di NICOLA GALLINO
Chi ha inventato Torino? Gli Sfizzeri! Arrivavano dal Canton Ticino le legioni di stuccatori e pittori che fra Sei e Settecento hanno decorato le Regge Sabaude: i Casella, Quadri, Bianchi e Aprile. Era campionese l'architetto di corte Michelangelo Garove, luganese lo scultore Carlo Giuseppe Plura, svizzero l'ebanista Giuseppe Bonzanigo.
Piazza Vittorio l'ha disegnata Giuseppe Frizzi da Locarno e il neoclassico Borgo Nuovo Giuseppe Leoni da Breganzona. Sono ticinesi il pittore Carlo Bossoli e lo scultore Vincenzo Vela, quello del monumento davanti Palazzo Madama. I grigionesi Bosio & Caratsch impiantano le fabbriche di birra in riva al Po, e dalla famiglia birraia Boringhieri esce Paolo il grande editore. Pure lo sport sotto la Mole lo introducono loro: la Società Ginnastica nel 1844 ad opera di Rodolfo Obermann, l'ingegnere Adolfo Kind pioniere dello sci, gli svizzeri Edoardo Bosio e Alfred Dick che nel 1897 mettono mano al portafoglio per aiutare un sogno di studenti chiamato Juventus. Dick ne è presidente nel 1905-6: ma litiga, e una sera alla birreria (svizzera) Vogt di piazza Solferino fonda il Torino Calcio. Quattro secoli di legami fra Torino e il paese di Guglielmo Tell sono ora raccolti in Svizzeri a Torino, un volume di settecento pagine ma organizzato in tanti contributi monografici e godibili.
L'ambasciatore elvetico in Italia Bernardino Regazzoni e la presidente del Canton Ticino Laura Sadis lo presentano oggi alle 17 a Palazzo Reale nel Salone degli Svizzeri, of course. Altro che scudo fiscale: a Torino il Risorgimento l'abbiamo fatto con i capitali dei banchieri Geisser e De Fernex. E nei momenti bui la Confederazione ha ricambiato offrendo ricetto a profughi ed esuli. Meno male che almeno Cavour era torinese. Lui sì. Ma la mamma, la contessa Adele de Sellon, era di Ginevra.
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