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Dalla rete
Ledesma: «Lazio, aspetto un incontro con Lotito» Stampa
Calcio
Scritto da Tuttosport   
Venerdì 20 Agosto 2010 18:52
ROMA, 20 agosto - Cristian Ledesma sta aspettando. Il rinnovo con la Lazio ancora non arriva e il giocatore italo-argentino è in attesa di una chiamata del presidente Claudio Lotito per apporre la sua firma sul rinnovo contrattuale che lo legherà alla società biancoceleste nei prossimi anni. Lo ha confermato in un'intervista esclusiva del giocatore a Lazialità.it. Ecco il punto di vista del centrocampista sulla controversa vicenda:

Cristian a che punto siamo?
«Sto ancora aspettando l'incontro con la società. Non c'è un giorno fissato per l'appuntamento. L'ultima volta ci siamo visti la scorsa settimana eravamo in tre: io, il presidente e l'allenatore, il mister si voleva sincerare che tutta la situazione fosse risolta nel miglior modo possibile. Lì per lì ci siamo dati appuntamento per mettere nero su bianco anche con il mio procuratore nei giorni successivi, ma ancora niente».

Che vi siete detti in quella occasione?
«Io ho ribadito il fatto che se l'offerta era ferma all'ultima proposta, quella di luglio scorso, non avrei firmato. Non mi sembrava e non mi sembra giusto, non credo che in questo modo la Lazio abbia fatto il massimo per trattenermi. Al che il Presidente ha cercato di trovare una via intermedia attraverso la promessa di un piccolo ritocco mediante dei bonus e di questo si doveva parlare nel nuovo incontro».

Ma l'incontro ancora non c'è stato...
«No, il Presidente mi disse che doveva partire per Cortina e che non sapeva quando fosse ritornato. Mi disse che con un permesso per assentarmi dagli allenamenti avrei potuto raggiungerlo anche a Cortina. Due giorni dopo era a Formello per la presentazione di Hernanes, ma in quella occasione non mi disse nulla, non mi comunicò la data. Io sarei disposto ad incontrarlo anche ora, però mi dispiace che lui alle domande dei giornalisti abbia risposto che ora la palla passa nelle mie mani, in realtà sono ancora in attesa dell'incontro chiarificatore che mi aveva promesso a voce, infatti in presenza dell'allenatore preferimmo tutti non parlare di cifre».

C'è chi ha detto che il contratto offerto a Ledesma fosse il più alto della rosa dopo quello di Zarate ed Hernanes...
«Io non voglio entrare nel merito di quanto guadagnano i miei compagni perché non sarebbe giusto e sicuramente loro meritano i loro stipendi. Se io avessi ritenuto giusta l'offerta che mi è stata fatta, avrei già firmato. Mi è dispiaciuto leggere da qualche parte di cifre non veritiere, che mi sarei permesso di rifiutare. Si è un po' abusato dei numeri a parer mio...neanche dei contratti di grandi campioni come Kakà o Ronaldinho si è parlato con tanta minuziosità e accanimento».

La volontà di Ledesma ovviamente è quella di rimanere alla Lazio...
«Se non avessi voglia di rimanere avrei chiuso tutte le vie per un eventuale rinnovo del contratto o avrei chiesto la cessione. La Lazio mi ha dato tanto e altrettanto penso di aver dato io in campo, e comunque dopo tutto quel che ho passato l'anno scorso mi sono seduto ad un tavolo con la società per cercare l'accordo. Avrei potuto aspettare in silenzio la scadenza per mettermi d'accordo con un'altra società, ma non è quel che voglio. La mia priorità è quella di rimanere in una grande città, con un pubblico che mi vuole bene, in una squadra a cui tengo. Non mi piace fare proclami, ma ciò che sento per questa maglia l'ho sempre dimostrato sul campo altrimenti mi sarei fatto da parte già molto tempo fa, invece, ora vorrei cercare di risolvere questa situazione nella miglior maniera possibile in modo di fare contenti tutti».

 
Operai reintegrati, le accuse della Fiat "Fu blocco volontario produzione" Stampa
Notizie
Scritto da Repubblica   
Venerdì 20 Agosto 2010 17:35

MELFI

Depositato il ricorso di 53 pagine contro il decreto del giudice che ha annullato il licenziamento. I tre lavoratori, secondo il Lingotto, sono responsabili di aver impedito l'esercizio del diritto di lavorare a 1.750 colleghi che non aderivano alla protesta interna

ROMA - I tre scioperanti hanno bloccato la catena di montaggio, impedendo a 1.750 operai il diritto di lavorare. E' questa l'accusa principale su cui la Fiat fonda il proprio ricorso (annunciato la scorsa settimana) contro il reintegro, deciso dal giudice del lavoro, dei tre operai di Melfi che la direzione dello stabilimento aveva licenziato a metà luglio in seguito a una protesta interna.

Il giudice Amerigo Palma ha fissato al 6 ottobre la data della prima udienza. Nelle 53 pagine del ricorso depositato presso il tribunale di Melfi, la Fiat rileva una serie di motivi di censura al decreto di reintegra del giudice e in particolare lamenta una "palese ed errata" interpretazione delle risultanze istruttorie che avrebbe operato il giudice stesso nella prima fase del giudizio.

Dal quadro istruttorio, secondo i legali dell'azienda emergerebbe in realtà la "palese responsabilità" dei lavoratori nell'aver operato il blocco della produzione e nell'aver impedito ai lavoratori non scioperanti, circa 1.750 a fronte di 50 scioperanti, l'esercizio del diritto del lavoro. In sostanza, l'azienda ribadisce la versione secondo la quale il corteo interno causò il blocco del carrello robotizzato che riforniva le linee di montaggio; evento al quale fecero seguito i licenziamenti dei tre operai, due dei quali delegati sindacali della Fiom Cgil.

Il ricorso è firmato dagli avvocati Bruno Amendolito, Francesco Amendolito, Maria Di Biase e Grazia Fazio del Foro di Bari e da Diego Dirutigliano e Luca Ropolo del Foro di Torino. L'atto è stato presentato in opposizione al decreto del 9 agosto con cui il giudice del lavoro Emilio Minio aveva ordinato il reintegro dei tre lavoratori licenziati - Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino ( delegati Fiom) e Marco Pignatelli - dichiarando antisindacale il provvedimento assunto dalla Fiat nei loro confronti.

La Fiom ha sempre accusato la direzione dello stabilimento di aver voluto invece, con i tre licenziamenti, colpire il sindacato più attivo nella protesta in difesa dei diritti dei lavoratori nel nuovo contesto di relazioni industriali avviato con la firma separata sull'accordo di Pomigliano.

"Abbiamo piena fiducia nella magistratura" ha commentato il responsabile auto della Fiom, Enzo Masini. "Era prevedibile che la Fiat avrebbe fatto ricorso - ha affermato - l'importante è che, alla ripresa, i tre operai tornino sul proprio posto di lavoro e che quindi la Fiat adempia al decreto di primo grado e alla condanna per comportamento antisindacale. L'insistenza della Fiat in una ricostruzione non veritiera, già smontata in primo grado, non andrà lontano", ha concluso Masini.

 
Chiellini: «Juve, vittoria sofferta. Dobbiamo migliorare molto» Stampa
Calcio
Scritto da Tuttosport   
Venerdì 20 Agosto 2010 16:46

Ieri a Torino si è presentato Gersch, vice di Magath, con un’offerta di 18 milioni. Si profila un’asta col club della Volskwagen, che sarebbe più...

 
Trovata trappola pericolosa nei boschi di Viu' Stampa
Notizie
Scritto da Ansa   
Venerdì 20 Agosto 2010 16:46
(ANSA) - TORINO, 20 AGO - Una trappola con arma da sparo e' stata sequestrata nei giorni scorsi in un bosco nel territorio del Comune di Viu'. A scoprirla gli agenti faunistico-ambientali della Provincia di Torino.La trappola poteva ferire gravemente anche una persona, ma per fortuna non ha fatto in tempo a entrare in azione. Era costituita da una pericolosissima arma artigianale, pronta a sparare. Sono ora in corso le indagini per risalire al colpevole.(ANSA).

 
Hodgson: «Aquilani in Italia». Ormai è della Juve Stampa
Calcio
Scritto da Tuttosport   
Venerdì 20 Agosto 2010 16:31
senzaschede,

il blasone è nella storia della juve. guarda nel passato. troverai 1 inter favolosa, anche se tutta catenaccio e contropiede. quella di suarez, corso, jair, picchi, ecc. che io ho visto giocare. ma troverai almeno 4/5 juve altrettanto forti. questa è storia. o pensi che sia tutta colpa di moggi?

 
Rifiuti, 9 indagati e affari per milioni coinvolto dirigente della Provincia Stampa
Notizie
Scritto da Repubblica   
Venerdì 20 Agosto 2010 16:20

L'inchiesta riguarda un impianto di smaltimento nel Chierese, dove dalle batterie per automobili venivano ricavate tonnellate di "pastello di piombo" venduto illegalmente. I carabinieri hanno perquisito gli uffici dell'assessorato all'Ambiente e sequestrato diversi documenti


Nove indagati, tra cui una funzionaria della Provincia di Torino, una trentina di capi d'accusa, affari per più di dieci milioni di euro: sono questi i numeri dell'inchiesta dei carabinieri del Noe sfociata oggi, nel capoluogo piemontese, in una perquisizione negli uffici dell'Assessorato all'ambiente di corso Inghilterra. La vicenda si innesta sull'attività di un impianto di smaltimento rifiuti (messo sotto sequestro) nel Chierese.

Secondo quanto hanno accertato gli investigatori, vi venivano lavorati materiali diversi da quelli per i quali era stata chiesta e ottenuta, nel 2004, l'autorizzazione. Si tratta, in particolare, di batterie per automobili, dalle quali si ricava del "pastello di piombo" che può essere rivenduto: è stato calcolato che di questo prodotto, in diciotto mesi (tra il 2007 e la fine del 2008), ne sarebbero state confezionate 10.238 tonnellate, per utili (illeciti) di circa dieci milioni di euro.

Gli inquirenti stanno vagliando l'operato di altre ditte del settore smaltimento rifiuti e di altri impianti analoghi. La struttura chierese era stata autorizzata per smaltire materiali considerati pericolosi (come le batterie) ma la ditta, violando i progetti e le disposizioni, l'ha costruita in modo diverso, risparmiando così una grande quantità di denaro; è anche possibile che la medesima autorizzazione sia stata utilizzata per altri impianti. Le accuse vanno dal traffico di rifiuti al falso, dall'abuso d'ufficio alla truffa. I carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia a una funzionaria dell'area Ambiente, per concorso con alcuni imprenditori nel traffico illecito di rifiuti. Sul posto, i due magistrati del pool Ambiente, Anna Maria Baldelli e Andrea Padalino.

La Provincia di Torino offre "piena e totale collaborazione alla magistratura e ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico che questa mattina hanno effettuato un sequestro di documenti negli uffici dell'assessorato" all'Ambiente. E' quanto scrive l'assessore, Roberto Ronco, in una nota, confermando che al funzionario provinciale responsabile dell'autorizzazione ambientale cui l'indagine fa riferimento il magistrato ha consegnato un avviso di garanzia.
 

 
Rifiuti, nove indagati e affari per milioni coinvolto funzionario provinciale Stampa
Notizie
Scritto da Repubblica   
Venerdì 20 Agosto 2010 16:16

L'inchiesta riguarda un impianto di smaltimento nel Chierese, dove dalle batterie per automobili venivano ricavate tonnellate di "pastello di piombo" venduto illegalmente. I carabinieri hanno perquisito gli uffici dell'assessorato all'Ambiente e sequestrato diversi documenti


Nove indagati, tra cui una funzionaria della Provincia di Torino, una trentina di capi d'accusa, affari per più di dieci milioni di euro: sono questi i numeri dell'inchiesta dei carabinieri del Noe sfociata oggi, nel capoluogo piemontese, in una perquisizione negli uffici dell'Assessorato all'ambiente di corso Inghilterra. La vicenda si innesta sull'attività di un impianto di smaltimento rifiuti (messo sotto sequestro) nel Chierese.

Secondo quanto hanno accertato gli investigatori, vi venivano lavorati materiali diversi da quelli per i quali era stata chiesta e ottenuta, nel 2004, l'autorizzazione. Si tratta, in particolare, di batterie per automobili, dalle quali si ricava del "pastello di piombo" che può essere rivenduto: è stato calcolato che di questo prodotto, in diciotto mesi (tra il 2007 e la fine del 2008), ne sarebbero state confezionate 10.238 tonnellate, per utili (illeciti) di circa dieci milioni di euro.

Gli inquirenti stanno vagliando l'operato di altre ditte del settore smaltimento rifiuti e di altri impianti analoghi. La struttura chierese era stata autorizzata per smaltire materiali considerati pericolosi (come le batterie) ma la ditta, violando i progetti e le disposizioni, l'ha costruita in modo diverso, risparmiando così una grande quantità di denaro; è anche possibile che la medesima autorizzazione sia stata utilizzata per altri impianti. Le accuse vanno dal traffico di rifiuti al falso, dall'abuso d'ufficio alla truffa. I carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia a una funzionaria dell'area Ambiente, per concorso con alcuni imprenditori nel traffico illecito di rifiuti. Sul posto, i due magistrati del pool Ambiente, Anna Maria Baldelli e Andrea Padalino.

La Provincia di Torino offre "piena e totale collaborazione alla magistratura e ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico che questa mattina hanno effettuato un sequestro di documenti negli uffici dell'assessorato" all'Ambiente. E' quanto scrive l'assessore, Roberto Ronco, in una nota, confermando che al funzionario provinciale responsabile dell'autorizzazione ambientale cui l'indagine fa riferimento il magistrato ha consegnato un avviso di garanzia.
 

 
Rifiuti, perquisizioni in Provincia nove indagati e affari per milioni Stampa
Notizie
Scritto da Repubblica   
Venerdì 20 Agosto 2010 16:06

C'è anche una funzionaria dell'amministrazione tra le persone coinvolte nell'inchiesta su un impianto di smaltimento nel Chierese, dove dalle batterie per automobili venivano ricavate tonnellate di "pastello di piombo" venduto illegalmente. I carabinieri hanno controllato gli uffici dell'assessorato all'Ambiente e sequestrato diversi documenti


Nove indagati, tra cui una funzionaria della Provincia di Torino, una trentina di capi d'accusa, affari per più di dieci milioni di euro: sono questi i numeri dell'inchiesta dei carabinieri del Noe sfociata oggi, nel capoluogo piemontese, in una perquisizione negli uffici dell'Assessorato all'ambiente di corso Inghilterra. La vicenda si innesta sull'attività di un impianto di smaltimento rifiuti (messo sotto sequestro) nel Chierese.

Secondo quanto hanno accertato gli investigatori, vi venivano lavorati materiali diversi da quelli per i quali era stata chiesta e ottenuta, nel 2004, l'autorizzazione. Si tratta, in particolare, di batterie per automobili, dalle quali si ricava del "pastello di piombo" che può essere rivenduto: è stato calcolato che di questo prodotto, in diciotto mesi (tra il 2007 e la fine del 2008), ne sarebbero state confezionate 10.238 tonnellate, per utili (illeciti) di circa dieci milioni di euro.

Gli inquirenti stanno vagliando l'operato di altre ditte del settore smaltimento rifiuti e di altri impianti analoghi. La struttura chierese era stata autorizzata per smaltire materiali considerati pericolosi (come le batterie) ma la ditta, violando i progetti e le disposizioni, l'ha costruita in modo diverso, risparmiando così una grande quantità di denaro; è anche possibile che la medesima autorizzazione sia stata utilizzata per altri impianti. Le accuse vanno dal traffico di rifiuti al falso, dall'abuso d'ufficio alla truffa. I carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia a una funzionaria dell'area Ambiente, per concorso con alcuni imprenditori nel traffico illecito di rifiuti. Sul posto, i due magistrati del pool Ambiente, Anna Maria Baldelli e Andrea Padalino.

La Provincia di Torino offre "piena e totale collaborazione alla magistratura e ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico che questa mattina hanno effettuato un sequestro di documenti negli uffici dell'assessorato" all'Ambiente. E' quanto scrive l'assessore, Roberto Ronco, in una nota, confermando che al funzionario provinciale responsabile dell'autorizzazione ambientale cui l'indagine fa riferimento il magistrato ha consegnato un avviso di garanzia.
 

 
Hodgson: «Aquilani in Italia». Ipotesi Juve Stampa
Calcio
Scritto da Tuttosport   
Venerdì 20 Agosto 2010 14:51

Ieri a Torino si è presentato Gersch, vice di Magath, con un’offerta di 18 milioni. Si profila un’asta col club della Volskwagen, che sarebbe più...

 
Hodgson: «Aquilani in Italia». Il procuratore è a Torino Stampa
Calcio
Scritto da Tuttosport   
Venerdì 20 Agosto 2010 14:32

Ieri a Torino si è presentato Gersch, vice di Magath, con un’offerta di 18 milioni. Si profila un’asta col club della Volskwagen, che sarebbe più...

 
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