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Università, tasse esagerate Potrebbe restituire 21 milioni Stampa
Notizie
Scritto da Repubblica   
Giovedì 24 Novembre 2011 09:01

IL CASO

La lista degli "Studenti indipendenti" sta meditando di rivolgersi al Tar come hanno fatto i colleghi di Pavia. Anche il Poli nella lista degli atenei esosi

di OTTAVIA GIUSTETTI
Sono più di 21 milioni di euro i soldi che l’Università di Torino potrebbe dover restituire agli studenti se il Tar si pronunciasse come ha fatto a Pavia per rispondere al ricorso dell’Udu, l’Unione degli universitari. Ben più in alto di Pavia sta infatti Torino, nella graduatoria delle università che superano la soglia di legge sulle tasse. E anche il Politecnico è nella lista degli atenei «fuorilegge» ma molto più in basso, al quartultimo posto, con una cifra di poco più di un milione di euro che corrisponde a neppure l’1 per cento in più del 20 del Fondo di funzionamento ordinario. In via Verdi non è il primo anno che accade ma è di sicuro la prima volta che si raggiunge, sommando tutte le contribuzioni degli studenti del 2010, quota 28,39 per cento del Fondo di funzionamento ordinario, ovvero il finanziamento annuale che il ministero invia a ogni singola università. "Stiamo raccogliendo tutti i dati per valutare se presentare anche a Torino ricorso, ma l’idea di noi studenti è piuttosto di portare avanti una rivendicazione a livello nazionale — spiega Chiara Fiore, portavoce della lista Studenti indipendenti all’Università — la sentenza di Pavia infatti non si basa solo sul superamento della soglia del 20 per cento del Fondo di funzionamento ordinario, ma su dati più dettagliati riguardo alle contribuzioni e al bilancio".

La preoccupazione degli studenti è però che con ricorsi in

massa in tutta Italia si ottenga in realtà un effetto negativo, si incentivi cioè una decisione ventilata da tempo: abolire per legge l’obbligo degli atenei di mantenere l’ammontare della contribuzione studentesca al di sotto del 20 per cento del Fondo di funzionamento ordinario. Sarebbe una soluzione drastica ed efficace per evitare i ricorsi, ma darebbe il via a una giungla contributiva in cui ogni università sarebbe libera di stabilire quante tasse far pagare ai suoi iscritti.

Per quel che riguarda Torino, poi, bisogna dire che proprio qui sono anni che le imposte non vengono aumentate per scelta politica di ateneo. Lo scorso anno sono stati addirittura gli studenti a imporre un nuovo modello contributivo secondo nuove fasce di reddito. Al contrario è aumentato il numero di immatricolati e, soprattutto, è sceso drasticamente il contributo del ministero, appunto il Fondo di funzionamento ordinario. Al Politecnico, dove è rimasto sostanzialmente invariato (grazie alla quota premiale istituita dalla Gelmini), non si è verificato questo anomalo sforamento del tetto. Solo a Veterinaria per il 2011 è stata introdotta una tassa aggiuntiva di 350 euro all’anno, ma i numeri di questa facoltà sono piccoli e non così incisivi sulla somma complessiva.

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