Elezioni, quattro mesi per ricontare Il Tar: servono 340mila euro, chi paga? Stampa
Scritto da dalla rete   
Sabato 07 Agosto 2010 12:28

Elezioni, quattro mesi per ricontare Il Tar: servono 340mila euro, chi paga?

Slittano ancora i tempi per il riconteggio dei voti alle regionali: non è più solo una questione di organizzazione delle modalità del nuovo spoglio ordinato il 15 luglio dal Tar, ma un problema economico capace di paralizzare l'avvio delle operazioni. Ora le previsioni sono di 4 mesi. Parola del presidente del Tribunale Luciano Panzani che ieri ha espresso grandi perplessità sui tempi e soprattutto sull'addebito delle spese del riconteggio.

 

La formula è quella del comunicato stampa che suona come replica ufficiale alla lettera inviata due giorni fa da Mercedes Bresso in cui l'ex presidente della Regione chiedeva a lui e al presidente del Tar Franco Bianchi di essere garanti dell'esecutività della sentenza amministrativa in tempi rapidi. La perplessità espressa da Panzani arriva, tra l'altro, proprio nel giorno in cui il Tar deposita le 40 pagine di motivazioni della sentenza in cui dispone il rinvio al 18 novembre sul ricorso che riguarda Michele Giovine (27 mila voti che rischiano di essere annullati perché la procura ha accertato che 18 su 19 firme di candidature della sua lista "Pensionati per Cota" sarebbero apocrife e quindi false), dando tempo ai ricorrenti di depositare una querela per falso in civile. Su questa decisione gli avvocati del centrosinistra sono pronti a fare ricorso al Consiglio di Stato, mentre ieri è stato notificato il secondo appello dei legali del centrodestra sulla sentenza che dispone il riconteggio.

Nella sentenza del Tar i giudici concedono ai ricorrenti "il beneficio dell'errore scusabile" respingendo l'eccezione di tardività, e spiegano che il ricorso poteva essere presentato solo dopo la proclamazione degli eletti in quanto "è solo con la proclamazione degli eletti che può misurarsi l'efficacia causale che va riconosciuta agli effetti della partecipazione della lista illegittimamente ammessa all'esito della consultazione. Incidenza ed efficacia che può misurarsi solo allora a posteriori, e non già ex ante, ossia al momento della mera ammissione della lista stessa". In pratica solo dopo la proclamazione degli eletti si possono misurare i danni provocati dall'ammissione di una lista illegittima. Nel frattempo i due indagati, Michele Giovine e suo padre Carlo (assistiti dagli avvocati Cesare Zaccone e Roberto Bronzini) hanno scelto di andare a dibattimento davanti al giudice Giuseppe Casalbore il 15 dicembre: niente sconti di pena, niente patteggiamento e niente rito abbreviato.

Sul resto della complessa partita entra in gioco il presidente Panzani. "Il Tribunale di Torino, pur avendo predisposto tutta la macchina organizzativa, ed essendo pronto a partire alla fine di agosto, si vedrà costretto a rinviare l'inizio delle operazioni di riconteggio dei voti": il problema è per Panzani capire quale organo istituzionale sia chiamato a sostenere le spese e a pagare gli straordinari del personale giudiziario (oltre una cinquantina tra dipendenti di cancelleria e magistrati delle commissioni elettorali) necessario per controllare i voti. "I costi per il trasporto, la predisposizione dei locali, la movimentazione dei plichi, la vigilanza notturna del sito, il supporto del personale del Comune è stato quantificato in 180 mila euro - scrive Panzani - la retribuzione del lavoro di straordinario, considerata la nota carenza di personale e la necessità di assicurare comunque l'attività ordinaria del tribunale, è stata quantificata in 168mila euro". Dopo aver avuto risposta negativa dalla Regione, Panzani ha interpellato il Ministero di Giustizia, ed è in attesa di risposta, ma preannuncia già una possibile pronuncia del Tar anche su questa questione. "Il Tribunale di Torino ha chiesto il supporto di mezzi e di personale da parte della Prefettura e del Comune, che hanno dato la loro disponibilità. Peraltro il sindaco di Torino, ha richiesto un preventivo impegno formale dal parte del Ministero di Giustizia o di altro ente al rimborso delle spese che verranno sostenute". Nell'attesa di una risposta romana, il riconteggio non parte.

Comments for Elezioni, quattro mesi per ricontare Il Tar: servono 340mila euro, chi paga?