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| Lunedì 19 Dicembre 2011 14:02 |
L'annuncio del presidente di Palazzo Lascaris Cattaneo. Altra mossa: bloccare per il 2012 e 2013 l'adeguamento Istat dei vitalizi in corso
La Regione Piemonte intende abolire il vitalizio dei consiglieri regionali e bloccare, almeno per il 2012 e 2013 l'aggiustamento Istat dei vitalizi già in essere.
Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, nella conferenza stampa di fine anno in cui ha fatto il punto sull'attività 2011 e indicato i progetti per il 2012.
''Intendiamo abolire il vitalizio consiliare - ha detto Cattaneo - e istituire una alternativa introducendo un meccanismo contributivo. Ho già verificato che sulla proposta esiste consenso, e proveremo ad approvare la novità entro fine anno. L'Ufficio di presidenza ha già preparato un testo, che potrebbe essere approvato come urgente, per dare ai cittadini un segnale, dimostrando che di fronte ai loro sacrifici anche noi stiamo facendo la nostra parte. Bloccheremo anche l'aggiustamento Istat dei vitalizi, almeno per il 2013. E' la cosa giusta da fare, di fronte alle rinunce che affrontano i pensionati".
Alcune Regioni come Marche, Umbria ed Emilia Romagna, ha riferito Cattaneo hanno già compiuto il passo dell'abolizione del vitalizio, e la Lombardia ci sta lavorando. La cancellazione sarà operativa a partire dalla prossima legislatura.
(19 dicembre 2011) © Riproduzione riservata
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 14:01 |
CALCIO
Indossano le stesse scarpette di Del Piero o di Ibra, ma a differenza dei loro campioni i Pulcini, calciatori tra gli otto e i dieci anni, ora i falli se li fischiano da sé. Una scommessa della Figc perché i bambini imparino ad autogestirsi Come quando si era all´oratorio. Siamo andati a vedere la partitadi MAURIZIO CROSETTI
"Edo, ma a quanto è finita?". "Due a uno". "Sì, ma per chi?". Edo è quello che marcano a uomo, anche se lui è un uomo alto appena un metro e dieci. Uno strano uomo chiamato Pulcino, perché così viene definita da sempre la categoria in cui giocano a pallone i bambini dagli otto ai dieci anni. Calciatori in tutto e per tutto. Hanno le stesse scarpette fosforescenti di Ibra e Del Piero. Hanno la fascia per tenere fermi i capelli. Hanno quelle mosse del corpo, e le grinze sul viso quando la palla scappa. Hanno le maglie appena un po´ più grandi dei sogni, e infatti ci ballano dentro. Però non hanno più l´arbitro.
In campo senza l'arbitro
È un esperimento della Federazione italiana giuoco calcio, vale per tutta Italia e l´ha pensato Gianni Rivera, che è presidente del settore scolastico azzurro. I Pulcini sono circa 211mila, divisi in circa 7.200 scuole calcio. Due squadre, sette contro sette, tre tempi di quindici minuti l´uno, il campo è ridotto (si gioca nel senso della larghezza e si mettono le porte sulle linee laterali) e più nessuno che fischi i falli, le rimesse, i rigori (il fuorigioco no, perché tra i Pulcini non esiste). Quando l´azione è dubbia, sono i bambini a decidere chi ha ragione: come quando giocano
al campetto, o in cortile, o all´oratorio, anche se in Italia sono quasi spariti campetti, cortili e oratori. Quando eravamo piccoli funzionava così ed era più difficile perché le porte non avevano pali né traverse, solo borse o maglioni o sassi per terra. Eppure, tutti sapevamo se fosse gol o no. E nessuno provava a fregare.
Un sabato pomeriggio in via Occimiano, dove Torino scolora verso nord, e fa quasi freddo, ed è già quasi buio. I bianchi del Barcanovasalus sfidano i grigi del Gassino: sono nati tutti nel 2001, più o meno l´altro ieri. Sulla tribunetta, mamme e papà e nonni guardano la partita e scrutano il futuro, cercando auspici e la vita che non ebbero. Il campo è sintetico, di un bel verde pennarello. Ai confini di svariati orizzonti, la fabbrica delle ruspe, una gru immobile contro il cielo di peltro, qualche albero rosso, i fanali delle auto sullo stradone, laggiù. E un insolito, affascinante silenzio. Perché le partite di calcio ospitano molti rumori, il tonfo sordo della palla, il fruscio dell´erba quantunque plastificata, le voci dei giocatori e degli allenatori, e di solito per contenerli tutti c´è il trillo di un fischietto. Qui invece no, ed è un silenzio dal quale cominciare.
"All´inizio ero scettico, temevo le reazioni dei genitori, la confusione. Però mi sono ricreduto: mamme e papà stanno zitti. Ora che hanno perduto l´arbitro, mica possono insultare i bambini". Giorgio Lovato ha 68 anni, ancora insegna matematica al liceo e dopo trent´anni passati in panchina fa il presidente del Barcanovasalus, diciotto squadre in tutto, più di trecento ragazzini dai cinque anni (cinque!) in su. Una gloriosa società della periferia torinese, dove un tempo c´erano i campi delle lavandaie e oggi uno snodo di strade e un accumulo di case, con l´erba ogni tanto. Per gestire le dinamiche complesse dell´agonismo infantile, complesse soprattutto per gli adulti, il Barcanovasalus ha chiesto aiuto nientemeno che allo psicologo. Il dottor Mario Salvetti organizza corsi di formazione per allenatori e dirigenti e riunioni con le famiglie. Per prima cosa, si legge ai genitori l´ultima statistica sull´eventuale approdo in serie A: ci riesce un bambino su 31mila, e chi vuol capire capisca. "Credo molto in questo lavoro che favorisce le relazioni con i bimbi e gli adulti. Lo sport dovrebbe essere un´esperienza di crescita, non uno sfogo di frustrazioni né un accumulo di aspettative". E la cancellazione dell´arbitro, del giudice supremo, sta funzionando? "I bambini acquisiscono la consapevolezza delle regole e la difficoltà nel decidere, però io credo che la figura dell´arbitro rimanga fondamentale. Perché lui, di quelle regole è il garante. Nell´età della crescita non si può fare tutto da soli, serve qualcuno che spieghi il perché".
Una specie di arbitro muto, in realtà, resiste. È il cosiddetto «dirigente di campo». Nel nuovo esperimento voluto da Rivera se ne sta da parte, fischiando solo l´inizio e la fine del gioco. Interviene in casi rarissimi: per esempio, se i bambini litigano. Ma oggi, bianchi contro grigi, non ce n´è bisogno. Il gioco scorre bene, è fluido e corretto. Il problema è arrivare sul pallone, non sulle caviglie dell´avversario. Edo e Denis, Samu e Andrea, Roby e Manu si gridano consigli ("vai sul setteeeee!"), il portiere urla "miaaaaa!" e poi abbranca la palla come se veramente fosse una sua proprietà indivisibile.
Poi, certo, l´uomo è quel meccanismo complesso che non si semplifica solo in virtù di misure ridotte. Così il numero 11 dei bianchi tocca il pallone con la mano, lo vedono tutti ma lui nega: sale un bisbiglio dalle tribune, con nitida prevalenza femminile. "Perché ormai le mamme portano i figli all´allenamento, sono le loro autiste e segretarie, e alcune si sentono pure esperte di tecnica e tattica", racconta il presidente. Lui, essendo insegnante, gode di un doppio osservatorio: "Noi adulti nel tempo siamo peggiorati, non loro, i piccoli. Invece di fidarci di professori, maestri e allenatori, contestiamo le decisioni di chi ne sa di più e diamo sempre ragione a nostro figlio. Così alleviamo generazioni di bambini iperprotetti che diventeranno adulti fragili".
Fragile è anche la capacità di fermarsi quando è fallo decidendo che sì, ha ragione l´avversario. I bambini, in proposito, hanno idee chiarissime. "Io preferivo l´arbitro!". "L´altra squadra, se è fallo non si ferma mai, va a tutta birra e non è giusto". E tu cosa fai, allora? "Io grido "fallooooo!, però non serve a niente". Solo gli altri fanno così? "Eh no, pure noi cerchiamo di restituire il colpo nell´azione dopo, mica siamo scemi!".
Ogni tanto dalle tribune si alza qualche timida voce, se il cucciolo rotola a terra è difficile frenarsi con la bella scusa del fair-play, e questo conferma la vecchia teoria: la migliore squadra da allenare sarebbe una squadra di orfani e forse vale anche a scuola. Solo ragazzi e allievi, ecco il prossimo esperimento da tentare.
"I genitori sono essenziali, nello sport, per organizzare le attività e collaborare, però bisogna mettere dei paletti". Giuseppe Cotroneo è il dirigente responsabile dell´attività di base al Barcanovasalus. "Proviamo a togliere dalla testa degli adulti aspettative impossibili. Bisogna dire che lo psicologo viene ascoltato, anche se poi non è mai facile. Io stesso ho mio figlio che gioca a pallone, nello sport l´emotività di un genitore può far danni".
Certo è curiosa questa democrazia in miniatura, l´autogestione del pallone senza più l´adulto col fischietto. Come una classe senza maestra: chi mantiene l´ordine, alla fine? Eppure, invece del caos così probabile, il lungo pomeriggio dei bianchi contro i grigi scivola via tranquillo. Si svirgola e si tira al volo, si cade e ci si rialza, perché poi è questo l´invito più frequente degli allenatori ("Dài, continua che è buona, non fermarti!") e i piccoli ascoltano. Tutti dietro alla palla, naturalmente. L´allenatore dei bianchi, che si chiama Eugenio Acquaviva ("Rinunciare all´arbitro è una buona idea, ma forse non siamo ancora pronti"), a un certo punto dice una cosa bella, quando invita uno dei suoi a chiedere scusa all´avversario dopo un calcione. E quell´uomo alto un metro e dieci lo fa.
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 14:01 |
IL LUTTO
Sono stati fissati per le 11 le esequie della presidente della Fondazione Musei di Torino e ultimo primo cittadino donna della città
di MARINA PAGLIERI
SE NE è andata ieri in seguito a una grave malattia Giovanna Cattaneo Incisa, signora dell'arte torinese, ma anche secondo sindaco donna di Torino, nominata all'importante carica nel '92. I funerali si svolgeranno mercoledì mattina nella chiesa della Beata Vergine nel quartiere della Crocetta. Per l'occasione i musei civici chiuderanno fino alle 13. La notizia della sua scomparsa lascia sgomento il mondo della cultura cittadina, in cui lei ha operato per anni, con una presenza attenta e assidua e con un impegno costante. Fino a poche settimane fa ha continuato a frequentare l'ufficio alla Gam, il suo museo, di cui è stata presidente dal 1997 al 2002, quando questo si era trasformato in istituzione autonoma. In quell'anno ha assunto poi la guida della Fondazione Torino Musei, che raggruppava e raggruppa tuttora - si è trattato di una formula all'avanguardia nel panorama nazionale - i musei della città: oltre a quello di via Magenta, Palazzo Madama, il Mao, il Borgo e la Rocca Medievale. Nel 2008 il rinnovo dell'incarico e l'avvio del secondo mandato, che proseguiva tuttora.
Giovanna Cattaneo, vedova di Roberto Incisa della Rocchetta, ex dirigente Fiat, lascia i tre figli, Oddone, amministratore delegato di Fga Capital, Rodolfo ed Emanuele e gli amati nipotini, con cui le piaceva trascorrere le ore libere dagli impegni.
"Vorrei che alla fine del mio mandato si dicesse che ho trasformato la Gam, la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, in un museo che può stare alla pari con i musei internazionali, anche dal punto
di vista dei servizi. Un luogo conosciuto e frequentato dai torinesi, un punto d'incontro dove andare non solo per visitare le collezioni o una mostra, ma anche per comprare un libro o prendere qualcosa al bar" aveva detto nel 1999 in un'intervista a Repubblica. I mandati sono stati poi più di uno, di sicuro ora il museo della città è cambiato e di sicuro per questo molto deve alla sua operosa attività a fianco dei direttori, Piergiovanni Castagnoli dal '99 al 2009 e, da quell'anno in poi, Danilo Eccher.
Giovanna Cattaneo era nata a Torino il 4 novembre del 1942. L'approdo ai musei torinesi è arrivato dopo una collaudata esperienza politica, a cui era approdata nel 1975. Tra questa data, e l'elezione nel '92 a primo cittadino, si colloca una lunga militanza nel Partito Repubblicano, un periodo trascorso in Brasile al seguito del marito ("con i bambini piccoli al seguito, a fare vita da signora, come qui avveniva prima della guerra", aveva raccontato), incarichi di consigliere comunale (dal '90 al '97, e di presidente della Commissione Cultura nel '90 e dal '93 al '97), quindi un mandato da assessore alla Viabilità, al tempo della giunta Zanone.
Nel febbraio '92 la nomina a sindaco, in cui era succeduta a Zanone, che aveva dato le dimissioni, nel dicembre 91, per dedicarsi soltanto al lavoro "È stata di sicuro un'esperienza interessante, anche se nella situazione in cui mi trovavo il sindaco non aveva potere - aveva raccontato, qualche anno dopo con grande franchezza. - Cercavo di prendere posizioni che i politici non mi lasciavano prendere. Ricordo come più esaltante il periodo in cui sono stata assessore alla viabilità, al tempo dell'acceso dibattito sull'apertura della Ztl". Dopo dieci mesi stressanti, tra le liti delle varie anime del pentapartito che doveva appoggiarla, Giovanna Cattaneo si dimise e il Consiglio comunale sciolto. Così si concluse la "Prima repubblica" della sala Rossa.
Nel '93 Giovanna Cattaneo entrò a far parte di Alleanza per Torino e del gruppo di appoggio alla candidatura di Valentino Castellani a sindaco: proprio al tempo del secondo mandato di Castellani, giunse la nomina alla Gam. E, con questa, l'inizio di un'attività diversa: "Io amo al cultura, soprattutto la musica e l'arte, ma non ho competenze specifiche: in Galleria metto a frutto semmai la mia esperienza nel campo della politica e dell'amministrazione" aveva commentato.
Un'attività nuova per lei, intrapresa negli anni in cui la città stava conducendo la sua scommessa proprio nel campo della cultura. Scommessa in cui Giovanna Cattaneo non ha mai smesso di credere. "Quando arrivo in Galleria, dove trascorro molte ore ogni giorno, cerco di mettermi dalla parte del visitatore e mi chiedo: i locali sono accoglienti, le persone gentili, i pavimenti puliti? Puoi entrare in un museo straordinario, ma se trovi dell'incuria la prima impressione, che è importante, non può certo essere positiva. Questa è una lezione che ci viene dall'estero". Senza di lei, senza la sua presenza vigile e in un certo senso rassicurante - perché per ogni problema, lei c'era - , nel museo di via Magenta si sentiranno da oggi tutti un po' più soli. Una mancanza che si sentirà anche nel mondo dell'arte e della cultura cittadina.
(19 dicembre 2011) © Riproduzione riservata
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 13:00 |
L'annuncio del segretario torinese del sindacato dei metalmeccanici della Cgil: "Richiesta per ogni singolo stabilimento"
I delegati della Fiom parteciperanno alle riunioni delle Rsu, che vengono convocate in questi giorni negli stabilimenti Fiat per votare sull'accordo sul contratto, e chiederanno di attivare la procedura per il referendum abrogativo. Lo ha annunciato il segretario torinese, Federico Bellono.
"I nostri delegati - spiega Bellono - porranno il problema del consenso dei lavoratori. L'articolo 12 del regolamento delle Rsu prevede che i delegati possano chiedere, a livello di singolo stabilimento, il referendum abrogativo. La richiesta deve essere fatta entro 30 giorni dalla comunicazione dell'accordo. Naturalmente le firme devono essere certificate e, per questo, bisogna nominare una commissione. Chiediamo che tutti si facciano garanti di ciò".
La Fiom nominerà inoltre, entro fine anno, le Rsa (le rappresentanze sindacali aziendali che dal primo gennaio sostituirannole Rsu), ma le farà eleggere dai lavoratori.
"Organizzeremo la votazione negli stabilimenti aperti - dice Bellono - e laddove c'è la cassa integrazione manderemo un avviso agli iscritti perché vengano a votare presso le nostre sedi. Non rinunceremo alle Rsa, ma vogliamo che abbiano una legittimazione democratica". In realtà l'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori prevede che solo le organizzazioni firmatarie dell'intesa possano nominare le Rsa, ma - osserva Bellono - la sentenza di Torino sull'accordo di Pomigliano stabilisce che anche la Fiom debba avere le Rsa.
(19 dicembre 2011) © Riproduzione riservata
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 12:00 |
Staffetta in piazza Castello tra lavoratori delle multiutility, del pubblico impiego e delle Poste per contestare il pacchetto di norme varato dal governo Monti. Per una protesta con sciopero indetta da Cgil, Cisl e Uildi STEFANO PAROLA
Sono un migliaio i dipendenti pubblici che hanno sfidato il freddo per partecipare al presidio di protesta organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Un picchetto in piazza Castello, davanti alla Prefettura, per contestare la manovra economica varata dal governo Monti, che è una vera staffetta tra i dipendenti del settore pubblico
Dalle 8.30 alle 10 sono infatti scesi in piazza i sindacati di categoria delle aziende ex municipalizzate e no che si occupano di acqua, gas, energia elettrica, che hanno incrociato le braccia per tre ore. Dalle 10 alle 12 tocca invece i lavoratori del pubblico impiego (che oggi scioperano per otto ore) rimpolpare la manifestazione, che dalle 12 alle 13 si avvarrà anche della partecipazione dei dipendenti delle Poste, che oggi si astengono dal lavoro per tre ore a fine turno. Completa il quadro l'ora di sciopero a fine lezioni o a fine servizio anche per chi lavora nella scuola statale.
"Protestiamo in piazza - spiega Gianni Esposito, segretario generale della Fp-Cgil - perché la manovra e iniqua e perché anche i piccoli aggiustamenti di questi giorni continuano a colpire il pubblico impiego. Al blocco degli aumenti e del turn over già varate dal precedente governo, si aggiungono nuove tasse e tariffe più alte che causeranno una perdita secca nel potere d'acquisto dei dipendenti pubblici". E ancora, dice Esposito, "c'è una componente di protesta che riguarda nello specifico il Piemonte: la nostra regione subirà infatti le conseguenze della riforma sanitaria, della cancellazione
delle comunità montane e dell'abolizione delle province. Tutti eventi che andrebbero discussi con i sindacati di categoria".
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 09:01 |
Al suo posto un corso di cultura per il turismo internazionale. la decisione dopo il passaggio di un gruppo di docenti al dipartimento di scienze umanistichedi OTTAVIA GIUSTETTI
Via il cinese, l’arabo e l’hindi dalla facoltà di Lingue, le culture dell’Asia e dell’Africa sono costrette a «traslocare» per fare posto a un corso di Cultura per il turismo internazionale. La laurea triennale che conta circa 200 nuove matricole ogni anno è stata soppressa nel corso della seduta del consiglio di Facoltà della scorsa settimana e la decisione deve essere ratificata oggi in Senato accademico. Così si avvia allo scontro finale la perenne contesa tra umanisti e linguisti che in questi anni, sotto le presidenze di Lorenzo Massobrio e di Paolo Bertinetti, si sono disputati potere e favori in ateneo. Ha tutto il sapore di una resa dei conti questa decisione presa giovedì scorso in consiglio a maggioranza: con 7 contrari, 11 astenuti, 21 favorevoli. E i protagonisti non negano.
"In democrazia questi voti bastano, ma non si può non tener conto del disagio" dice Stefania Stafutti, professore ordinario di Lingua e letteratura cinese, presidente del corso appena soppresso "A questo si aggiunga che la decisione è stata presa dopo un acceso dibattito e con una votazione per chiamata nominale, decisa dal preside, Paolo Bertinetti, quando, dopo una prima “chiamata” per alzata di mano, l’abolizione del corso sembrava non aver ottenuto la maggioranza dei consensi". E resa dei conti per cosa? Il gruppo forte dei docenti che insegnano in questo corso di laurea, nella riorganizzazione dell’ateneo di questi mesi, ha scelto di trasferirsi
nel dipartimento di scienze umanistiche, abbandonando quello di lingue, in guerra aperta con il preside. "In accademia è così, la gratitudine si trasforma in risentimento" dice Paolo Bertinetti "Quando sono diventato io preside, il corso in lingue orientali praticamente non esisteva, c’erano solo due ricercatrici che insegnavano. In questi anni abbiamo investito e chiamato docenti, ora questi stessi docenti hanno deciso di “emigrare” con gli umanisti e non si capisce perché dovremmo mantenere il corso triennale. Daremo vita a un curriculum di lingue dell’Asia e dell’Africa nel corso di lingue e letteratura straniere. Tra l’altro, nelle valutazioni degli studenti, questo corso ha ottenuto i giudizi peggiori: sono moltissimi quelli che cambiano a metà percorso e dobbiamo fare i salti mortali per non far perdere loro i crediti".
Di parere opposto sono i professori che sostengono di avere studenti anche da regioni lontane rispetto al bacino di utenza tradizionale di Torino e che vantano la creazione di iniziative importanti come l’Istituto Confucio, che nasce da una partnership dell’ateneo con la China Eastern Normal University, una delle università dal rating più alto di tutta la Cina. "Come è potuto accadere qualche cosa che somiglia di più a un barbaro “regolamento di conti” piuttosto che a una decisione presa per il “bene comune”? dice Stefania Stafutti Anche dopo recenti accordi con la Mahatma Gandhi International Hindi University. Perché la facoltà ha rinunciato alla possibilità di una formazione specifica in questo ambito di studi, la cui validità è confermata da un numero crescente di iscritti?".
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 09:01 |
L'allarme dell'assessore al Bilancio Passoni: "Non vorrei che ci trovassimo a rivedere gli impegni presi"di DIEGO LONGHIN
"NON esageriamo a dare messaggi troppo rassicuranti, lo dico ai miei colleghi di giunta, lo dico anche al sindaco Fassino. Non vorrei che a forza di dare messaggi rassicuranti il Comune faccia la fine del vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro". Il messaggio dell'assessore al Bilancio, Gianguido Passoni, è chiaro: andiamoci piano con le promesse, anche perché il rischio che non possano essere poi mantenute c'è tutto. Insomma, meglio essere chiari subito piuttosto che deludere i torinesi e la città dopo.
L'occasione per lanciare una sorta di avviso ai naviganti, capitano compreso, è una riunione di Sel al "Cecchi Point". Il filo rosso del dibattito è la decrescita, ma la discussione vira rapidamente su manovra Monti, Torino e conti del 2012. "Torino con la manovra Monti ci perde - spiega Passoni - l'Imu, oltre a essere un salasso per i cittadini, porta meno risorse in cassa. Venti milioni in meno per noi, 210 milioni in più per lo Stato. Alla fine i Comuni, tutti, hanno solo una funzione da marionetta, non c'è nessuna autonomia politica. Possiamo solo decidere se aumentare o meno l'aliquota dello 0,3 per mille. E non è detto che questo possa risolvere i problemi".
Assistenza, scuola, cultura e turismo, sono solo alcune delle voci su cui il sindaco Fassino negli ultimi sei mesi ha lanciato messaggi rassicuranti: la situazione dei conti è difficile, gli effetti della crisi e la situazione generale è pesante, ma verranno salvati
alcuni capitoli. Il welfare in testa, come ribadito tre giorni fa, oppure la cultura, asset strategico per Torino. "Non toccheremo nulla sull'assistenza", ripete Fassino. Intanto la corsa ai rincari è iniziata. Si è partiti con le tariffe dei mezzi pubblici e della sosta a pagamento, poi toccherà alla Tarsu, alle addizionali, ai canoni, chiudendo con la nuova tassa di soggiorno. Una caccia alle risorse che non è detto che basti per mantenere le promesse. Passoni lo dice chiaramente riferendosi all'Imu: "Non avendo autonomia politica siamo costretti a mettere la faccia per conto di altri, con la pistola puntata alla tempia. Posso anche dire aumento l'Imu dello 0,3 per mille per garantire l'apertura di due asili nido in più e per mantenere lo stesso livello di assistenza agli anziani. E' una scelta. Ma nelle condizioni in cui siamo, dopo le manovre a cui abbiamo dovuto far fronte, compresa l'ultima, il rischio è che mettiamo la faccia per nulla. Potremmo essere costretti a portare l'Imu al massimo senza però riuscire a garantire ciò che abbiamo promesso. Attenzione, quindi, a prendere nuovi impegni per i prossimi anni perché sarà necessario rivedere gli impegni già presi".
Le partite di fine anno, come l'asta sugli immobili, si sono chiuse senza particolari traumi: "Incasseremo quello che ci aspettavamo di incassare", dice Passoni. Milano, con la gara per gli aeroporti di Linate e Malpensa, è sicura di non sforare il patto di stabilità. A Torino è ancora un'incognita. Una scelta che non dipende solo dai conti: una decisione politica che potrebbe essere presa per dare anche una boccata d'ossigeno sui pagamenti arretrati, anche se il 2012, in caso di uscita dalle maglie del patto, sarà un anno di rigore.
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 00:01 |
Lunedì 19 dicembre 2011
Pagina a cura di GABRIELLA CREMA
“Questa è l’Inghilterra”. Contro il bullismo.
Un documentario per riflettere sul tema del bullismo nelle scuole, all’hub multiculturale Cecchi Point. Videocommunity e l’Associazione Nazionale Museo del Cinema presentano la proiezione del film “This is England” girato nel 2006 in Gran Bretagna da Shane Meadows, alle 21.30 negli spazi di via Cecchi 17. La pellicola, ambientata nel luglio del 1983, racconta la storia del giovane Shaun, ragazzo isolato che ha perso il padre, morto nella guerra delle Falklands. Venuto in contatto con alcuni skinhead, presto entrera? a far parte del gruppo confrontandosi con due valori fino allora sconosciuti: l’amicizia e i modelli maschili di riferimento. Tra le scoperte che il ragazzo fara? frequentando il gruppo ci sara? la conoscenza di Combo, skinhead dichiaratamente razzista che con la sua band tormenta le minoranze etniche locali. In questo contesto Shaun vivra? le intense emozioni che caratterizzano la fase dell’adolescenza e il passaggio all’eta? adulta. La proiezione sarà introdotta da Roberto Agagliate, direttore della 1911 Lokomotif Orchestra, che nell’occasione presenterà al pubblico il progetto “Sbulloniamo in Sette”, promosso dalla 1911 Lokomotif Orchestra in collaborazione con l’Associazione Sostegno Armonico per contrastare gli episodi di bullismo scolastico nell’ambito della Circoscrizione 7 del Comune di Torino.
MUSICA
NOSEDA
E LA 900
Per “I Concerti 2011-2012”, alle 20.30 al Teatro Regio in piazza Castello 215, Gianandrea Noseda sul podio della Filarmonica’900 con Davide Botto, in una rara espressione solistica del contrabbasso, e Barry Douglas al pianoforte, per il concerto dedicato a Nino Rota nel centenario della nascita. Il concerto sarà trasmesso in diretta su Radio3. Biglietti 25/20 euro; info www.filarmonica900.it
UN NATALE BAROCCO
Alle 21 al Tempio Valdese in corso Vittorio Emanuele 23, va in scena il concerto “Natale barocco” per la stagione dell'Accademia Corale Stefano Tempia che con il Coro da camera di Torino e un Gruppo d’archi barocco esegue la “Messa per il Santissimo Natale” di Alessandro Scarlatti diretta da Dario Tabbia. Biglietti 18/12 euro; info 011/5539358.
FUORI I SECONDI!!!
Per l’”Atelier Giovani - Fuori i secondi!”, alle 20 al Teatro Vittoria in via Gramsci 4, è di scena il pianista Daniil Trifonov, scritturato dall’Unione Musicale dopo essersi classificato terzo, nel 2010, al Concorso Chopin di Varsavia, e che nel frattempo ha vinto sia il concorso Rubinstein sia il Cajkovskij. In programma, musiche di Chopin, Schubert-Liszt, Liszt. Biglietti 15/10 euro; info 011/5669811.
VOCI & NOTE TORINESI
Per le “Aurore musicali in Crocetta” alle 20.45 all’auditorium Orpheus in corso Govone 16/a, è di scena il Coro VociInNote di Torino diretto da Dario Piumatti con al pianoforte Gianfranco Montalto e alle percussioni Matteo Trevisan. Ingresso 5 euro; info 011/595292.
SUNSHINE GOSPEL
Alle 21 il Mirafiori Motor Village ospitera? per il quarto anno consecutivo un concerto natalizio a scopo benefico in cui si esibira? il Sunshine Gospel Choir, che torna sul palco di piazza Cattaneo dopo quattro anni. L’incasso della serata sara? interamente devoluto a Find The Cure, comitato no profit che opera a favore delle aree piu? povere del pianeta, allo scopo di attivare nuovi progetti di assistenza medico-sanitara. Info www.mirafiorimotorvillage.it
MUSICAL DI NATALE
Alle 20.30 al Teatro Nuovo in corso Massimo d’Azeglio, va in scena il consueto “Musical di Natale” di beneficenza. Info e prenotazioni 011/4376098. www.verdeeblu.com
LUCA CARBONI LIVE
Luca Carboni in concerto al Teatro Colosseo di via Madama Cristina 71, alle 21 per la presentazione dell’undicesimo album di inediti “Senza titolo” che esce a ben cinque anni di distanza dall'ultimo “Le Band Si Sciolgono”. Info www.teatrocolosseo.it
ANTIMUSICA
Alle 21 al Blah Blah in via Po 21 Catalano vs. Antimusica presentano “Attenti a quei due speciale Xmas show: il primo spettacolo in Italia che ti spiega perché quei cazzo di pantacollant vanno messi con una gonna sopra”.
Info www.blah-blah.it
INCONTRI
PROGETTO FEDERALISTA
“Il Federalismo per una rinnovata Unità nazionale” è il titolo del convegno organizzato da Città di Torino che si tiene dalle 9.30 alle 13.30, nella Sala Bobbio di via Corte d’Appello, 16. Intervengono Corrado Malandrino dell’università del Piemonte Orientale; Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus e Valerio Onida dell’università degli Studi di Milano.
Info www.comune.torino.it/pdf/convegno_federalismo.pdf
OLTRE IL PREGIUDIZIO
Alle 21 nella sala Colonne del Comune, è in programma il dibattito pubblico “Oltre il pregiudizio. L’integrazione possibile”, con il sindaco Piero Fassino, Pietro Marcenaro della commissione Diritti umani del Senato; il segretario del Partito Democratico Paola Bragantini, don Fredo Olivero e altri.
ART SPIEGELMANN
Appuntamento alle 21 al Circolo dei Lettori in via Bogino 9, con Art Spiegelman, celebre maestro del fumetto, che terrà una lezione con immagini nella sola tappa italiana del suo tour europeo dal titolo “What the %@&*! Happened to Comics?”. Ingresso libero; info www.circololettori.it
GINZBURG POLITICO
Leone Ginzburg e la politica, nella sede delle Edizioni SEB27, via Accademia Albertina 21 C, ore 18: lezione di Leonardo Casalino, recitata da Marco Gobetti, Progetto Lezioni recitate a cura della Compagnia Marco Gobetti e del Centro Studi "Pietro Gobetti". Ingresso libero fino a esaurimento posti. Informazioni: www.seb27.it.
TEATRO
GRANDE ALBERTAZZI
Alle 21.30 al teatro Alfieri in piazza Solferino va in s cena “Amleto e altre storie” con Giorgio Albertazzi, Roberta Caronia, Elio D’Alessandro, Selene Gandini e Stefania Masala, per la regia di Daniele Salvo. Biglietti 18/15 euro; info0141/399057.
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| Domenica 18 Dicembre 2011 23:00 |
BASKET
Grande vittoria della Novipiù che soffre, rimonta e vince 69-65 il match contro una delle 16 stelle d'Europadi SIMONE SOLOMITA
Notti così si possono sognare, immaginare per tanto tempo, magari vivere davvero come questa volta è capitato a Casale. La Novipiù vince contro Cantù al termine di una gara stranissima ma dal sapore che più dolce non si può. Finisce 69-65, con il boato di un Palaferraris che sul momento nemmeno ci ha creduto sul serio. Il colpo è a dir poco grosso, di quelli da far notizia. Casale sale a quota sei punti in classifica lasciando Teramo all'ultimo posto solitario in classifica. Se le partite con Cantù e Siena erano state bollate da tutti come le classiche sfide impossibili, la partenza quantomeno può far ben sperare.
Pronti-via e Casale vola. La bomba di Janning porta subito alle stelle l'entusiasmo di un pubblico che dopo il turno di riposo ha una voglia matta di basket. Cantù gioca compassata, forse ancora sulle gambe dopo la sconfitta di pochi giorni fa in Eurolega. L'efficacia di Chiotti non fa più notizia, ma il suo canestro da sotto porta Casale dopo 5' minuti di gioco su un favorevole 10-5. Il canestro fortunoso del neoacquisto Gianella prova a tenere in scia Cantù, ma Casale con la tripla di Malaventura sulla sirena fa schizzare Casale sul 20-8. Primo parziale pazzesco per Pierich e compagni. Unica nota stonata: i tre falli fischiati a Temple che danno a Ferrero la possibilità di riassaggiare il parquet.
Tornati in campo si continua a segnare poco. Basile spezza dalla distanza un digiuno che durava da troppi minuti, dando il là ad una prima
timida reazione. Il Layup di Leunen riporta Cantù su un fattibile -8, ma è ancora una bomba glaciale di Malaventura a tenere a debita distanza i lombardi. La squadra di coach Trinchieri però non ci sta e con un Mazzarino in grande spolvero "con ago e filo" ricuce il distacco abissale, portandolo addirittura ad una sola lunghezza a pochi secondi dalla pausa. Casale rimane impietrita e si va negli spogliatoi sul 30-29.
Shakur fa capolino nella partita proprio nel momento più importante. In appena un minuto Casale si riporta sul +5, ma è soltanto un illusione. Viene infatti fuori l'orgoglio della Bennet ancora ispirata da un super Mazzarino. Shermadini regala ai suoi il sorpasso, 38-36 ed il successivo gioco da tre punti di Gianella e la tripla di Micov sono una mazzata troppo pesante per Gentile e soci che per la prima volta si ritrovano ad inseguire. La schiacciata poderosa di Leunen porta sul +10 Cantù (massimo vantaggio) ma l'orgoglio tutto muscoli di Chiotti non è cosa da sottovalutare. Si va all'ultima pausa sul 42-48.
La quarta frazione è un cocktail da bere tutto in un solo fiato. La tripla di Gentile come Babbo Natale dona speranza ai più bisognosi, caricando a molla uno "Staf" Shakur finalmente a tutto tondo nel match. Canestro da fuori più libero aggiuntivo per il play di Washington che riporta Casale sul -3. Il tecnico fischiato alla Bennet Cantù permette a Malaventura dalla lunetta di limare ulteriormente il divario, prima del grande sorpasso ancora ad opera di Shakur. 54-53. Cantù prova a sparare gli ultimi botti. Markoishvili si sveglia dal letargo con una tripla "spacca-gambe" ma il trio americano casalese non ha intenzione di abbassare ulteriormente la guardia. Janning, ancora Shakur ed il buon Temple ritirato fuori dalla naftalina riportano sul 60-60 una gara incredibile.
Il pubblico è pronto a vivere il solito minuto finale con il fiato sospeso. Il 2/2 di Janning dalla lunetta portano la Junior sul 67-65 a 17'' dalla sirena. Cantù ha fra le mani la palla della possibile vittoria o quantomeno di un saggio overtime. Basile opta per la prima ipotesi ma questa volta la sua tripla si infrange sul ferro permettendo all'"uomo ovunque" Shakur di catturare un rimbalzo difensivo dal valore inestimabile. Il fallo su Gentile porta Casale ancora alla lunetta. Il play di Maddaloni fa "bingo" regalando a Casale la terza vittoria stagionale. 69-65 per la Novipiù. Insomma, una notte di quelle da incorniciare.
Intanto con una nota sul proprio sito ufficiale la Novipiù Casale ha comunicato che a partire da domani comincerà la prevendita in vista del derby con Biella di venerdì 30 dicembre, orario d'inizio 20.30. per maggiori informazioni visitare il sito www. asjunior. com.
NOVIPIU' CASALE: Malaventura 8 (0/2, 2/3), Gentile 6 (0/3, 1/2), Nnamaka, Pierich (0/1 da 2), Martinoni (0/1 da 3), Chiotti 14 (6/10), Temple 4 (0/1, 0/1), Stevic (0/1 da 2), Ferrero (0/1, 0/1), Shakur 20 (7/15, 0/4), Janning 17 (2/3, 3/8). All.: Crespi
BENNET CANTU': Micov 12 (3/7, 1/1), Ortner ne, Markoishvili 5 (1/3, 0/3), Leunen 6 (2/4, 0/1), Marconato, Mazzarino 15 (1/1, 3/5), Diviach ne, Gianella 7 (1/3, 0/2), Shermadini 11 (4/6), Cinciarini 2 (1/3, 0/1), Bolzonella ne, Basile 7 (2/8 da 3). All.: Trinchieri.
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| Notizie |
| Scritto da Repubblica |
| Domenica 18 Dicembre 2011 23:00 |
E' accaduto a Chiomonte. La vittima è il comandante di Strambino. Aveva 47 anni ed era padre di quattro figlidi MEO PONTE
LUTTO improvviso per l'Arma dei carabinieri. Il comandante della stazione carabinieri di Strambino è morto ieri nel cantiere della Tav a Chiomonte, stroncato da un infarto. Il maresciallo Mariano Noro, 47 anni, padre di quattro figli, da quindici stimatissimo comandante della stazione di Strambino ieri era impegnato con altri commilitoni nel consueto turno di sorveglianza del cantiere Ltf. Aveva preso servizio poco dopo le 13 e avrebbe dovuto restare di guardia sino alle 19. Verso le 15 però il sottufficiale, impegnato nella sorveglianza del cancello numero cinque, ha accusato un fortissimo malessere allo stomaco. "Pensava che fosse dovuto ad un panino che aveva mangiato in fretta poco prima di iniziare il suo turno di servizio" spiegano i responsabili del cantiere.
I commilitoni lo hanno soccorso e sistemato sull'auto di servizio. Il maresciallo Noro però, poco dopo, per l'acuirsi del dolore, si è reso conto che non si trattava di un banale mal di stomaco ma di qualcosa di ben più grave e ha invocato aiuto. I soccorsi prestati dai suoi compagni di turno e dai responsabili del cantiere sono stati del tutto inutili e il sottufficiale è spirato in pochi minuti.
A Chiomonte sono arrivati il Generale Pasquale La Vacca comandante della Legione carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta, il Colonnello Roberto Massi, a capo del Comando provinciale di Torino, e il tenente Claudio Sanzò, comandante della Compagnia di Ivrea, dove ricadeva la stazione di Strambino. Noro, che durante l'attività aveva prestato servizio
anche nella squadra di polizia giudiziaria della procura di Torino, nel era stano nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
(18 dicembre 2011) © Riproduzione riservata
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