''In merito alla dichiarazione sui tagli siamo un po' stupiti, perche' i trasferimenti ridotti alle Regioni arrivano dal governo di cui il ministro Galan e' esponente''. Con queste parole l'assessore alla Cultura del Piemonte, Michele Coppola, commenta le dichiarazioni fatte a Venaria (Torino) dal ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan. ''Il ritardo con il quale in Piemonte stiamo definendo la manovra di assestamento - afferma Coppola - e' dettato dalla Legge finanziaria nazionale. Siamo dispiaciuti perche' da un ministro ci si aspettano buone notizie e soluzioni''. ''Quanto al Bilancio della Regione Piemonte sulla cultura, questo prevede, in previsione approvata a dicembre 2010, oltre 70 milioni di euro. Risorse che se saranno confermate sono decisamente superiori a quelle che il presidente Galan stanziava in Veneto nel 2009, pari a 36 milioni, con il Veneto che ha piu' abitanti del Piemonte, e in un periodo pre-crisi''.
''Ho avuto il coraggio di dirlo, piu' volte, a Tremonti, figuriamoci se non ho il coraggio di dirlo all'amico Roberto Cota. I tagli alla cultura sono un grave errore da non farsi''. aveva detto Galan, questa sera alla Reggia di Venaria, a margine del ''Giornate del Teatro'' rispondendo alla protesta degli operatori culturali piemontesi che hanno steso davanti all'entrata delle mutande per dire che ''il teatro piemontese e' in mutande'' per via dei tagli degli ultimi anni. ''Credo anche - ha aggiunto Galan - che per aiutare il settore, come gia' sara' la nuova norma prevista nella manovra, circa il 5 per mille alla cultura, una vera sfida per il nostro paese che spero riusciremo a vincere, possa essere determinante abbassare le tasse. Meno tasse portano piu' soldi a mio avviso. Da noi tutto e' passato con l'iva al 10% o al 20%, penso che per le attivita' culturali si potrebbe scendere ad un 4%. In un primo momento si perderebbe il 6%, poi pero' aumenterebbero le opere, la mano d'opera impiegata, le vendite dei prodotti. Come nel settore del restauro, per esempio, ma non solo''. Galan ha poi garantito che si spendera' per cambiare diverse norme del settore, in attesa di una legge di riforma necessaria. Legge che comunque, secondo Galan, non dovra' essere finanziata con i soldi del Fus, ''non me la sentirei proprio di stralciare questa spesa dal fondo finalmente reintegrato''. Galan si e' anche detto contrario alla norma che obbliga la riduzione del numero dei membri dei cda delle fondazioni pubblico-private: ''se un privato intende dare una cospicua somma - dice il ministro - perche' impedirgli di entrare nel cda? Tanto piu' che con la nuova norma i membri non vengono pagati''.