Prosegue lintensa trasformazione urbanistica della città. Decollata in vista delle Olimpiadi del 2006, la trasformazione è proseguita negli anni successivi, come necessità legata alla crisi industriale, ma anche per il connaturato dinamismo di Torino, che della crisi ha fatto unopportunità di cambiamento e di conversione da un profilo prevalentemente industriale verso una identità nuova, legata al terziario avanzato, alla cultura, alle eccellenze in campo scientifico e tecnologico, al turismo e alle università.
In questo quadro, ai processi di riqualificazione di grande aree, per esempio con fondi europei come i progetti Urban che hanno interessato Mirafiori sud e stanno trasformando anche il volto di Falchera e Barriera di Milano, si affiancano le politiche della casa, come il Piano casa della Città e il suo Programma triennale dei lavori pubblici (2009/2011), oltre al Programma casa della Regione Piemonte che, approvato nel 2006, prevede la costruzione di 10.000 alloggi entro il 2012.
Le iniziative di riqualificazione con il ricorso a sinergie con limpresa privata, sia esso una scelta di fondo, sia una necessità legata al bilancio dellAmministrazione, hanno spesso trovato su questi temi convergenze politiche.
Il 3 ottobre scorso il Consiglio comunale ha approvato allunanimità la delibera con le linee guida per procedere alla riqualificazione urbanistico-edilizia e sociale di due aree della città: quella ex Veglio, compresa tra le vie Sansovino, Venaria, Spina Reale e gli immobili di via Fiochetto13/C e corso XI febbraio 10 in zona Porta Palazzo.
Latto approvato prevede la realizzazione di un condominio solidalenellarea ex Veglio destinato a famiglie in graduatoria per lassegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp).
Si tratterà in tutto di 144 alloggi per un costo totale di 24.950.000 euro (stima del 2007) di cui 13.260.000 euro finanziati dalla Regione e 11.690.000 euro da finanziare con eventuali ulteriori finanziamenti pubblici e/o dai ricavi delle alienazioni di alloggi Edilizia residenziale pubblica.
Per assicurare una diversificazione dei ceti sociali che si insedieranno nei nuovi immobili, lAmministrazione ha deciso che una parte degli alloggi da realizzare, pari a 4.000 metri quadrati per 40 alloggi, sia destinata a edilizia residenziale libera. Lintera operazione prevede lindividuazione di un imprenditore privato attraverso la vendita allasta delle aree.
Nella foto: Un dettaglio del palazzo di proprietà comunale che sarà abbattuto perchè troppo degradato.
Silvio Lavalle