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| Fino al 14 gennaio al Baretti in scena La Maria Farrar di Brecht |
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| Scritto da Mara Martellotta |
| Giovedì 13 Gennaio 2011 08:17 |
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Dopo aver inaugurato la stagione con il concerto gratuito di Eva Mei, il cartellone del Baretti presenta un altro appuntamento che vede come protagonista una donna, ovvero La Maria Farrar, scritto da Manlio Marinelli e interpretato in modo straordinariamente intenso da Sara Alzetta va in scena fino a domani sera alle 21. Della infanticida Maria Farrar è una poesia di Brecht che mi ha accompagnato per molti anni. La narrazione di questa che potrebbe essere una ballata di De Andrè, presenta un andamento apparentemente oggettivo e didattico, ma dentro al testo cova un mondo che aspetta solo di esplodere. Questo è quello che ho fatto io in questo testo: ho dato la parola a quel mondo esistenzialmente devastato in cui si cova la ribellione tragica di Maria Farrar, un mondo in cui i poteri violenti e ipocriti dell’istituzione familiare o ecclesiastica pretendono di informare ogni declinazione dell’esistenza di un individuo. A ciò si ribella Maria Farrar. Questo testo per una sola attrice, non è un monologo ma un polilogo, perché innumerevoli sono le voci che si inseguono in questa storia in cui il conflitto, che è alla base dell’evento drammaturgico che reclama la scena, si palesa in un concerto in cui ogni personaggio si incarna in un ritmo, in un tono, in un accento, nella grana della voce che occupa lo spazio e aspira a diventare corpo, corpi, persone. Nato a Borgomanero, Manlio Marinelli, autore e interprete della pièce teatrale, ha vissuto quasi sempre a Palermo, dove ha lavorato come drammaturgo residente con Teatro Libero-Stabile di innovazione della Sicilia, scrivendo (e partecipando alla realizzazione di vari laboratori, spettacoli, eventi culturali. Ha pubblicato una monografia (Per un teatro degli spazi) e collaborato ad alcune testate palermitane. ‘Emilia’ ha vinto il premio Fersen, è andata in scena sotto forma di lettura spettacolo per il festival Tramedautore, al teatro out-off di Milano e come spettacolo per il festival Quintessenza, al teatro I Candelai di Palermo, con la regia di Domenico Bravo. Altri testi (Emilia, Condannati alla colpa) sono pubblicati nei primi due volumi delle antologie Premio Fersen della casa editrice Editoria e Spettacolo. Sara Alzetta si è formata a Roma e a Milano. Ha lavorato al Piccolo Teatro di Milano, in diversi spettacoli di Giorgio Strehler, proseguendo, poi, il suo percorso professionale sotto la direzione di Giancarlo Cobelli, Walter Manfrè, Marco Mattolini, Nanni Garella, Gianfranco De Bosio, Armando Pugliese, Giuseppe Dipasquale, Massimo Castri, Toni Servillo, Alessandro Marinuzzi. Da un paio d’anni si è avvicinata alla sperimentazione video e alle arti visive in generale, lavorando come performer per diversi artisti. Protagonista di “Sara”, cortometraggio di Francesco Momberti, presentato al Torino Film Festival all’interno dell’iniziativa “Walls & Border” Molti ancora sono gli spettacoli dedicati alle donne o dalle donne messi in scena che compongono il cartellone 2010/2011 del Baretti : - Scuola sostantivo femminile, in scena a febbraio; - La leggenda di Redenta Tiria, raccontata da Corrado d’Elia, dal romanzo di Salvatore Niffoi, in scena a marzo; - Mobbing Dick di Caroline Pagani e Agrippina della Compagnia controluce, entrambi in scena a maggio; - Un’eredità senza testamento sulla storia della partigiana Laura Seghettini, in scena ad aprile. CineTeatro Baretti Via Baretti 4, 10125 Torino - Tel.e fax 011 655 187 |




