
TORINO 3 feb (Però Torino) - I lavori per la messa in sicurezza delle gallerie stradali provinciali non decollano. Anzi, "non si sa nemmeno quando e se partiranno", denuncia Beppe Cerchio (Pdl) e anche a causa di questi ritardi "in caso di incendio si rischia la tragedia.A fine dicembre la Giunta Provinciale aveva approvato i lavori di manutenzione straordinaria per l'adeguamento di alcune gallerie stradali della Provincia di Torino - tutte insistenti nel Canavese - per un virtuale importo di un milione e 800mila euro: "Appalti non ancora decollati per interventi che rischiano ulteriori ritardi perché inseriti nel programma triennale 2011-2013, con mutui da attivare, fra l’incertezza del futuro ruolo dell’Ente Provincia”.
Le gallerie, secondo Cerchio, sono "sovraffollate, troppo strette, eccessivamente in pendenza senza vie di fuga. E senza adeguati impianti antincendio". Ecco perché ha presentato oggi un'interrogazione in Provincia nella quale denuncia "il pericolo di chi quotidianamente varca, magari anche più volte al giorno, quei buchi nella montagna".
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"Sono una quindicina - dice Cerchio - i tunnel e le gallerie bidirezionali presenti nel territorio della Provincia di Torino: Fenestrelle, Porte, Avigliana, Lanzo, Cesana, Pino Torinese, Claviere, Oulx, Chiaverano, Frejus a Bardonecchia, Ceresole – Noasca, cui si aggiungono una decina di tunnerl monodirizionali tra cui Monpantero, Giaglione, Prapontin, Quassolo. Gallerie nelle quali non si registrano esaltanti livelli di servizi e nemmeno elevata sicurezza. Anzi, il pericolo è all'ordine del giorno. In alcune gallerie si registrano peraltro pendenze superiori al 3% , un traffico superiore a migliaia di mezzi (15% pesanti) con merci pericolose".
Gli incidenti e incendi, specie nel nord ovest italiano, anche nel recente passato hanno registrato bilanci pesanti: basti pensare ai 39 morti al Monte Bianco nel 1999, alle 4 vittime al Frejus nel 2005 e 2007, alla vittima nel maggio 2011 a Prapontin, senza contare le centinaia di feriti ed intossicati. Se scoppia un incendio, si rischia davvero grosso: la temperatura interna del tunnel si innalza repentinamente a 890 gradi in tre minuti, a 1140 in cinque minuti, tenendo conto che bruciano non solo idrocarburi, ma anche metalli, plastica, con aumento di anitride carbonica, abbassamento di ossigeno, fumi con sostanze tossiche che aumentano la velocità dell’intossificazione - rappresentando per gli utenti e gli stessi soccorritori - pericolosi ostacoli.
"Da anni - conclude Cerchio - ma purtroppo senza ottenere esaltanti risultati, mi batto per garantire maggior sicurezza in alcune gallerie del territorio provinciale. A partire dalla vecchia Galleria di Pino Torinese: 968 metri, 25mila passaggi giornalieri con percorrenza bidirezionale, senza guardarail di mezzaria, priva di vie di fuga e di impianti di spegnimento automatico di ultima generazione".
