| La visione di Marchionne | ![]() |
| Scritto da Redazione Però |
| Martedì 03 Marzo 2009 19:03 |
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Il nostro obiettivo è quello di mantenere gli stabilimenti di Melfi e Pomigliano, a meno che non ci sia proprio un calo fondamentale della domanda”. Lo ha detto oggi al Salone di Ginevra l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. . “Se ritorniamo a un livello di normalità” ha aggiunto “il problema di Pomigliano si gestisce in tempo. Se invece il mercato dovesse continuare a scendere a questa velocità non c’è nessun produttore che in Europa e nel mondo che può mantenere la capacità produttiva che ha”. “Non ci sono soluzioni facili, dobbiamo continuare a stare sul pezzo e non mollare, non c’è molta allegria in giro. Pomigliano e Melfi” ha detto Marchionne “sono due casi assolutamente diversi. Melfi è specializzata sulla Punto che sta riprendendo specialmente grazie agli incentivi. Ci sono tre mercati, Italia, Germania e Francia che stanno andando piuttosto bene. Abbiamo ricominciato le attività produttive a Melfi”. “A Pomigliano invece” ha aggiunto Marchionne “il problema è più complesso e più difficile perché non è solo lo stabilimento ma è il tipo di prodotto che produce. Stiamo cercando di capire bene quali sono le implicazioni del futuro e di ricomprendere il mercato. C’è stato un cambiamento fondamentale nella distruzione dei prodotti che vengono richiesti. Commentando poi le voci di un possibile aumento di capitale Marchionne ha definito l’ipotesi “bizzarra”. “Riconosco totalmente l’impegno che Berlusconi ha preso nel settore dell’auto e lo ringrazio perché credo che abbiano fatto un grandissimo lavoro”, ha detto Marchionne, che ha lodato al riguardo il lavoro compiuto dai ministri Tremonti e Scajola. “Un impegno simile - ha proseguito - non si può ignorare. Però, quando i due maggiori produttori francesi ricevono complessivamente 6 miliardi di euro di finanziamenti dal governo a tassi d’interesse non ottenibili sul mercato, la Fiat in queste condizioni è messa con le spalle al muro”. “Capisco benissimo l’impegno del governo francese ma noi continuiamo a guardare quale sarà l’impatto finale sulla struttura finanziaria del gruppo e sulla sua capacità di competere. Non possiamo fare a botte con le mani legate dietro alla schiena. Gli aiuti devono andare o a tutti o a nessuno”, ha sottolineato Marchionne. |