| Scritto da CittAgorà |
| Martedì 27 Settembre 2011 16:00 |
A seguito della decisione di costruire una Moschea in via Urbino, la prima 'ufficiale' nella nostra città, e l'ipotesi di edificarne altre nei quartieri periferici, un gruppo di cittadini ha formulato una serie di osservazioni e proposte alle istituzioni cittadine. Presupposto iniziale del ragionamento è quello che nuove moschee o centri islamici non vengano aperti in quartieri già interessati da problemi legati alla sicurezza. Fatto salvo il diritto di culto garantito dalla nostra Costituzione, questi cittadini chiedono però che attenzione massima venga posta agli eventuali disagi in merito all'ordine pubblico che queste aperture potrebbero creare.
Gli stessi cittadini hanno firmato la petizione presentata martedì 27 settembre a Palazzo Civico, che propone alla Città di aderire, insieme alla Prefettura, al 'Patto sociale' predisposto dal CCST - Coordinamento Comitati spontanei torinesi.
Fra i punti salienti del Patto, la richiesta di garantire il giusto equilibrio fra residenti e cittadini di fede musulmana che si recano alla preghiera del venerdì, ferma restando l'adozione delle misure di sicurezza così da prevenire qualsiasi tensione che possa sfociare in episodi di reciproca intolleranza.
Anche per questo Comune di Torino e Prefettura, ciascuno per quanto di ragione e competenza si impegnano a dotare di telecamere che garantiscano, nel rispetto della normativa sulla privacy, la vivibilità e la sicurezza dei residenti oltre ad intensificare i controlli delle forze dell'ordine al fine di prevenire intralci alla circolazione stradale e reprimere qualsiasi forma di commercio ambulante abusivo.
Marcello Longhin
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