Torino: al Centro di produzione Rai Fassino punta su un romano Stampa
Scritto da Giovanni Monaco   
Giovedì 29 Settembre 2011 16:11

centro di produzione rai di torinoDopo aver assunto un romano come addetto stampa (Giovanni Giovannetti, 15.500 euro lordi al mese di stipendio) il sindaco di Torino Piero Fassino, intenderebbe “piazzare” un altro figlio della Capitale al centro di produzione Rai di Torino come direttore: si tratterebbe, secondo gli informati rumors di via Verdi – dov’è ubicata la sede della tv pubblica torinese – di Pino Straniero, attuale responsabile della radiofonia Rai e che non si trasferirebbe in riva al Po, ma verrebbe una o due volte la settimana a supervisionare ciò che succede. Straniero, infatti, continuerebbe come attività principale a occuparsi di radiofonia.

Andrea Lorusso CaputiCom’è noto, Fassino ha cooptato l’ex direttore del Centro di produzione Rai di Torino, Maurizio Braccialarghe, nominandolo assessore alla Cultura del Comune. Scelta che ha reso palese la tendenza politica di Braccialarghe stesso. Oggi il Centro è senza direttore, da molti mesi: ad interim, risulta tale Andrea Lorusso Caputi (responsabile della produzione nazionale, nella foto). Ora, com’è ovvio, il Partito democratico, cerca di tenersi questa posizione di potere. Meno ovvia pare l’apparente ignavia del Pdl, sulla stessa questione.

Fassino, infatti, avrebbe – sempre secondo i rumors – telefonato personalmente a Lorusso Caputi, per esplicitargli la sua preferenza nei confronti di Pino Straniero. Tra l’altro, i due dirigenti Rai provengono entrambi dall’ex Partito socialista italiano, cosa che negli anni passati assicurava fulgide carriere in Rai.

La questione, al di là delle appartenenze politiche, è però forse un’altra. Il centro di produzione torinese è da tempo stato messo nel dimenticatoio. Oggi, grazie alle produzioni della tivù dei ragazzi, qualcosa si fa, pur tra un taglio e l’altro. Comunque a Roma si produce molto più del sostenibile, tanto che molte lavorazioni vengono affidate a ditte esterne. Una pratica che un’azienda privata non farebbe mai: pagare terzi, lasciando una delle proprie sedi e tutti i dipendenti stipendiati, a mezzo servizio. Ma la Rai è un’azienda pubblica, quindi gli sprechi vanno benissimo, tanto poi c’è il canone obbligatorio.

Tuttavia, una classe politica locale forte, imporrebbe un direttore torinese, gli coprirebbe le spalle per andare a Roma a battere i pugni e si darebbe da fare, non solo per mantenere quattro produzioni pro forma, ma per un vero rilancio del centro e dell’occupazione a Torino. Perché la Rai è stata fondata a Torino e pure gli uffici di via Cernaia, piano piano si stanno svuotando mentre le competenze vengono trasferite a Roma. Centrodestra o centrosinistra non importa, purché ci si dia da fare, senza pensare sempre alle appartenenze, ma per una volta al bene della città.

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