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Al Teatro Carignano di Torino martedì 8 febbraio alle 20.45, Produzioni Fuorivia e Teatro Stabile di Torino presentano in prima nazionale lo spettacolo "18 Mila giorni/Il pitone", testo originale di Andrea Bajani, con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa, per la regia di Alfonso Santagata. Disegno luci di Andrea Violato, elementi scenici di Massimo Violato e musiche originali di Gianmaria Testa. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio dei Sindacati CGIL, CISL, UIL, UGL. Riflessioni personali e epocali di un uomo che, dopo diciottomila giorni di vita, ovvero a cinquant’anni, perde il proprio lavoro e scopre come siano mutate radicalmente le prospettive e le aspettative sociali in Italia, da un’epoca in cui il lavoro era un diritto e un elemento fondante dell’umana dignità, al trionfo dell’odierno precariato, divenuto forma più o meno palese di ricatto sociale. 18 mila giorni/Il pitone - basato su un testo dello scrittore torinese Andrea Bajani - vedrà protagonisti Giuseppe Battiston, pluripremiato attore di cinema e teatro (ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Ubu come miglior attore italiano per Orson Welles’ Roast ed è stato appena insignito del premio internazionale “Alberto Sordi”), insieme al cantautore Gianmaria Testa che comporrà brani inediti appositamente per lo spettacolo. «C’è stato un momento - scrive l’autore Andrea Bajani, che ha appena vinto il premio Bagutta per il suo ultimo romanzo “Ogni Promessa” edito da Einaudi - in cui ci siamo svegliati, e ci siamo resi conto che quello che prima avevamo non c’era più, si era volatilizzato. Come tornare a casa, cercarsi il portafoglio dentro la tasca e sentire che dentro la tasca c’è un vuoto dove prima era pieno. Si resta così, con un senso di tradimento che brucia. Perché quello che ferisce di più, oltre al furto, è il non essersi accorti di nulla, l’inganno di una mano che si infila, ti deruba, e poi se ne va via impunita. Ecco, io quando penso a che cosa è successo al lavoro in Italia, e dunque all’Italia, penso a quella stessa sensazione di tradimento. Com’è possibile, mi chiedo ogni volta, che dopo tanti anni un giorno ci siamo svegliati, e quello che avevamo dato per scontato - il lavoro - non c’era più, si era volatilizzato? Com’è successo che un giorno ci siamo svegliati e il lavoro, da diritto che era, era diventato una concessione, e ciascuno era disposto a sbranare il vicino pur di salvarsi? Com’è successo che l’Italia una mattina si è svegliata, e tutto quel che aveva messo da parte non c’era più?». Per il regista Alfonso Santagata: «la perdita del lavoro, accompagnata dalla perdita di identità, è qualcosa di vergognoso, un’umiliazione nei confronti della famiglia, dei vicini e del mondo che ti circonda. Il protagonista, disoccupato, è ridicolo; non riesce a rialzarsi dai colpi subiti da una società cinica, volubile e consumistica che butta via tutto ciò che non rende più. Questo è l’argomento che ci ha coinvolto tutti quanti. Fa un certo effetto pensare che “18 mila giorni” corrispondono a 50 anni, un’età che non dà nessuna certezza per il futuro e che, anzi, rappresenta un impedimento. Le carriere in transito prendono il sopravvento. Perdere tutto in un pomeriggio, lavoro, moglie e figlio, è un paradosso quotidiano, può capitare a chiunque. Con il teatro e la musica e con la speranza che questo mondo che sembra essere immutabile possa essere cambiato, noi affronteremo e racconteremo questa storia». INFO BIGLIETTERIA: Biglietti: intero € 29,00 Recite: martedì, mercoledì, venerdì e sabato, ore 20,45; giovedì ore 19,30; domenica ore 15,30. Biglietteria Teatro Regio - Teatro Stabile Piazza Castello, 215 Torino - Telefono 011 8815241/242 (orario dal martedì al venerdì 10,30/18,00 - sabato 10,30/16,00
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