Torino s'indebita per vendere le sue stesse aziende Stampa
Scritto da Redazione Però   
Mercoledì 12 Ottobre 2011 11:58

Un torneo per vincere lo sconto sulla Tarsu

TORINO 12 ott (PeroTorino) - Un altro modo per indebitarsi, sbarcare il lunario momentaneamente e rendere il debito comunale ancora più mostruoso. La “vendita” del 40% delle quote di Trm, Amiat e Gtt (aziende oggi al 100% di proprietà comunale), secondo un parere legale nelle mani della Giunta comunale, presenterebbe gravi rischi. La Corte dei conti, da questa complicata e farraginosa procedura potrebbe addirittura rilevare un danno erariale.

La domanda, all’annuncio dell’intenzione di vendere, era infatti molto semplice: quale privato ha intenzione di spendere denaro buono per aziende che notoriamente presentano gravi passivi di bilancio? Risposta: nessuno. Ecco perché il Comune, per raggranellare quanti più euro possibile, intende costituire una holding, che comprerebbe il 40% delle quote. Una holding che naturalmente, dovrebbe poi con il tempo tentare di piazzare sul mercato queste partecipazioni.

Ma dove troverebbe i soldi per l’acquisto iniziale, la nostra holding? Ovviamente da un prestito bancario. Di fatto, come riporta questa mattina Andrea Costa su “il Giornale del Piemonte”, facendo riferimento al dossier di Esposito, una “trovata” per aggirare il patto di stabilità, che impedisce nuovi indebitamenti diretti, indebitandosi con un giro di carte: perché, formalmente, il Comune incasserebbe denaro e la holding accenderebbe mutui con il sistema creditizio.

Peccato che la holding sia sempre… il Comune. Ecco perché l'iniziativa sponsorizzata dall'assessore al Bilancio Gianguido Passoni (nella foto) sembra difficile da digerire.

Sembra che anche in casa Pd, molti non apprezzino i funambolismi contabili che si stanno mettendo in piedi, tentando di salvare la baracca, lasciata da Sergio Chiamparino piena zeppa di debiti (5 miliardi di euro, tra Comune e Municipalizzate).

Se poi, com'è plausibile, non fosse così facile trovare dei privati che dalla holding acquistino le partecipazioni di aziende in perdita cronica, è evidente che si andrebbe a creare un danno erariale per l'amministrazione, con conseguente intervento della Corte dei Conti, che da tempo ha messo nel mirino la creazione di queste scatole cinesi "volte ad aggirare il patto di stabilità".

Curioso, tra l’altro, che a “valutare” le municipalizzate per alienarne il 40%, siano le “due diligence” di AEG e Deloitte, dove lavora proprio l’ex assessore al Bilancio del Comune, Paolo Peveraro, secondo molti “mano armata” di Sergio Chiamparino nel creare debiti per conto del Municipio.

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