| Torino: al Centro di produzione Rai Fassino punta su un romano |
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| Scritto da Giovanni Monaco | |||||
| Giovedì 29 Settembre 2011 16:11 | |||||
Fassino, infatti, avrebbe – sempre secondo i rumors – telefonato personalmente a Lorusso Caputi, per esplicitargli la sua preferenza nei confronti di Pino Straniero. Tra l’altro, i due dirigenti Rai provengono entrambi dall’ex Partito socialista italiano, cosa che negli anni passati assicurava fulgide carriere in Rai. La questione, al di là delle appartenenze politiche, è però forse un’altra. Il centro di produzione torinese è da tempo stato messo nel dimenticatoio. Oggi, grazie alle produzioni della tivù dei ragazzi, qualcosa si fa, pur tra un taglio e l’altro. Comunque a Roma si produce molto più del sostenibile, tanto che molte lavorazioni vengono affidate a ditte esterne. Una pratica che un’azienda privata non farebbe mai: pagare terzi, lasciando una delle proprie sedi e tutti i dipendenti stipendiati, a mezzo servizio. Ma la Rai è un’azienda pubblica, quindi gli sprechi vanno benissimo, tanto poi c’è il canone obbligatorio. Tuttavia, una classe politica locale forte, imporrebbe un direttore torinese, gli coprirebbe le spalle per andare a Roma a battere i pugni e si darebbe da fare, non solo per mantenere quattro produzioni pro forma, ma per un vero rilancio del centro e dell’occupazione a Torino. Perché la Rai è stata fondata a Torino e pure gli uffici di via Cernaia, piano piano si stanno svuotando mentre le competenze vengono trasferite a Roma. Centrodestra o centrosinistra non importa, purché ci si dia da fare, senza pensare sempre alle appartenenze, ma per una volta al bene della città. |