Premio falce e rastrello Stampa
Scritto da Guido Bosco   
Sabato 25 Agosto 2007 14:10

soria

Giuliano Soria, presidente del premio Grinzane Cavour (nella foto), ha capito da tempo che solo comunisti, postcomunisti e tipi sinistri in genere, possono fare cultura. Ecco perché li premia a manetta. Dare premi, del resto, è il suo mestiere retribuito adeguatamente. Perché Soria da un lato distribuisce premi, viaggi, onorificenze, pranzi, cene, cadò, dall'altro rastrella soldi dalle (sinistre) amministrazioni pubbliche piemontesi. Così funziona il suo premio, che potremmo quindi per brevità e chiarezza, definire "Falce e rastrello". Gianni Mura, Gianni D'Elia, Fernando Gentilini e Maurizio Molinari sono i vincitori della ventiquattresima edizione del Premio Grinzane - Cesare Pavese e saranno premiati domani, domenica, da monsù Giuliano in persona.

Gianni D'Elia, vince con l'opera poeticaTrovatori: A volte con i libri si comincia male...Non appena sfogliate tre pagine di questo libercolo ho già trovato faziosità. Nella sezione "Il grande male", ad esempio, in cui con furbeschi ammiccamenti a certi pacifondai intesse una scalcagnata decostruzione-ricostruzione del male per cui è sempre la solita America imperialista affiancata da israelfascisti. Giusto? Sbagliato? Banale. Ma non è questo il male peggiore: la cosa insopportabile è la sequela ordinata&ordinaria di endecasillabi terzinati come soldatini belli in dantesche fila, ben quattro versi ipermetri. Per secoli e secoli la stessa bugia" (13 sill.)p.71; "Brescia, Piazza della Loggia, infamità!..." (12 sill.)p.72; "che cose non sono, ma merce obbligata!” (12 sill.) p. 73; “Libera America e tutta la sua corte!” (12 sill.) p.73. Basta. Il libro è adatto a ruzzolare nei cestini d'Italia.

QUanto a Fernando Gentilini, che vince il premio speciale del presidente (cioè Soria decide personalmente a chi darlo), basti dire che l'autore di mestiere fa il consigliere diplomatico aggiunto del Presidente del Consiglio. Cioè Romano Prodi. E' chiaro che le grandi doti letterarie del premiato sono l'unica ragione di questa scelta.

C'è poi Gianni Mura, ottimo giornalista sportivo, che s'è dato al giallo. Scrive su Repubblica, organo ufficioso dei DS ed edito da Carlo De Benedetti, noto sottoproletario difensore delle masse urbane e suburbane, dei lavoratori e delle aziende in crisi.

L'unico non chiaramente sinistro premiato è Maurizio Molinari, che dal gennaio 2001 fa il corrispondente de La Stampa dagli Stati Uniti. In precedenza è stato corrispondente da Bruxelles e corrispondente diplomatico. Giunto a La Stampa nel 1997 è giornalista dal 1984 ed ha lavorato su politica estera e di sicurezza anche per La Voce Repubblicana, Il Tempo, L'Indipendente, L'Opinione, Il Foglio e Panorama. Inviato in più occasioni nei Balcani, in Medio Oriiente, Iran, Iraq, Nordafrica, Turchia e Corno d'Africa. Il suo libro è dedicato agli ebrei di New York e, al di là delle personali convinzioni politiche dell'autore, c'è da dire che - essendo il Premio Grinzane una roba piemontese - dare qualcosa a "La Stampa" è quasi d'obbligo.

Se i responsabili dell'organizzazione vorranno rispondere a questo nostro commento-notizia, sono pregati anche di dirci quanto costa la manifestazione, da chi è finanziata, quanto vincono i premiati, quali sono i criteri di selezione e premiazione. Grazie.

 

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