione di amministrazioni e opinione pubblica sui problemi che oggi il settore sta vivendo.
L’occasione della Festa ha visto anche il primo cittadino torinese apporre la propria firma al documento denominato “Carta di Matera”, un patto tra la CIA, i Comuni, le Province e le Regioni italiane che mira a costruire una nuova politica agraria nazionale. Se è vero che, da una parte, il settore primario attraversa oggi una crisi dovuta a costi e oneri burocratici, redditi in caduta verticale, scarsa mobilità fondiaria e debolezza di servizi di formazione qualificata, è pur vero, da un altro punto di vista, che il settore agricolo ha le risorse e le capacità per reagire meglio di altri comparti produttivi alla crisi. Pur essendo, come afferma Roberto Ercole, “vittima di una esclusione da parte del governo che continua ad agire senza avere una visione complessiva delle problematiche agricole e senza, pertanto, costruire un pacchetto organico di misure finalizzate allo sviluppo e alla competitività delle imprese”.
La Carta, che prende il nome dalla Città nella quale è stata concepita, in occasione della scorsa edizione della Festa, tocca alcuni punti nevralgici per il rilancio della seconda agricoltura europea, quella italiana:
-gli impegni delle amministrazioni locali, in visione di un ruolo nuovo che gli agricoltori potranno occupare nei confronti delle amministrazioni;
-la valorizzazione dell’attività agricola, sostenendo e difendendo i benefici economici, sociali e territoriali che l’agricoltura offre;
-la salvaguardia del terreno agricolo, fermando l’urbanizzazione e l’uso improprio della superficie agricola, aprendo a una gestione programmata del territorio che rispetti la produttività aziendale e tuteli l’impiego di forme di energia rinnovabili;
-la diffusione di servizi per le aziende e i territori rurali, inteso come rafforzamento delle infrastrutture civili, sociali e di servizio per favorire uno sviluppo delle aree rurali equilibrato;
-la semplificazione dei rapporti con le amministrazioni locali, al fine di ottenere migliori servizi ed una più equa gestione di tributi, tariffe e fiscalità, oltre che la costituzione, a livello comunale, di uno “sportello unico” che interfacci agricoltori ed amministrazioni locali;
-la valorizzazione del rapporto cibo-territorio, difendendo l’eccellenza italiana della produzione agroalimentare, tutelandola, e facendone strumento di sviluppo economico.
Sono già più di 2500 i Comuni italiani che hanno aderito alla Carta, con l’idea, in un futuro prossimo, di organizzare una Conferenza nazionale per finalizzare gli obiettivi, le politiche e gli strumenti per affrontare le difficoltà attuali del settore, studiando una linea politica che rilanci l’agricoltura e sia adottata a livello nazionale.

Nella foto: Uno stand della Festa dell’agricoltura allestito ai Giardini Reali.

M.S.

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