Il piano esuberi di Intesa-Sanpaolo, che in Piemonte coinvolge 743 dipendenti, di cui 152 destinati alla pensione, approda in consiglio regionale piemontese. I consiglieri del Pd Davide Gariglio e Stefano Lepri in un Ordine del giorno presentato quest'oggi in Consiglio hanno chiesto di "convocare quanto prima i vertici di Intesa Sanpaolo e della Compagnia Sanpaolo per chiarire le intenzioni del Gruppo e le effettive ricadute in Piemonte del piano di impresa e per verificare i tempi di realizzazione a Torino del polo assicurativo ed il numero di lavoratori che potra' venire ad interessare". Gariglio e Lepri hanno ricordato come gia' nel febbraio del 2007 il Consiglio regionale aveva approvato un Ordine del Giorno in cui si esprimevano "forti dubbi e preoccupazioni sulle strategie aziendali e sul ruolo di Torino e del Piemonte, specie a tutela dei lavoratori e delle loro competenze" e si impegnava la Giunta ad "attuare un'attenta e costante azione di monitoraggio" e ad "incontrare ogni anno l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo per un confronto sulle strategie della Banca". Tornando all'oggi, Gariglio e Lepri hanno sottolineato che "alle ambiziose aspettative che hanno accompagnato la nascita della Superbanca grazie alla fusione tra Sanpaolo e Intesa nel 2007 ed ai piani strategici recentemente presentati non hanno fatto seguito effetti positivi sul versante della creazione di nuovi posti di lavoro", stigmatizzando che a fronte della necessita' di contenere i costi, la banca non ha lesinato su premi e gratifiche ai top manager elargendo "importanti premi e gratifiche a favore del proprio Top management, mentre l'attuazione dei provvedimenti annunciati comportera' preoccupanti conseguenze da punto di vista occupazionale e sociale per l'alto numero delle sedi del Gruppo sui nostri territori".