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Sono appena terminati i lavori di restauro (costati 2.2 milioni di euro) della Villa Tesoriera di Torino, in corso Francia. Contrariamente a quanto annunciato dall'allora assessore Fiorenzo Alfieri, la biblioteca musicale ha ripreso posto negli aulici saloni della struttura. Una buona notizia, visto che la biblioteca era ormai un'istituzione per tutti gli appassionati di musica torinesi.
CENNI STORICI
La Villa Sartirana, di chiara impostazione settecentesca, ha subìto nel corso degli anni notevoli mutamenti, dei quali sono note solamente le trasformazioni più significative.
Il nucleo centrale della Villa fu realizzato fra il 1713 ed il 1715, su progetto di Jacopo Maggi, per il Tesoriere Generale di Sua Maestà.
Nel 1844 la proprietà passò al Marchese di Sartirana, Senatore del Regno, che fece apportare sostanziali trasformazioni al parco e alla Villa, fra le quali la realizzazione della nuova ala laterale a levante. Per circa 25 anni, la Tesoriera divenne un importante centro di cultura, arricchita di preziose collezioni e di una biblioteca di oltre 1500 volumi di storia naturale e botanica.
Nel 1934 diventa proprietario della Villa il Principe Amedeo Umberto di Savoia Duca d’Aosta, il quale fa eseguire ulteriori importanti lavori, affidando l’incarico del progetto all’architetto Giovanni Ricci.
Venne demolita la parte di sinistra della Villa e costruita un’ala simmetrica a quella di destra, ove furono risistemati i servizi inerenti la nuova destinazione d’uso.
L’ala ottocentesca di destra venne svuotata e dotata di un nuovo scalone d’onore e di una nuova biblioteca, liberando le sale centrali dalle ingombranti scaffalature e riprendendo gli stucchi manomessi.
Vennero soppresse le scale centrali e le serre addossate alla facciata e venne fatta ex novo la facciata a nord, a somiglianza di quella a sud, prospettante la parte più vasta e più bella del parco.
Da questo momento la Villa venne destinata unicamente a luogo di rappresentanza.
Rimasta a lungo disabitata e il parco trascurato, nel 1962 la tenuta diventa di proprietà dell’Istituto Sociale dei Padri Gesuiti e viene destinata a club privato. Le salette e i saloni sono utilizzati per riunioni, ricevimenti, sale da gioco.
Alcuni locali al piano terreno e interrato sono trasformati in spogliatoi e servizi per i campi da tennis, ricavati a ridosso della facciata Nord della Villa.
All’inizio degli anni ‘70 il Comune inizia le trattative con l’Istituto Sociale per il recupero ad uso pubblico del parco e della Villa. Nel 1971 si apre al pubblico una prima parte di parco, prospiciente corso Francia, per un’estensione di circa 18.500 mq.
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