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| Fino al 15 maggio al teatro Carignano Aspettando Godot di Beckett nella versione di Carlo Fruttero |
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| Scritto da Mara Martellotta |
| Lunedì 02 Maggio 2011 17:46 |
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Debutta martedì 3 maggio, alle 20.45, al teatro Carignano di Torino, Aspettando Godot di Samuel Beckett, versione italiana di Carlo Fruttero, con la regia di Marco Sciaccaluga, le scene di Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl, i costumi di Catherine Rankl, le musiche di Andrea Nicolini e le luci di Sandro Sussi. Lo spettacolo è interpretato da Ugo Pagliai (Estragone), Eros Pagni (Vladimiro), Gianluca Gobbi (Pozzo), Roberto Serpi (Lucky), Alice Arcuri (il ragazzo). Aspettando Godot - prodotto dal Teatro Stabile di Genova - sarà replicato al Teatro Carignano fino al 15 maggio 2011 per la Stagione in Abbonamento del Teatro Stabile. Samuel Beckett è il primo tra gli autori del teatro dell’assurdo a raggiungere la notorietà internazionale con Aspettando Godot, a Parigi nel 1953, tragicommedia in due atti composta tra il 1948 ed il 1949 e andata in onda in una versione breve per la radio nel 1952. Come nelle Serve di Jean Genet, in questo testo domina il tema della servitù, non condizione sociale imposta e miserevole, ma presupposto ambiguo, vischioso, nel quale le vittime si compiacciono, pur fantasticando possibili vie d’uscita, e nella quale vogliono restare fino a una morte che, come paradossale condanna, sembra non arrivare mai. In una lettera l’autore scrive così a proposito dell’opera: «non so chi sia Godot. Non so neanche, soprattutto, se Godot esiste. E non so se ci credono o meno, i due che lo aspettano. L’entrata in scena degli altri due verso la fine di ognuno degli atti è forse dovuta al bisogno di rompere la monotonia. Tutto quello che ho potuto sapere l’ho mostrato. Non è molto. Ma mi è sufficiente, e di gran lunga. Direi che mi sarei anche accontentato di meno. Quanto a voler trovare a tutto questo un senso più ampio e più elevato, da portarsi via dopo lo spettacolo, con il programma e il gelato, sono incapace di trovarci l’interesse». Una sera, in una strada di campagna Vladimiro ed Estragone, relitti umani, aspettano vicino a un albero l’arrivo di Godot, facendosi incessantemente domande a cui non possono rispondere. L’attesa è rotta dall’arrivo del canagliesco Pozzo, che tiene legato con una cinghia Lucky, costretto a trascinare valigie piene di sabbia. Sono personaggi la cui drammaticità si compone di grottesco, comico, assurdo, vuoto, parole, silenzi, attesa e testarda ostinazione. Condannati a parlare, negano quel che hanno appena detto, si contraddicono per il puro gusto di non affermare nulla. In questa nuova edizione diretta da Marco Sciaccaluga, i protagonisti sono due tra gli attori più blasonati del nostro teatro: Ugo Pagliai ed Eros Pagni. Dopo il successo di Re Lear, andato in scena nella stagione 2009/2010 del Teatro Stabile di Torino, Sciaccaluga ha trovato le ragioni per affrontare uno dei classici del Novecento: «Quando lavorando sulla grande scena tra il pazzo Lear e il cieco Gloucester, non solo ho constatato con Jan Kott quanto di Beckett ci fosse in Shakespeare, ma mi è cresciuta progressivamente la curiosità e la voglia di vedere anche quanto Shakespeare ci fosse in Beckett, se lo si affronta senza pregiudizi: come si fa con un classico».
INFO BIGLIETTERIA: Biglietti: Intero € 29,00 Recite: martedì, mercoledì, venerdì e sabato, ore 20,45; giovedì, ore 19,30; domenica, ore 15,30; lunedì, riposo. |





