Pubblichiamo, in versione integrale, il documento sul "Piano Giovani" partorito dalla giunta regionale del Piemonte, che verrà presentato in Conferenza Stampa giovedì 7 luglio. Si tratta di una serie di misure volte a migliorare l'accesso al lavoro dei giovani piemontesi: la dotazione finanziaria è di 11 milioni di euro. Dite la vostra, scrivete cosa ne pensate.
DIECI IDEE PER I GIOVANI DEL PIEMONTE
INTRODUZIONE
Tra gli effetti più evidenti e preoccupanti della profonda crisi che ha investito le
economie di tutto il mondo vi è certamente la crescita della disoccupazione
giovanile, che ha toccato livelli altissimi tra il 2009 e 2010 e non mostra ancora
evidenti segni di calo.
Nel 2008 nei paesi industrializzati il tasso di disoccupazione giovanile si assestava su
valori medi del 13.1% a fronte di un tasso di disoccupazione della popolazione
adulta del 4.8%, rispettando un rapporto di circa 1:3 che ha caratterizzato gli anni
più recenti. A partire dal 2008, quando la crisi ha cominciato a manifestare il suo
effetto, il tasso di disoccupazione della popolazione adulta nei paesi industrializzati
ha cominciato a salire costantemente, passando al 5,9% nel 2009, al 6,9% nel 2010
e ad un previsto 7,1% nel 2011.
Purtroppo, gli effetti sono stati ben più drammatici tra i giovani tra i 15 e i 24 anni,
per i quali il tasso di disoccupazione è cresciuto dal 13,1% medio al 16,6% nel 2009
e al 19,4% nel 2010 fino al 20% previsto nel 2011. Naturalmente vi sono
considerevoli differenze tra paesi, poiché si va da una situazione come quella
spagnola dove il tasso ha raggiunto livelli del 40% a quella tedesca in cui il tasso è
rimasto sostanzialmente inalterato al 10%, a testimonianza dell’importanza di porre
in essere buone politiche di competitività e sviluppo e di possedere un sistema di
apprendistato e accompagnamento al lavoro molto efficiente.
Il nostro paese non ha fatto eccezione nel subire l’impatto occupazionale della
crisi. Secondo i dati del 2009 la disoccupazione giovanile in Italia si attestava
intorno al 25,4% contro una media del 19,9% dei paesi europei (27 Nazioni); il tasso
di incremento rispetto al 2007 era del 5,1%, contro il 4,4% del resto dell’Europa. Nel
secondo trimestre del 2010, la disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il
27,9%, con una media intorno al 20% nel Nord (del 21,3 al Nord- ovest), ed un
massimo del 40,3% per le donne del Mezzogiorno. I dati ISTAT più recenti, relativi
alla fine del 2010, parlano di un tasso di disoccupazione giovanile salito al 29%,
segnando così un nuovo record,
Spicca purtroppo in questo quadro il dato del Nord-ovest e, all’interno del dato
del Nord-ovest, quello del Piemonte, dove la disoccupazione giovanile dal 2008 al
2009, è passata dal 14,9% al 24,1%, mentre ad esempio In Lombardia nello stesso
periodo è passata dal 12,5% al 18,5%, con una media nazionale 2009 pari al 26,6%.
A conferma di ciò, il quadro che emerge dai diversi osservatori piemontesi mostra
un numero di assunzioni dal 2009 al 2010 che per aumenta solo dell’1,1% per i
giovanissimi sotto i 24 anni, mentre per i giovani tra i 25 e i 34 l’aumento è del 3,4%
e per gli over35 l’aumento è di circa il 13%. Anche nei primi mesi del 2010, negli
avviamenti al lavoro, l’unica fascia d’età che non ha mostrato una inversione di
tendenza, continuando a diminuire, è quella degli under25.
E’ quindi il Piemonte la regione italiana tra quelle maggiormente industrializzate ad
aver subito il più severo aumento della disoccupazione giovanile. E’ per questa
ragione che, dopo aver posto in essere le misure emergenziali per il lavoro e
l’occupazione, il Governo Regionale intende predisporre un pacchetto di misure
specificamente orientate ai giovani, al fine di contrastare la dinamica in atto.
Il riferimento concettuale è quello del Piano per la Competitvità, che già
identificava una serie di condizioni di contesto e fattori abilitanti indispensabili a
fare sì che le politiche specifiche in tema di industria, ricerca, innovazione ed
energia si possano tradurre su ampia scala in crescita e occupazione.
Tra queste, in ordine di priorità assoluta, vi è certamente il sostegno ai giovani
piemontesi, sulla base della considerazione che nessuno dei processi di
trasformazione prefigurati nel Piano per la Competitività potrà manifestare i propri
effetti senza che mutino strutturalmente le possibilità di accesso dei giovani ai
principali processi di sviluppo. Il Piano per i Giovani rappresenta quindi la
traduzione concreta di questa volontà ed è disegnato affinché le energie
imprigionate in un sistema generazionalmente ingessato vengano liberate e
restituite al territorio, nell’interesse di tutti.
A questo scopo, il Governo Regionale ha ritenuto di dover operare in tre direzioni
sinergiche e complementari: primo la rimozione degli ostacoli all’accesso al
sistema delle opportunità, secondo l’individuazione di nuovi canali di
interlocuzione che consentano di incorporare nell’agenda politica istanze che
spesso rimangono inespresse ed invisibili, terzo la costruzione di un contesto
generale favorevole alla liberazione della creatività ed alla valorizzazione del
merito.
Il piano prevede la messa in campo di due ordini d’azioni, la prima con valenza
sistemica e basso impiego di risorse, la seconda articolata in misure specifiche
sostenute da risorse finanziarie. Per ciò che riguarda le azioni sistemiche, esse sono
in primo luogo ispirate a mettere a disposizione dei giovani piemontesi le
professionalità e le esperienze di coloro che hanno già consolidato il proprio
percorso professionale o imprenditoriale e desiderano mettersi a disposizione della
collettività. In questa linea si collocano la costituzione dell’unità tecnica di indirizzo
e valutazione e l’azione di accompagnamento delle nuove imprese sul territorio.
In particolare, con l’obiettivo di migliorare le modalità di valutazione ed
accompagnamento delle misure e degli specifici progetti, si costituisce un’unità
tecnica permanente composta da giovani imprenditori coadiuvati da giovani
funzionari dell’amministrazione regionale. Scopi dell’unità tecnica di valutazione
sono, con riferimento alle iniziative che riguardano i giovani piemontesi: a)
monitoraggio e validazione nella fase di stesura dai bandi, con l’obiettivo di
evitare gli eccessi di burocratizzazione nella stesura degli stessi; b) valutazione (o
assistenza nella valutazione) dei progetti presentati dai giovani piemontesi,
affinché sia garantita la prevalenza della sostanza e del merito sulla forma nelle
modalità di scelta; c) accompagnamento professionale alle iniziative più
meritevoli, affinché il ruolo della pubblica amministrazione non si limiti al solo
finanziamento delle iniziative; d) costruzione di una rete e di una comunità
imprenditoriale al servizio del territorio e dei giovani piemontesi; e) assistenza e
supporto nel rendere bancabili progetti promettenti presentati da giovani
imprenditori con poca storia alle spalle e poca possibilità di offrire garanzie-
Inoltre, come già delineato nelle linee di indirizzo del Piano per la Competitività,
crediamo fortemente nella necessità per la pubblica amministrazione di saper
apprendere dai propri errori, sperimentando nuovi strumenti, aggiornandoli ed
adattandoli allo scenario economico ed industriale in continuo cambiamento. Ciò
potrà avvenire solo con l’apertura delle strutture della pubblica amministrazione
alle giovani idee, mantenendo vivo ed aperto il rapporto con le giovani classe
creative ed imprenditoriali che rappresentano il futuro della nostra industria ma
anche sfidando le prassi più consolidate della pubblica amministrazione. In questa
direzione vanno intese le azioni per l’accesso digitale e l’apertura delle strutture
regionali.
Il secondo ordine d’azioni, più specifiche ed onerose dal punto di vista finanziario,
è invece finalizzato ad offrire alle giovani ed ai giovani piemontesi un sistema di
opportunità adeguate alle loro capacità, consentendo loro di vincere l’attrito di
primo ingresso nel mondo del lavoro. In particolare, vale sottolineare come tutte le
misure di questa linea siano ispirate al riconoscimento del principio del fatto che i
giovani sono per noi un’opportunità e non un problema da risolvere. Per questa
ragione abbiamo concepito misure che prevalentemente hanno un effetto duale,
da un lato offrendo un’opportunità ai giovani, dall’altro utilizzando il loro
straordinario potenziale di energia per restituire vigore al segmenti importanti della
nostra economia.
1. DEDUZIONE IRAP PER L’ASSUNZIONE DI GIOVANI
La misura è finalizzata ad agevolare l’assunzione di giovani al di sotto dei 35
anni di età e consiste nella deduzione - ai fini dell’I.R.A.P. - di un importo pari a
30.000 euro per ogni giovane neo-assunto .In particolare, possono beneficiare
della misura imprese ,professionisti ed altri operatori economici che assumano
a tempo indeterminato, in uno dei tre periodi d’imposta successivi a quello in
corso al 31 dicembre 2010, giovani di età inferiore ai 35 anni e residenti in
Piemonte, per impiegarli in unità produttive localizzate in Piemonte.
2. IMPRENDITORI PER I GIOVANI SUL TERRITORIO
Si prevede un sostegno finanziario per promuovere lo scouting e
l’accompagnamento sul territorio di imprese dotate di potenzialità e create o
gestite da giovani, accompagnandole nella fase di crescita e segnalandole
agli investitori istituzionali (incubatori, piemontech, fondazioni, fondi di venture
capital o private equity).
Il sostegno è destinato alla copertura totale o parziale dei costi vivi di scouting
e di primo accompagnamento. Inoltre, è previsto il riconoscimento di una
success fee in caso di perfezionamento dell’investimento da parte degli
investitori.
3. AMMINISTRAZIONE APERTA
L’attuazione del quadro delle politiche per la competitività, impone alla
pubblica amministrazione che le progetta un miglioramento costante delle
proprie pratiche e dei propri strumenti ed una costante iniezione di nuove idee
e visioni.
Per questo, nell’ambito delle politiche per la competitività, la Regione aprirà le
proprie strutture alle idee, alle aspirazioni ed alla capacità di iniziativa di
giovani particolarmente brillanti, chiamati, anche attraverso la presenza fisica
presso le strutture, ad iniettare nella tecnocrazia regionale la capacità di
mettersi in discussione, di aprirsi a nuove idee e paradigmi e di mantenere vivo
ed aperto il rapporto con le giovani classe creative ed imprenditoriali che
rappresentano il futuro della nostra industria.
Ciò avverrà attraverso stage semestrali e annuali per i quali verranno
selezionati giovani laureati/laureandi di primo e secondo livello che part-time
verranno inseriti nelle strutture e coinvolti nei più importanti progetti che
riguardano le politiche per la competitività.
4. PREMIALITÀ PER I GIOVANI
Al fine di agevolare l’accesso dei giovani ai contributi si prevede di inserire
nelle principali misure riconducibili al piano d’azione per la competitività
elementi di premialità e/o priorità riservati a giovani residenti in Piemonte di età
inferiore ai 35 anni.
5. INCUBATORE NON TECNOLOGICO
Poiché esiste un ampio insieme di iniziative imprenditoriali, concepite da
giovani piemontesi, a basso contenuto tecnologico o scientifico che faticano
a trovare assistenza presso gli incubatori universitari piemontesi, si prevede
un’azione che attraverso Finpiemonte S.p.A. accompagni gli incubatori
esistenti, eventualmente in sinergia tra loro, a dotarsi delle competenze e delle
infrastrutture necessarie per sostenere questo tipo di imprenditorialità zero/low
tech.
6. GIOVANI AMBASCIATORI DELLA TECNOLOGIA PIEMONTESE SUI NUOVI MERCATI.
La misura è studiata per consentire a giovani piemontesi di lavorare come
agenti commerciali all’estero per imprese piemontesi che vogliano esplorare
la possibilità di inserirsi in nuovi mercati internazionali con i loro prodotti o servizi,
con riferimento particolare ai paesi BRIC e CESVIC (paesi lontani ad alta
crescita).
I giovani interessati, dopo adeguato periodo di formazione concordato con
l’azienda, verranno inseriti nella forza vendita dell’impresa con contratti di
diversa natura e non necessariamente a tempo indeterminato, e distaccati
per un periodo compreso tra sei mesi e un anno sul mercato estero scelto. La
misura copre i costi di formazione iniziali per un massimo di sei mesi, le spese di
viaggio e soggiorno del giovane, più un compenso forfait di 500 euro mese. E’
destinata a diplomati tecnici, laureati di primo e secondo livello, dottorandi e
dottorati, a seconda del contenuto tecnico del prodotto.
E’ possibile prevedere un incentivo per l’impresa in caso di assunzione a tempo
indeterminato al termine del periodo, eventualmente facendo ricorso a misure
regionali già esistenti.
La selezione avviene attraverso la messa a disposizione dei curricula dei
giovani che si candidano a partecipare, tra i quali le imprese possono
scegliere per godere del beneficio.
Scopo della misura è combinare training sul campo e apertura per i giovani
con un sostegno all’internazionalizzazione dell’impresa.
7. PATTO GENERAZIONALE PER LA COMPETITIVITÀ.
La misura prevede il sostegno attraverso voucher (circa 10.000 euro) a giovani
che abbiano necessità di avvalersi dei servizi di giovani professionisti (avvocati,
commercialisti, architetti o altro) per l’avvio di una nuova attività
imprenditoriale o per il suo rilancio. L’accesso all’agevolazione è condizionato
al fatto che il professionista prescelto abbia un’età inferiore ai 40 anni. Con ciò
si intende sostenere sia la giovane imprenditorialità, non necessariamente
tecnologica, sia l’imprenditorialità nei servizi professionali del terziario.
8. GIOVANI NELLE IMPRESE
La misura prevede il sostegno a giovani diplomati in scuole
tecniche/professionali e/o in possesso di qualifica residenti in Piemonte e a
laureati di primo e secondo livello presso gli Atenei piemontesi attraverso
l’assegnazione di borse lavoro presso aziende del territorio piemontese. La
durata del tirocinio è di sei mesi. Ai giovani selezionati spetta un assegno
mensile di 1.000 euro, che può costituire fimo ad un massimo del 75% di quanto
percepito dal giovane laureato, il rimanente essendo a carico dell’impresa
ospitante.
9. Rafforzamento giovani laureati
Si attiveranno progetti per migliorare l’accesso al lavoro di giovani in possesso
di laurea di I livello che ritengono di aver terminato il ciclo di studi e a coloro
che fuoriescono precocemente dal percorso di laurea magistrale. A tal fine
saranno sviluppati percorsi formativi individualizzati composti da periodi di
didattica in aula e stage lunghi (sei mesi) in azienda, da realizzarsi anche
all’estero.
Le attività saranno finalizzate a colmare eventuali carenze nelle competenze e
a fornire gli elementi di conoscenza necessari a rendere più rapido
l’inserimento nell’ impresa.
10. Cooperative “Giovani” di partite Iva
Sostegno a Cooperative di Partite Iva, precisamente cooperative formate da
giovani titolari di partita Iva, previste dalla L. 142/01 "Revisione della legislazione
in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio
lavoratore”
Le cooperative “Giovani” di Partite Iva possono avere come oggetto sociale
qualsiasi tipo di attività.
Soggetti diversi unendosi potranno ammortizzare i costi fissi delle loro singole
attività, ma soprattutto presentarsi sul mercato con una variegata tipologia di
servizi.
La misura risulta di particolare interesse per il settore commerciale ed agricolo.
Dotazione finanziaria
La dotazione finanziaria iniziale per una prima fase di avvio delle misure
sinteticamente descritte è prevista in 11 Milioni di euro.